Una settimana di “Vergognamoci per lui” (81)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

FEMEN 03/07/2012 Le fonti antiche sono discordi, ma quel che è certo è che le Amazzoni avevano un rapporto in qualche modo speciale con le loro tette; e che venivano dalla Scizia, l’odierna Ucraina. Non è assolutamente un caso, quindi, che il movimento Femen sia sorto sulle terre bagnate dal Dnepr. Peccato che le cosacche abbiano perso quel tocco selvatico che all’inizio delle loro imprese ispirava simpatia. Adottate dalla parte più fatua dell’opinione pubblica occidentale, sono diventate una multinazionale, il cui scopo è esserci, sempre e comunque, da qualunque parte e per qualsiasi nobile, democratico e noiosissimo motivo. Ieri giocavano in casa, davanti allo stadio di Kiev, per protestare contro la presenza del ducetto bielorusso Lukashenko, armate di manganelli solo per rendere più pittoresca e sapiente la pantomima inscenata da cinque ragazze, ognuna fornita di quella figura smilza e flessuosa che la natura distribuisce indistintamente, con democratica generosità, a tutte le femmine del creato, intorno ad una cicciona imponente nelle vesti poppute, oscene e mezzo hitleriane del dittatore. A completare la sceneggiata sono arrivati loro, i poveri poliziotti, i figli del popolo di pasoliniana memoria, rassegnati a recitare in mondovisione la parte dei bruti, o meglio, dei coglioni, senza neanche poter togliersi la soddisfazione di  torcere un solo capello – uno solo!  –  ad una sola – una sola! – di queste bellezze.

RICHARD BRANSON 04/07/2012 Nuova impresa del boss della Virgin: a 61 anni è diventata la persona più anziana ad aver attraversato la Manica in kitesurf. Si capisce che Richard l’ha fatto principalmente non perché gli piaccia il surf, non perché gli piaccia copulare serenamente con Madre Natura e svolazzare tra le onde come un autentico figlio del Pacifico, ma perché c’era un record da battere. Un record della minchia, d’accordo, ma sempre un record. E’ comunque consolante per l’invidioso uomo della strada, diciamo il panzone con la bici da corsa da diecimila euro che mai e poi mai si abbasserà a toccare l’asfalto di una pista ciclabile, scoprire che anche certi miliardari, esattamente come lui, non sappiano divertirsi senza avvelenare il piacere con uno spirito agonistico da babbei.

RICCARDO GARRONE 04/07/2012 Nel calcio l’importante è vincere. Soprattutto in Italia. Da noi chi vince ha sempre ragione. Nel nostro bel paese il giornalista che si occupa di calcio, non credendo a niente e non vedendo niente, sovrabbonda con aria di chi la sa lunga su un mucchio di dettagli del kaiser e si allena quotidianamente a spiegare col senno di poi la sacrosanta giustezza delle vittorie. E delle sconfitte. A parlare sono le sentenze del campo. Questo ridicolo giustizialismo sportivo è in fondo figlio della superstizione: la ragione, e pure il machiavellismo, vorrebbe che ogni tanto si potesse parlare tranquillamente di fortuna, di caso. In Italia non è concesso. Con aria dottorale vincono credenze barbariche, che sono poi sorelle dell’inciviltà sugli spalti e della fiducia nelle proprietà miracolistiche di quel calciomercato il cui chiasso tedioso ci scassa gli orecchi ormai tutto l’anno. Si capisce allora perché questo mondo, quando si prende una vacanza dalla sua meschinità, magari perché il Presidente della Repubblica e pure quello del Consiglio sono andati nel pallone con patriottismo deamicisiano e ci si sente in dovere di seguire un così illustre esempio, tenda a indulgere, a parole, in romanticherie di segno opposto: «Il calcio» ha detto ieri, per esempio, un nuovo grande amico dell’umanità, il presidente della Samp, «è un grande esempio di capacità di integrazione e quindi è palcoscenico educativo e può avere un altissimo valore sociale». A riprova della sua serietà bisogna però dire che, lui, ad un allenatore vincente, che per miracolo gli ha riportato la squadra nella massima serie, ha appena dato il benservito. Bravo. Ma esagerato. Su ragazzi, rilassiamoci: est modus in rebus.

MARIO MONTI 05/07/2012 Non vogliamo mettere in dubbio che l’europeismo sia un nobilissimo sentimento. Ma vorremmo suggerire ai suoi cantori di essere coerenti in tutte le occasioni. Il Presidente del Consiglio, per esempio, s’incontra a Roma con la prima della classe e senza perder tempo si affanna a mettere in chiaro che l’Italia non sta nei banchi dell’ultima fila, quella degli zucconi: «L’Italia non ha bisogno di sostegni e non fa domanda per utilizzare i meccanismi di aiuto esistenti in Ue» dice, «perché fortunatamente non si trova nelle condizioni in cui si trovavano Grecia, Irlanda e Portogallo» Ma bravo! Che stoffa da leader! Primo, è una cosa pochissimo elegante e ben poco assennata politicamente smarcarsi dai confratelli più sfortunati del nostro amato continente, che tanto vogliamo coeso, e solidale, e sostenibile, e magnanimo! Secondo, queste roboanti attestazioni di autosufficienza fanno subito pensare al peggio. E soprattutto terzo – facciamo gli scongiuri – portano sistematicamente jella.

