Una settimana di “Vergognamoci per lui” (35)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

SILVIO BERLUSCONI 16/08/2011 Nella carriera di tutti gli emuli di Giulio Cesare c’è un Rubicone da passare, così come in quella degli emuli di Alessandro Magno c’è un nodo gordiano da tagliare. All’inizio della sua carriera politica Silvio non faceva mistero di essere ammiratore del primo, forse a causa di una calvizie che anche il Divino Giulio viveva male, tanto che, racconta Svetonio, “fra tutti gli onori decretatigli dal Senato e dal Popolo, nessuno egli accolse o sfruttò più volentieri del diritto di portare sempre una corona d’alloro”. In seguito il nostro condottiero mise a tacere una passioncella che avrebbe offerto il destro alla solita marmaglia velenosa che lo accusava, ingiustamente, di “cesarismo”. Da quasi quattro lustri Silvio torna periodicamente sulle rive del Rubicone solo per fare dietro front e rintanarsi col cuore grondante sangue nella sua tenda accolto dalla disperazione delle schiave ispaniche, celtiche, germaniche, illiriche, traci, scite, persiane, ebree, libiche e numidiche che gli rendono meno gravosa l’esistenza. Che sia una prova da far tremare i polsi lo dimostra il fatto che pure il Divino Giulio per decidersi ebbe bisogno di una visione – lo dice sempre Svetonio, e su Svetonio io metterei la mano sul fuoco – : una specie di Adone sbucato dal nulla che, impadronitosi di una tromba, ci soffiò dentro il segnale di guerra scomparendo con la velocità del vento verso l’altra sponda. Giove Ottimo Massimo spedì a Silvio invece una Venere, Ruby, detta anche la figlia di Giugurta. Silvio non lesse nel nome il destino e vide solo la Venere. Da allora gli dei l’hanno abbandonato alla sua empietà. Ed è per questo che io, Crosetto, Martino e Stracquadanio, per il bene della Patria, stiamo seriamente pensando di ricorrere alle possenti arti del Mago Otelma.

UMBERTO BOSSI 17/08/2011 A Renato Brunetta passare alla storia come il Nano di Venezia non dispiacerebbe affatto: sarebbe il modo di partecipare della fama imperitura della Serenissima. Le parole del Senatur al suo orecchio sono suonate come una profezia e l’occhio gli è brillato di soddisfazione. A queste cose lui pensa, a differenza del leader del Carroccio, bellamente ignaro di essersi imbarcato in una sfida con un uomo temibile; un uomo che è sopravvissuto con successo al suo metro e mezzo di statura fino ad impalmare a sessant’anni suonati la sua Titti; un uomo che si è imposto di vincere alla distanza; un uomo tempratissimo a tutte le offese dell’occhio e della parola, volontarie e involontarie, e perciò uso a misurare la statura dei suoi avversari dal loro grado di suscettibilità quando, serenissimo e in pieno controllo, riesce a tacere provocatoriamente davanti agli insulti più sanguinosi, oppure quando, serenissimo e in pieno controllo, riesce a rispondere provocatoriamente, come il bon ton democratico non comanda, ai cretini che gli tengono agguati, oppure quando, serenissimo e in pieno controllo, riesce a far saltare i nervi ai suoi colleghi saputelli, sfiniti da una puntigliosità e una petulanza di cui solo le donne sono capaci, mentre lui è fresco come una rosa, pronto a ricominciare, perché rompere i coglioni è un’arte che richiede determinazione, costanza, allenamento: tutti quelli che cascano nella trappola li iscrive seduta stante nel registro delle mezze seghe.

