Italia

Servizi giornalistici deviati

Nessuna sorpresa. Oggi come ieri. Ieri come l’altro ieri, e come ormai mezzo secolo fa. Orde di lanzichenecchi di sinistra in piazza a fare il bello e il cattivo tempo, e poi a finire sotto inchiesta sono i poliziotti, colpevoli, signora mia, di qualche lacrimogeno erratico, o di qualche manganellata ingiustificata. Insomma, il più delle volte, le sbavature fisiologiche di ogni intervento massiccio a difesa dell’ordine pubblico, in tutto il civile e democratico mondo reale. Ma poi si mette in moto la macchina del fango, quella vera. E gli specialisti del depistaggio, quelli veri. Spezzoni di video, qualche istantanea, ossessivamente rilanciati dai media, ed ecco che le vittime vengono trasformate in carnefici, come da programma. Infatti sapevamo che sarebbe finita così sin dal giorno innanzi. Grazie alla complicità dei giornali di sinistra, e alla viltà dei giornaloni. Questi parolai della democrazia. Questi cultori della legalità del piffero. D’altronde l’Italia è il paese del «massacro della Diaz», l’unico «massacro» della storia dell’umanità, da Adamo in poi, a non aver fatto neanche un morto. Di questa barzelletta in Italia non ride nessun comico. Perché la Notte della Democrazia è un capitolo fondamentale della Storia Deviata, il Libro Sacro della sinistra italiana.

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4 thoughts on “Servizi giornalistici deviati”

  1. Oh un commento autonomo scevro da settimane vergognose.
    Io ho visto immagini di poliziotti che, a terra, picchiavano prepotenti col volto le scarpe di combattenti per la libertà. Non son cose da fare, il luogocomunismo ha una direzione cromatica definita: il nero colore del bene; blu, del male. Chissà come faranno a vivere in quello Stato che ha recentemente messo al bando penale i combattenti che si presentino in manifestazione con quella divisa da cavalieri solitari di gruppo, son cose che non si fanno. Ci consoliamo al pensiero che una cosa simile, da noi, difficilmente sarebbe possibile. Che fortuna eh?
    Ci beviamo su, tutto sommato perplessi.

      1. Sempre, soprattutto in questi tempi di globali incertezze. Come ne diceva Baudealaire sul chi beve solo acqua? E’ il rifugio narrativo dell’anima tribolata, le tradizioni classiche vanno mantenute.
        Io non ho smesso di passare di qui eh, solo evitando di entrare in casa, almeno fino ad oggi.
        Comunque bentrovato.

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