GLI INGLESI 06/07/2012 Ai tempi di Shakespeare i Britons erano ancora un popolo normale. Nella sferica umanità o disumanità dei personaggi creati dal Bardo ancora ci riconosciamo. Poi è successo qualcosa: sono caduti nel puritanesimo, che è una malattia nefanda e terribile. Per non morire puritani senza tornare all’ovile cattolico hanno partorito la democrazia moderna, che ha dato loro la gloria oltre che, s’intende, l’impero. Ma lo sforzo è stato immenso e li ha lasciati umanamente come ingobbiti. Soprattutto in tema di sesso, dove tutti – perfino i giapponesi, il che è tutto dire – li hanno sempre visti strani. Adesso, per esempio, si sono incapricciati in massa di un libraccio che celebra il «sesso estremo» e il sadomasochismo nella relazione fra una studentessa ventunenne ancora vergine (capite bene che nel Regno Unito, più che in tutto il resto del mondo occidentale, questo è un dettaglio piccantissimo nella sua statistica improbabilità) ed un tenebroso ma evidentemente intrigante milionario, alle cui voglie sottomettendosi, perinde ac cadaver, ella troverà infine la felicità. Nel settecento gli inglesi erano andati pazzi per un libro altrettanto disgustoso scritto da Richardson, “Pamela”. E’ la storiaccia pruriginosa di una giovane servetta bella e virtuosa che resiste eroicamente agli assalti del suo torvo padrone, il gentiluomo Mr B, fino a quando egli, estenuato, da tanta virtù sarà conquistato, ed ella, estenuata, in lui scoprirà un certo non so che di affascinante: questo rapporto mostruoso trionferà infine nel vincolo coniugale. Mutatis mutandis, è sempre la stessa storia. La stessa roba. Da malati.

Advertisements

3 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (81)”

  1. Se posso permettermi un consiglio penso che sarebbe sensato evitare nella prossima rassegna il seguente post da Giornalettismo: http://www.giornalettismo.com/archives/406833/luca-cordero-di-montezemolo-3/ , dato che le lamentele pagate di tasca sua da parte del sig Montezemolo hanno costretto i cretini di RFI ad aprire un varco nell’inferriata che impediva ai viaggiatori della stazione ostiense di andare direttamente dalla biglietteria ai binari, incomprensibile il divertimento del sig Zamarion nel vedere che in Italia un imprenditore che cerca di lavorare in campi protetti dai mafiosi della cricca tanto cara a Zamrion deve essere trattato da suddito e spupefacente il non capire che proprio simili porcate fanno scappare i soldi dall’ italia sono stati uno dei fattori che hanno causato la caduta del suo amato silvio.
    Spiegazione semplice per persone poco dotate intellettualmente.
    1 ) Un imprenditore decide di fare concorrenza al monopolista governato 1/2 da raccomandati di partito e 1/2 da raccomandati del sindacato.
    2) Il monopolista di fronte al rischio di doversi rimboccare le maniche , per dare un servizio migliore a costi più bassi e dover giustificare i 6 miliardi all’anno di soldi che succhia tutti gli anni dalle tasche del contribuente si attrezza utilizzando grazie a favoritismi da parte della politica n per boicottare i possibili concorrenti.
    3 ) mettere un inferriata che impedisca ai visitatori di andare dalla biglietteria ai binari è solo una e la più stupida azione con cui FS hanno cercato di boicottare la concorrenza, ce ne sono state di peggiori.
    4 ) Questa volta hanno taccato la persona sbagliata, di fronte al discredito che la classe politca protettrice di FS è bastato rendere pubblico con pagine di giornale pagate di tasca propria la porcata fatta da FS per cosringere RFI ad aprire un bel varco nell’inferriata, con il risultato doppio, di aver fatto una figura di sterco e di doversela rimangiare.
    Chiunque non capisca che se un imprenditore bergamasco preferisce andare in Gernmmania ad aprire nuovi stabilimenti, oppure tanti veneti vanno in Auustria questo è il frutto di simili storielle, che solo il futuro disoccupato con le pezze al culo Zamarion può trovare divertente.
    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_luglio_13/ntv-italo-gabbia-ostiense-aperta-roma-treno-accesso-diretto-201997364680.shtml

    1. Rispondo come ho risposto di là:
      “Il sig. Pietro nella sua solita fregola di attaccare il grande Zamarion non si è accorto che il grande Zamarion non entra nel merito tecnico della questione, ma si diverte molto nell’osservare che anche il grande nonché futuribile imprenditore all’avanguardia quando si arriva al dunque si appella pure lui ai santi in paradiso come il piccolo, miserabile, e poco civico comune mortale.”

      1. Il sig Montezemolo non si è rivolto a santi in paradiso, ha usato I SUOI soldi per far conoscere le proprie ragioni, che erano elementari ed evidenti, e senza leccare il sederino a nessuno, senza farsi trattare da SUDDITO, ha ottenuto una sia pur microscopica vittoria, mi sembra evidente che il grande zamarion possa divertirsi nel vedere i cretini raccomandati di partito fare il possibile per mettere i bastoni tra le ruote a chi sa lavorare meglio di loro, ma non accorgersi che comportamenti del genere siano la strada maestra per finire come l’Argentina è abbstanza miope.
        IO mi diverto nel vedere che un altra previsione del grande zamarion è finita dove merita, sembra anche che la Libia stia prendendo una strada MOLTO diversa da quella dei deliri zamarioniani, e ovviamente non se ne parla più qui…..

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s