Articoli Giornalettismo

Una settimana di “Vergognamoci per lui” (36)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

GIULIANO PISAPIA 22/08/2011 A neanche tre mesi dall’elezione a sindaco di Milano tra gli applausi di tutti i salotti buoni della città, quelli della finanza, delle banche, dell’editoria, e anche quelli di certi immobiliaristi, il sindaco di Milano torna rifondarolo: denuncia “poteri occulti, che tramano nell’ombra” contro la novità politica da lui rappresentata. Chi sono? Certi poteri forti: quelli storici della finanza, delle banche, dell’editoria, e anche quelli di certi immobiliaristi.

GLI AMMINISTRATORI LOCALI PIEMONTESI 23/08/2011 Che rispondendo all’appello lanciato da Uncem, Anci, Legautonomie e Anpci sono scesi in piazza a Torino per protestare contro la soppressione dei piccoli comuni. I risparmi sono risibili, argomentano, e si fa violenza alla storia. Le migliaia di “poltrone” di cui si favoleggia sarebbero in realtà sedie senza compenso. Ma io ci credo! Ci credo! Basta e avanza la fregola: di sfoggiare la fascia tricolore, di fregiarsi del titolo di consigliere, di poter dire di essere residenti nel comune di Borghetto Sopramonte e non in quello di Borghetto Sotto il Monte. Il Piemonte è la patria dei villaggetti col grado di caporale, contando la bellezza di 1.206 comuni per una popolazione di quattro milioni e mezzo d’abitanti. E uno solo di questi, Torino, concentra un quinto degli abitanti della regione. Per fare un confronto con realtà demografico-territoriali non troppo dissimili, il Veneto ne conta 581 per una popolazione di cinque milioni, la Puglia appena 258 per una popolazione di quattro milioni. E poi, cari amministratori, pensate alle succose possibilità di gloria offerte dai futuri accorpamenti: con 10.000 abitanti nulla impedisce ai nuovi comuni, visto l’andazzo, e la vanagloria dei primi cittadini di casa nostra, di aspirare al titolo onorifico di “città”.

ALAN GREENSPAN 24/08/2011 Il presidente di una banca centrale è un po’ il Gran Sacerdote del Tempio della Moneta. I suoi bisbigli e le sue mezze parole hanno sempre qualcosa di profetico. L’ex presidente della Federal Reserve ritiene oggi che “l’euro stia crollando”: sarà forse che quando si fa naufragio ci si aggrappa a tutto, ma io non sottovaluterei affatto le proprietà talismaniche di certi infallibili oracoli.

RENZO ULIVIERI 25/08/2011 Il presidente dell’associazione nazionale allenatori di calcio (Aiac) si è incatenato davanti al palazzo della Federcalcio per protestare contro l’eliminazione dell’obbligatorietà del patentino d’allenatore per prima e seconda categoria e juniores e per denunciare il silenzio caduto sul misfatto. Ha mille volte ragione: si comincia così e poi si finisce per scoprire che un Pinco Pallino qualsiasi può vincere la Champions League anche senza il diploma rilasciato dal centro tecnico di Coverciano appeso alla parete del salotto di casa sua. Quale membro onorario dell’Ordine nazionale dei raccattapalle sono qui ad esprimerGli la mia più profonda vicinanza spirituale.

ROBERTO FORMIGONI 26/08/2011 Forse perché il caldo dell’umida serra padana, terra già per decreto divino frequentata da Eolo solo quando s’incazza nero, riesce a liquefare anche il cervello più sobrio, o forse perché sotto le camicie in stile “figli dei fiori” si nascondono le canne, fatto sta che il governatore della Lombardia si è sentito in dovere di regalarci un fine suggerimento su una delle tessere che andranno a comporre il delicato e prezioso mosaico federalista della futura Italia: “Penso a un’unica macroregione con Piemonte e Veneto, insomma la Padania. Voglio proprio vedere se Cota e Zaia avranno il coraggio di dirmi di no.” Restando in attesa di sapere qualcosa sulla sorte di quelle regioni lillipuziane, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Valle D’Aosta, che come i satelliti di Giove faranno corona a questo gigante, facciamo inutilmente notare al governatore che la macroregione conterebbe oggi quasi venti milioni d’abitanti, che da sola avrebbe grosso modo un terzo degli abitanti d’Italia, che sarebbe demograficamente la regione più grande d’Europa, più popolata anche della Renania Settentrionale-Vestfalia che però nel suo pancione contiene il mostro urbano della Ruhr; popolata quasi come l’intera Romania; più popolata dell’Olanda; popolata il doppio del Belgio, o dell’Ungheria, o della la Repubblica Ceca, o del Portogallo, o della Grecia, o della Svezia, o della Serbia; popolata più di Svizzera, Austria e Slovenia messe insieme. Superiori alle più elementari ragioni della storia, della geografia e dell’aritmetica per il semplice motivo di averle sempre ignorate, i nostri amministratori locali sono così: una volta solleticati nell’ambizione, non li ferma più nessuno, pensino in piccolo o pensino in grande. E’ sempre il Formigoni che c’è in ognuno di loro a parlare dall’altana del microcomune o dal grattacielo della macroregione.

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