Articoli Giornalettismo

Una settimana di “Vergognamoci per lui” (70)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

URS FISCHER 16/04/2012 Venezia. A Palazzo Grassi mostra di Urs Fischer. «Il mio filo rosso è l’ironia.», dice l’artista. Per l’inaugurazione della mostra Urs ci ha scodellato una modella nuda in carne ed ossa che s’aggira tra i suoi capolavori. Secondo Martin Bethenod, amministratore delegato e direttore di Palazzo Grassi e Punta della Dogana François Pinault Foundation, «Urs Fischer interagisce perfettamente con lo spazio perché è molto legato all’idea di come nasce un’opera d’arte.» Urs Fischer ama i giochi paradossali e apprezza l’imperfezione. Secondo il critico Francesco Bonanni Urs «è il perfezionista dell’imperfezione». Scrive il Corriere che «i suoi lavori suscitano sorpresa, divertimento»; che l’artista «ha coinvolto gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia (…) invitandoli a un’operazione di creazione collettiva. (…) Nulla è preordinato, le opere, di creta (materiale nuovo per lo scultore), si dissolveranno presto, alcune il giorno stesso dell’inaugurazione. Ciò che resta è l’emozione del gesto. Il risultato inatteso.» Insomma, tutto come previsto, fino alla più piccola corbelleria.

MAX BERTOLANI 17/04/2012 E’ Antonella Elia la vincitrice dell’ultima edizione dell’Isola dei Famosi. Il concorrente Max Bertolani non l’ha presa affatto bene e accusa la furba ed egoista Antonella di essere stata brava, bravissima, a fare la vittima. Una questione di tale capitale importanza non può essere liquidata con poche sentenziose parole, com’è costume di questa rubrica. Possiamo dire però con certezza una cosa: quest’uomo – chiamiamolo così – ci teneva molto a vincere all’Isola dei Famosi, e non fa niente per nasconderlo. Capisco, certo, la voglia di mettersi in tasca un bel gruzzoletto; capisco ancor meglio l’ambizione di conquistare un posticino non disprezzabile nei libri di storia; ma insomma, un po’ di contegno, per Dio!

PAOLO FLORES D’ARCAIS 18/04/2012 Davvero sono stupito che ci sia in giro gente che ancora dubita della finezza e della profondità delle mie concise, brillanti, acuminate analisi socio-cultural-storico-filosofico-politiche che offro al popolo per la sua salvezza. Lo so, lo so, è così, non cercate d’ingannarmi: ad un uomo che si stima non si nasconde nulla. Ma facciamo solo un esempio, una delle grandi verità che io vado ripetendo da anni come un pappagallo, un pappagallo assai gagliardo direi, e con indomito zelo missionario, e cioè che è dal 1948 che in Italia, mutatis mutandis, abbiamo un Berlusconi, un regime, un macigno che blocca la strada che ci porterebbe dritti dritti nel mondo civile della democrazia «compiuta». Ebbene, prendete questo matto qui, il direttore di Micromega: son passati – quanti? cinque mesi? centocinquanta giorni? – dalla caduta del Caimano, e il sonno della sua ragione ha già partorito un Caimano tricipite. Scrive il filosofo dalle camicie a righine – è un fatto che i filosofi si raggelino in un look vita natural durante passati i trent’anni (il mio caso è diverso, perché un difetto psicoattitudinale mi ha sempre impedito perfino di bussare alla porta della maturità) – scrive dunque questo fanatico nel suo blog del Fatto Quotidiano: «alla ripugnanza del regime di Berlusconi è seguito un governo Napolitano-Monti-Passera che ne perpetua l’iniquità con uno stile meno sboccato e più accattivante». «Per la parte migliore d’Italia», è l’incipit del suo articolo, perché s’intende che lui si rivolge ai fratelli della sua chiesa, ripetendo come un pappagallo, e con indomito zelo missionario, le solite formule liturgiche.

MARCELLO SORGI 18/04/2012 Per il governo Monti questo anno e mezzo di legislatura doveva essere vissuto come un 110 hs, da correre tutto d’un fiato, il fuoco dell’azione talmente intenso da prevenire ogni critica. Superato a stento il primo ostacolo, davanti al secondo si è arenato. Ora è tornato ai blocchi di partenza. Il calo delle tasse? Si farà grazie alla lotta all’evasione fiscale. «Appena possibile, anche facendole pagare a tutti, l’obiettivo sarà di ridurle», ha detto un cavallo di razza come il ministro Passera, per poi aggiungere che «l’uso del tesoretto della lotta all’evasione fiscale, quando ci sarà, verrà deciso dal presidente Monti.» Notate: è ricomparso il «tesoretto», a dimostrazione che non solo la logica, ma pure il lessico è tornato quello dei vecchi tempi. Gli editorialisti di Corriere, Stampa e Sole24Ore non sanno più che pesci pigliare per giustificare questa gente senza nerbo. E se la prendono coi partiti. Quello della Stampa ieri ha superato tutti: «L’antipolitica, che [i partiti] dicono di temere», ha scritto impavido, «si batte anche togliendo il guinzaglio al governo tecnico. E mettendolo in condizione di svolgere pienamente il ruolo politico che gli spetta e il compito di guida del Paese che gli è stato affidato.» A battere l’antipolitica ci penserà dunque un cesarismo politicamente corretto. Che è poi l’antipolitica delle mezze calzette.

BEPPE PISANU 20/04/2012 L’imbalsamato Fini trova che sia un testo lucido ed interessante. Già questo dovrebbe mettervi sull’avviso. Oltre il PDL verso un nuovo soggetto liberaldemocratico, questa l’esortazione di Beppe Pisanu. Interessante lo è senz’altro, a dire il vero, da un punto di vista antropologico, per chi voglia toccare con mano, facendo naturalmente un buco nell’acqua, il magico mondo delle convergenze parallele, dove una certa democristianità imbelle, andata a male, trova il suo punto d’equilibrio, il suo motore immobile, il suo Dio. Il manifesto si apre con un saluto deferente, tafazziano, alla più attuale demagogia: crisi della politica, ma soprattutto crisi dei partiti, esplosione della questione morale, bipolarismo saltato. Poi una mitragliata di perle che v’istupidisce. Al governo Monti sostegno leale. Ma critico. Giusto il rigore. Ma combinato con la crescita. Dove questo? Sul piano interno. E quello internazionale. Importante ed urgente il progetto di una legge elettorale proporzionale. Ad effetto maggioritario. Per arrivare a due grandi partiti alternativi. Ma non del tutto inconciliabili. Un bipolarismo maturo basato su forze omogenee. Ma pluralista, non esclusivista. E il nuovo movimento liberaldemocratico? Laico. E cattolico. Nazionale. Ed europeista. Contrario ad ogni forma di estremismo. Ma si badi bene: «egualmente» contrario. In sintesi, un Palo Della Luce.

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