Una settimana di “Vergognamoci per lui” (63)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

LE FARC 27/02/2012 I terroristi marxisti delle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane si sono stufati: dopo trent’anni dicono basta ai rapimenti. Non ne possono più neanche loro. Che barba. Al più presto libereranno i loro ultimi dieci ostaggi. Basta con le tragedie. E’ tempo di divertirsi e divertire. La loro carriera nel campo della commedia ha avuto un inizio folgorante, non prevedibile: un comunicato nel quale esprimono ammirazione “nei confronti dei familiari dei soldati e dei poliziotti. Non hanno mai perso la fede sul fatto che i loro cari avrebbero recuperato la libertà, anche in presenza del disprezzo e l’indifferenza dei diversi governi.” Sempre marxisti, i satanassi, ma tendenza Groucho.

GLI UMILIATI ED OFFESI DA BUFFON 28/12/2012 Sono milanista, oltre che berlusconiano. Ma non capisco affatto tutta la cagnara scoppiata per le parole dette dal portierone juventino nel bel mezzo della già rovente polemica sul gol clamorosamente annullato [non convalidato, N.d.Z.] a Muntari; gol che, detto per inciso, avrebbe senza dubbio incanalato la partita verso un tranquillo dieci a zero per noi, come minimo. “Se me ne fossi accorto non lo avrei detto all’arbitro”, ha detto Gianluigi, che infatti se n’era accorto benissimo e all’arbitro non l’ha detto: lode alla coerenza, alla sincerità dei proponimenti e cartellino giallo per la bugia pacchiana che apre il periodo ipotetico. Non ho mai visto d’altra parte un portiere o un giocatore correre disperato dietro all’arbitro per dirgli “Era goal! Era goal!”, dopo aver con la forza della disperazione respinto una palla che aveva appena oltrepassata la linea di porta. Certo, se l’arbitro glielo avesse chiesto, Buffon avrebbe avuto il dovere di confessare il misfatto. Ma diversamente anche una disciplinata faccia da schiaffi fa parte del gioco di squadra nel gioco di squadra più gaglioffo del mondo. E anche il fair play si deve contenere entro una certa misura: quando va oltre, puzza di esibizionismo, magari interessato. Per certe grosse imprese cavalleresche, perché non suonino come moneta falsa, ci vuole molta, ma molta classe. Allora m’inchino.

[E’ vero, il goal non è stato “annullato”. Mi sono espresso male. Ma è proprio quello il punto. L’arbitro non ha fermato il gioco. Se lo avesse fatto, per una qualche ragione, e avesse poi interpellato Buffon, la cosa sarebbe stata diversa. Bisogna poi dire che Buffon non ha commesso una marachella intenzionale, come fare goal con la mano. Semplicemente non ci è arrivato. L’arbitro non ha visto ed il gioco è continuato. Poi Buffon ha detto una frase a caldo che lascia qualche margine d’ambiguità, ma che non mi pare il caso d’interpretare con troppa malignità. Voglio dire: cerchiamo di essere uomini…]

NICHI VENDOLA 29/12/2012 Lietissimo di aver potuto iscrivere Veltroni nelle liste della «destra in loden», dopo la cautissima e già rimangiata apertura di Walter sulla questione dell’art. 18, il nostro Nichi si è rituffato nel suo ruolo istituzionale di presidente della regione Puglia con un incontro con una delegazione cinese guidata da un ex ambasciatore in Italia del paese leader del comunismo capitalista, ossia del capitalismo di stato tagliato con l’accetta, al termine del quale ha detto: «Nell’epoca in cui molti evocano la paura della Cina, noi lavoriamo per abbattere qualunque muro di pregiudizio e per intensificare questi rapporti. Il futuro della Cina è il nostro futuro così come il nostro futuro è anche il futuro della Cina.» Ma i lavoratori italiani non devono mica preoccuparsi: Nichi, in fondo, è un gran mattacchione, oltre che squisito uomo di mondo prontissimo al confronto senza «pregiudiziali».

JEAN-CLAUDE JUNCKER 01/03/2012 Il presidente dell’Eurogruppo auspica un «commissario Ue delegato alla ricostruzione» della Grecia. Non dovete però pensare che la mossa miri a far entrare definitivamente nella zucca dei greci il concetto che noi europei abbiamo spezzato veramente le reni alla loro patria, e che la Grecia è veramente in stato d’occupazione, dopo essere stata veramente rasa al suolo: la burocrazia è imbecille anche quando è mossa da sincera sollecitudine.

TED TURNER 02/03/2012 Quando divorziò da Jane Fonda il magnate ebbe un periodo di crisi. Il povero Ted pensò persino al suicidio. Strano, perché il matrimonio finì a causa dei continui tradimenti di lui. Ma adesso abbiamo capito tutto: Jane era il perno rotante di una giostra di amanti che questo attempato fanciullino si divertiva un mondo a rincorrere. Senza la moglie il mondo fatato del piccolo Ted non stava in piedi: anche il peccato ha bisogno di ordine, per abbandonarvisi con più tranquillità. L’abbiamo capito perché Ted finalmente ha ritrovato il suo equilibrio. Ora ci sono quattro amiche che gli allietano la vita. Non tutte insieme allo stesso tempo, che sarebbe troppo liberal anche per un liberal come Ted, ma una per settimana, al fine di consentire ogni mese a Ted una piacevole rivista completa dell’harem: la funzione equilibratrice della moglie è stata surrogata da un sistema di fedeltà a tempo, una via decorosa al Bunga Bunga che gli restituisce appieno il gusto di una vita da pascià.

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