Treviso non scala la montagna Leinster

BENETTON TREVISO – LEINSTER 20-30

Sabato 26 novembre 2011, stadio di Monigo, Treviso

Ma ci va vicino. Le mete iniziali costringono i Leoni a una partita alla rincorsa, coronata al 50′ dal pareggio e dal quasi sorpasso, poi otto punti dalla piazzola lasciati da Tobie Botes (ottimo peraltro in tutto il resto) nel finale di partita del nono turno di Pro12 condannano Treviso ad una sconfitta, immeritata nel punteggio per il gioco messo in mostra, ma inevitabile prezzo da pagare ai cali di tensione (iniziali stavolta): finisce 30-20 per gli ospiti, niente bonus per nessuno. Giornata bellissima a Treviso: fredda, ma soleggiata e senza apprezzabile ventilazione. Pubblico folto, sulle 5.000 unità. La partita inizia subito male per il Benetton. Una mancata presa sul calcio d’invio irlandese di Benjamin De Jager concede ai campioni d’Europa del Leinster di gestire il primo attacco della partita al limite dell’area dei 22 dei trevigiani. E gli irlandesi fanno subito vedere i fraseggi stretti e rapidissimi in orizzontale a cercare l’intervallo per la penetrazione verticale vincente, lo schema che metterà in difficoltà la difesa trevigiana per tutta la partita le non molte volte che gli irlandesi si faranno vedere in attacco e che frutterà tre mete quasi in fotocopia. Il Numero 8 Leo Auva’a trova così il buco a va a schiacciare in meta non lontano dai pali. Trasforma Fergus McFadden, portando il Leinster sul 7-0 dopo quaranta secondi di partita.Si gioca a viso aperto, senza molti tatticismi. Il Benetton comunque è tonico, paziente e sereno, nonostante l’approccio difficoltoso alla fase d’attacco a causa della difesa aggressiva del Leinster, e la mischia si dimostra affidabilissima, come il solito. E’ per questo che una nuova meta irlandese al 7′, intervallata da un calcio piazzato di Botes, non mette Treviso in ginocchio. Nell’occasione è l’ala Fionn Carr, l’ex del Connacht, ad andare in meta ricevendo l’ovale del centro Eoin O’Malley, che ricicla all’interno dopo la stessa fitta trama di passaggi in rapidità che aveva caratterizzata la prima meta, portando il Leinster sul 14-3. Ma la continuità dell’azione trevigiana, anche con fasi insistite di gioco al largo, inducono in fallo gli irlandesi: due calci piazzati di Botes dalla trequarti portano il risultato sul 14-9 per il Leinster. Al 23′ McFadden ha a disposizione un calcio piazzato da circa 40 metri sulla sinistra a causa di un ingenuo “velo” trevigiano, dopo che il Benetton aveva impostato un’efficace maul. Un proiettile molto orizzontale centra i pali. Ma Botes risponde al 29′ con un altro calcio piazzato fischiato per un placcaggio alto su Alberto Sgarbi (premiato poi come Man of the match), portando Treviso a cinque punti dal Leinster: 12-17. Che è il punteggio con il quale finisce anche il primo tempo, sul finire del quale Fabio Semenzato sostituisce De Jager infortunato, con Botes che viene spostato all’ala come nella prova di Heineken Cup. Nel secondo tempo è ancora il Benetton a manifestare una sostanziale supremazia territoriale e di possesso dell’ovale. Al 45′ un calcio piazzato di Botes porta il risultato sul 17-15 per il Leinster. Gli risponde McFadden sempre su calcio piazzato da posizione centrale dopo una percussione del ficcante e potente Auva’a. Al 50′ contrattacca Brendan Williams, che allarga a Botes. Calcetto che mette la difesa irlandese in crisi. Sgarbi placca il portatore dell’ovale portandolo dentro l’area di meta. Mischia ai 5 metri, dalla quale esce Manoa Vosawai per schiacciare in meta di potenza e portare il risultato in parità: 20-20. Botes però sbaglia la trasformazione facilissima. Al 54′ un calcio piazzato da posizione centrale di McFadden per un fallo in ruck trevigiano riporta in vantaggio il Leinster. La pressione trevigiana tuttavia è costante e frutta un altro calcio piazzato al 58′: da dentro i 22 Botes sbaglia ancora. Sbagli che si pagano a caro prezzo. Al 64′ si ripete lo schema delle prime due mete irlandesi. Percussioni continue e in sicurezza, fraseggi stretti ad esplorare orizzontalmente la linea difensiva trevigiana, appena fuori la linea dei 22, finché O’Malley trova l’intervallo giusto e va a schiacciare in meta al centro dei pali. La trasformazione di McFadden porta il risultato sul 30-20, che sarà poi anche il risultato finale. Il Benetton tuttavia è caparbio nelle sue continue offensive e rimane anche abbastanza ordinato. Al 75′ il flanker Shane Jennings si vede sventolare sotto il naso il cartellino giallo e si accomoda in panca fino alla fine della partita. Ma Botes sbaglia di nuovo un calcio piazzato facile da posizione centrale. L’ultima folata trevigiana vede per protagonista Paul Derbyshire che sfonda sulla destra ma che sulla pressione avversaria sfodera un passaggio fuori misura per Botes, che davanti a sé aveva ormai la via libera. Per il Benetton è una sconfitta dal sapore beffardo, almeno nel punteggio. Neanche il punto di bonus. Ma la squadra ha lottato alla pari con una delle grandi d’Europa. E per questo è stata a lungo applaudita dal pubblico. Per il giusto cinismo, o per l’ésprit de finesse ci vorrà ancora del tempo.

[pubblicato su Right Rugby]

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