Una settimana di “Vergognamoci per lui” (50)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

NICOLA GRATTERI 29/11/2011 Per il procuratore aggiunto della Repubblica del tribunale di Reggio Calabria, la mafia arriva a controllare al nord il 5% dei voti. Come possa fare tali arditi quanto precisi calcoli è presto detto: i capi cosca, specie i più coglioni, si credono dei padreterni, i motori immobili dell’universo mondo; ai magistrati antimafia l’idea di andare a caccia di padreterni in fondo non dispiace, anzi, li lusinga; e così anche a loro, ogni tanto, per stare al passo con la grandeur mafiosa, escono di bocca scemenze colossali.

LADY GAGA 30/11/2011 Ho sempre sospettato nel forzato della trasgressione l’inquadrato patologico che fugge da se stesso. Quando è stanco è grigio ed allineato come un casermone di periferia. Prendete la signorina: l’uomo della sua vita dovrebbe essere “superdotato e molto colto, ancora meglio se con una laurea ad Harvard in tasca”. Non guasterebbe se facoltoso, credo d’indovinare: un partito coi fiocchi insomma, regolarmente iscritto all’Albo dei cinquanta scapoli d’oro. Ovvero: un babbeo.

CORRADO CLINI 01/12/2011 Ecco qui l’ennesimo fulmine di guerra del governo lampo Monti. Il ministro dell’Ambiente “non esclude di chiedere il contributo delle Forze dell’Ordine e dell’Esercito per situazioni come quella di Napoli”. Non esclude. Di chiedere. Napoletani avvisati, mezzi salvati. E perché il concetto sia ben chiaro aggiunge: “Forse è il caso di mettersi a ragionare sulle opzioni tecnologiche e ambientali che funzionano in altre regioni e Paesi, come la differenziata e i termovalorizzatori.” Ben detto, caro ministro, ma vada oltre. Butti il cuore oltre l’ostacolo: minacci di attivare un tavolo di discussione.

I COLLETTIVI 02/12/2011 Si fanno chiamare “collettivi” e ne hanno ben donde: pensano in branco, agiscono in branco, colpiscono in branco. L’ultima vittima di queste solenni teste di collettivo è stato il “fascista” Oscar Giannino, fatto bersaglio dei più frusti insulti e di un lancio di uova e salsa di pomodoro. (Il quale lancio, detto tra noi, poteva solo mitigare l’efferatezza della sua eccentrica mise, e ricondurla in parte, per così dire, alla natura: alata e spregiudicata riflessione, inaccessibile anche alla più smagliante testa di collettivo della penisola.)

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