LA NEW ZEALAND RUGBY UNION 18/08/2011 Ahi, ahi, ci risiamo: arriva la Coppa del Mondo di Rugby e i neozelandesi cominciano a fare cose strane. E’ la settima coppa e se la giocano in casa. Di coppe però fino ad adesso ne hanno vinto solo una, la prima, pur partendo ogni volta, e del tutto logicamente, da favoriti. Questa volta è diverso: partono stra-favoriti. Quindi la New Zealand Rugby Union ha pensato bene di creare uno psicodramma nazionale grazie ad una “divertente” campagna pubblicitaria che invita tutti i tifosi degli All Blacks ad astenersi dal sesso durante la Rugby World Cup. Ma ci pensate alla sorte lacrimevole di quelle povere innocentissime creaturine che – sono pronto a scommettere – vedranno la luce fra giugno e luglio del 2012 nel caso i Tutti Neri dovessero incappare nella solita stramaledetta partita? Pecore nere nel paese delle pecore. Figli del peccato. E dei peccatori più fessi: quelli ortodossi.

PIER LUIGI BERSANI 19/08/2011 I problemi dell’Italia sono “strutturali”: sono tutti d’accordo. E quindi ci vogliono “riforme strutturali”: anche qui sono tutti d’accordo. Bisogna ristrutturare l’Italia partendo dalle fondamenta, dai pilastri e dalle architravi. E’ per questo che tutti invece – anche qui in massimo accordo – sono alla ricerca dei “colpevoli”, ossia parlano solo delle opere di finitura, dei pavimenti, dei serramenti, delle tinteggiature: i costi della politica, i tesoretti degli evasori fiscali, i “ricchi” da tassare. Poi ci sono quelli che fanno ancor meglio: demoliscono. Per esempio il segretario del PD, che si dichiara favorevole all’«una tantum» sui capitali rientrati con lo scudo fiscale due anni fa per reperire risorse da trasferire ai Comuni e ai pagamenti dovuti dalla Pubblica amministrazione alle piccole imprese: così lo Stato Filibustiere rimedierà alla violazione di un patto col cittadino, un pagamento rimandato all’infinito, con la violazione di un altro patto, mezzo banditesco anch’esso, ma sottoscritto.

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5 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (35)”

  1. Eh, il silvietto non è andato giù duro come si poteva sperare. Tu che lo capisci meglio di lui stesso 😉 secondo te la sua paura più grande è quella di scontentare qualcuno dei suoi o, più terra terra, che cada il governo o che il Pdl perda le prossime elezioni?

    1. Si è stancato di essere stanco dei veti incrociati, dentro e fuori della coalizione. Non vuole più arrabbiarsi. Ha raggiunto l’atarassia. Siamo allo stadio fatalistico. Vada come deve andare. Ma sotto sotto è ancora fiducioso.

      1. E se semplicemente è venuta a galla l’incapacità del SIlvio di fare qualcosa di buono come governante?
        Avete sempre sperato che dietro le buffonate propagandistiche ci fosse qualcosa, un idea su come risolvere tutti quei problemi che stanno portando l’Italia sempre di più nei guai, ascoltate ancora le stupidaggini di chi crede che si possa sopravvivere con una crescita economica inferiore alla crescita della spesa pubblica facendo finta di non capire che questo significa solo strozzare sempre di piu di tasse chi produce ricchezza reale.
        Intanto mentre da una parte si aumentano le tasse dall’altra parte si buttano soldi nel cesso, come l’ultima scemenza di Tirrenia, venderla per 300 milioni di euro con la garanzia di 800 milioni di euro di aiuti statali nei prossimi anni, se la regalavano si risparmiava mezzo miliardo di euro, ma si sa c’è sempre qualche “amico” da aiutare………
        Forse Zamax fa un lavoro in cui se si dimostra incapace e non volendo arrabbiarsi rinuncia a fare il proprio dovere e a prendersi le proprie responsabilità trova un datore di lavoro comprensibile che lo giustifica, ma se il SIlvio non sa più cosa fare è meglio che vada in un ricovero per vecchi rimbambiti.

  2. A proposito di fiducia nelle grandi capacità del SIlvio, quale sarà la zampata da te prevista che risolverà a nostro favore la situazione libica?

    1. Era un incoraggiamento.Purtroppo la cricca di Frattini mi ha boicottato e quindi il messaggio non gli è arrivato. Rimasto solo, non ha avuto la forza di ubbidire al suo istinto. Berlusconi ha fatto un cavolata, l’Europa ha fatto una cavolata, gli USA hanno fatto una cavolata. La pagheremo.

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