Abbasso l’equità!

Troppi la venerano, troppi l’hanno in bocca, il livello rosso di allarme è già stato abbondantemente superato: questa equità ha ormai la credibilità di una baldracca, con tutto il rispetto per le traviate di buon cuore. L’equità, come tutte le parolette sue sorelle, ha la brutta e sospetta abitudine di abbondare nella bocca degli stolti quando la più meschina diffidenza trionfa tra i componenti del consorzio umano. Sull’onda possente di un coro fraterno ed egalitario i reprobi sono condotti alla ghigliottina. E là dove alza la voce il Leveller prospera la Guerra Civile. Non mi sono bevuto neanche una parola della retorica interessata contro la Casta, perché dovrei piegarmi davanti all’idolo dell’Equità? Casta ed equità. Equità e casta. I cuochi di questa broda maleodorante sono gli stessi che censuravano il populismo ridanciano del Cavaliere. Il loro è dieci volte più profondo e pericoloso. La stessa società pubblica di riscossione dei tributi, disdegnando – in omaggio servile alla moda giustizialista, che è quella equa e solidale quando fa la faccia cattiva – la sua chiara e leale denominazione originale, Riscossione S.p.A., ha voluto furbescamente cambiarla qualche anno fa in quello ruffiano di Equitalia S.p.A.: non ha trovato un amico che sia uno, e alla fine sono arrivate pure le bombe. Bombe criminali, ma piangano tutti quelli che nel loro piccolo hanno contribuito a questa ossessione egalitaria, legalitaria e vittimistica.

Avremmo bisogno, in Italia, e non solo, di fare esattamente il contrario, di liberarci di questa zavorra materialistica fatta di invidie e paure. Di guardare avanti. Chi predica contro la Casta ed abbraccia l’ideale dell’Equità mostra la stessa mentalità meschina di chi difende a denti stretti la propria “corporazione”, e getta il paese in un groviglio di mutue recriminazioni. In un paese in salute, un paese veramente solidale, capace di vedersi in prospettiva futura, l’individuo non sta lì a guardare ossessivamente nelle tasche degli altri; riesce ad avere la percezione che tutto è in movimento, e che l’andare avanti, non il fermarsi continuamente a fare e rifare i conti, costituisce la più preziosa assicurazione sulla vita della società di cui fa parte. Da ciò nasce una solidarietà più robusta, fatta di consapevoli e intrecciati interessi. Allo sviluppo del quale sta però un diffuso miglior sentimento morale. La “lotta” ai privilegi, al malcostume, ai piccoli egoismi, ai furbi che gabbano le leggi va avanti lo stesso, ma senza quelle aspettative messianiche che la guastano e che la sbugiardano.

Ed è questa stessa zavorra materialistica ad aver creato i debiti pubblici e privati che hanno messo in ginocchio l’Occidente. L’incapacità di dare tempo al tempo, di commisurare il livello di vita alle proprie possibilità, di accettare il normale “sacrificio” del risparmio, ha minato alla base le nostre economie, tra crescite drogate dal denaro facile, e quindi irrispettose delle priorità, da una parte, e ipertrofismo statale dall’altra: a ben guardare due facce della stessa medaglia. La dittatura dell’oggi che ha guidato quest’involuzione oggi si riflette sulla politica. Privi di un futuro all’orizzonte, gli spazi di democrazia si restringono: tutto viene ricondotto alle categorie del giusto e dell’ingiusto. Per noi, in questo quadro, il governo dei tecnici è il logico e malsano punto d’arrivo. Per noi, e per tutti gli altri, il Prestatore di Ultima Istanza il Salvatore. O l’Angelo Sterminatore.

[pubblicato su Giornalettismo.com]

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5 thoughts on “Abbasso l’equità!

  1. C’è un punto che però non sta in piedi in tutta questo sermone, i debiti pubblici e privati sono nati da politiche concrete, non da un ipotetica “zavorra materialistica”, da scelte politiche reali ed evidenti.
    Scaricare le responsabilità di una classe politica irresponsabile e incapace è ridicolo.
    Dato che ci sono cretini che ancora oggi ritengono che i debiti italiano dovrebbero essere pagati da un fantomatico “prestatore di ultima istanza” ( leghisti, Ferrara ) oppure che credono ad un idiozia come ” i consumi sono il motore dell’economia” e hanno nostalgia dei periodo di crescita drogata dal debito pubblico
    della dorata era craxiana.
    L’ ho gia detto al tuo amico vincenzillo, l’unico modo di uscire dal fango è lavorare di più e meglio, tutto il resto è spazzatura ideologica che merita di finire nella pattumiera.
    Ma I militonti hanno alergia per le soluzioni di buon senso sognano grandi riforme e rivoluzioni “culturali” siete conciati come i tifosi di Mao Tze Tung…….

  2. zamax, approvo, sottoscrivo e citerò in prossimo post.
    Una domanda: che ne pensi del prestatore di ultima istanza, ovviamente sottratto al sempre nefasto orizzonte salvifico e inserito in una logica più “laica”?

    1. Ciao. Innanzitutto scusatemi se ultimamente trascuro i commenti – che leggo tutti, comunque, anche quelli di Pierino la Peste – ma veramente in questo periodo ho pochissimo tempo libero per il blog. E quel poco che ho lo uso per cambiare template: almeno mi rilasso.
      Sul prestatore di ultima istanza penso – per parlar chiaro – che il bravissimo Giulianone Ferrara (che di economia capisce probabilmente meno ancora di me) abbia preso una cantonata micidiale. Anche se rischia di avere tecnicamente ragione. Le economie sono state talmente drogate dai prestatori di ultima istanza che l’astinenza potrebbe ucciderle. Fuori dell’area dell’euro – USA, UK, Giappone ecc. – hanno fatto ricorso tutti a iniezioni di liquidità e quindi chi vuole fare l’austero e il virtuoso rischia di finire cornuto e mazziato. Diciamo che il PDUI potrebbe utilmente evitarci l’infarto, a patto che si avesse coscienza che l’uscita dal tunnel sarebbe poi ancora più lontana.

  3. L’aspetto che rende la richiesta di intervento di un prestatore di ultima istanza una idiozia anche tecnicamente è che un interfvento del genere può essere richiesto DOPO che si è fatto tutto il possibile per ridurre la spesa pubblica, liberalizzare l’economia e fare un po di pulizia della massa di parassiti con la tessera di partito che governano il 50% dell’economia italiana, mentre è evidente che i soliti polli che si credono aquile cercano solo qualcuno che tiri fuori i soldi per coprire i loro debiti e gli eviti di prendersi una qualsiasi responsabilità.
    Insomma se sei un drogato puoi ottenere aiuto se mostri di voler cambiare, ma se vuoi solo i soldi per continuare a bucarti sempre di più è ben diffciie che qualcuno ti prenda sul serio, se poi crepi come un cane sotto sotto ci sarà gente che penserà “un pirla in meno”.
    Non so se rendo il concetto.

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