Articoli Giornalettismo, Schei

Una settimana di “Vergognamoci per lui” (55)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

GIORGIO NAPOLITANO 02/01/2012 Non solo ha avuto il coraggio di dire che «l’Italia può e ce la deve fare» – l’avrei lasciato stare – ma anche che il 2012 può essere l’occasione per «un nuovo balzo in avanti». Di «vecchi» balzi in avanti ne ricordo solo uno: quello «Grande» di Mao, che ridusse alla fame i cinesi, quelli sopravvissuti al balzo. Sarà pure cadavere, ma questo comunismo scalcia ancora: occhio a dove mettete i piedi.

IL MERCATO DELL’AUTO 03/01/2012 Che va a picco e ritorna ai livelli del 1996. E ben gli sta! La tua macchinetta andava benone ma tu dovevi cambiarla per forza. A forza di incentivi. E per la salvezza del pianeta! Per l’occupazione! Per l’industria! Per distinguerti! Per omologarti! Sennò passavi per un brigante, per un boicottatore dello sviluppo! Solo perché i tuoi sudati soldi li risparmiavi! O li impiegavi con più buon senso! Ed erano tutti d’accordo come perfetti imbecilli, in questo stupro di gruppo del «libero mercato», costruttori, governi, partiti, sindacati, giornali, banche: quelli che oggi ci chiedono «sacrifici». Sono i miracoli della «coesione».

LA PROCURA DI ROMA 04/01/2012 Al cui occhio penetrante nulla sfugge! Per i segugi dell’Urbe i compagni di merende della P3 formavano una cricca impegnata “a realizzare una serie indeterminata di delitti di corruzione, abuso d’ufficio, illecito finanziamento dei partiti, diffamazione e violenza privata”. Una serie indeterminata? Forse perché nemmeno loro sapevano che cavolo volevano fare? O forse perché, in attesa di combinare qualcosa, non ponevano limiti alla fantasia? Una cricca, comunque, secondo i procuratori, “caratterizzata dalla segretezza degli scopi”? Segretezza a prova di bomba, vista la nettezza degli scopi. Una cricca “volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, nonché apparati della pubblica amministrazione dello stato e degli enti locali”. Vaste programme, ma il minimo per il millantatore gloriosus italicus: sì, ma a quale scopo? Per approfittare “delle conoscenze così realizzate per acquisire informazioni riservate, influire sull’esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate dai membri dell’associazione”. Adesso è tutto chiaro: i quattro amici al bar, una volta influito sull’esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate, potevano riapprofittare delle conoscenze così realizzate per riacquisire informazione riservate, e così riinfluire sull’esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità avvicinate, e poi approfittare di nuovo delle conoscenza così realizzate per acquisire nuove informazioni riservate, e così via, via, via, via! Ad allargare all’infinito il cerchio della loro potenza! Sì, ma a quale scopo? Lo so io! Sì, so io qual è lo scopo! Scopo nobilissimo e poetico, che darà lustro all’Italia: costruire eroicamente la grandiosa epopea del maneggione, del nostro Čičikov nazionale, accaparratore non già di anime morte, ma di segreti di Pulcinella.

BEPPE GRILLO 05/01/2012 Per lo scalmanato martello ligure questi nostri politici italioti hanno veramente alzato un po’ troppo la cresta. Ma chi credono di essere? “Se Mussolini aveva sempre ragione” ha sbottato indignato, “loro ne hanno ancora di più.” Mentre dovrebbe esser ormai chiaro a tutti, santa madonna, che il più bravo di tutti, il vero fuoriclasse, è lui e solo lui.

EQUITALIA 06/01/2012 Non tanto tempo fa si chiamava ancora Riscossione S.p.A., una denominazione che quantomeno aveva il pregio incoraggiante della chiarezza. Poi, per voler sfoggiare un levigato giustizialismo; per voler strizzar l’occhio equo e solidale al cittadino democratico e piazzaiolo; per correr dietro alle mode e al politicamente corretto; insomma, per piegarsi furbescamente al populismo dalle buone maniere, quello più pericoloso e velenoso, ha cambiato etichetta. Non avendo abbastanza la schiena diritta per resistere al vento dell’egalitarismo degli invasati anti-casta, ha seminato un po’ di vento anch’essa, dando una mano a costruire la trappola d’odio in cui ci siamo cacciati. Ed adesso raccoglie un po’ di tempesta. Troppa o troppo poca? In misura equa o non equa? Io non me ne curo. Io non c’entro. Io non mi sono piegato davanti all’idolo dell’equità. Quella baldracca. Son cose da servi. E da lacchè.

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