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Una settimana di “Vergognamoci per lui” (110)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

LUISELLA COSTAMAGNA 21/01/2013 «La mia è una precisa scelta e non un calcolo dettato dal fatto che avevo altre cose in ballo», ha detto. Secondo me è vero. Se l’occhicerulea ancella del divo Michele ha lasciato Servizio Pubblico lo ha fatto per un calcolo allo stesso tempo molto più profondo e istintivo: smarcarsi alla svelta da un uomo che la Tyche ha abbandonato nella pugna decisiva contro Silvio. Da allora un popolo fin lì adorante ha cominciato a scoprire tutte le brutture della sua personalità. Qualità come l’istrionismo da domatore di circo e la capacità di fare audience gli vengono ora rimproverate, mentre un giorno furono persino la salvezza dei conti della RAI, a sentir loro. E in fondo non sono forse, queste qualità, gli indizi di un cripto-berlusconismo interiore che solo per un capriccio del caso in tutti questi anni ha lottato contro il berlusconismo del Berlusca, per poi riconoscersene fratello al momento di azionare la ghigliottina? Lo dico ai cretini che questo pensiero lo covano senza avere il coraggio ancora di articolarlo con chiarezza, non prima almeno dell’arrivo dell’ordine di scuderia.

MASSIMILIANO FUKSAS 22/01/2013 E’ stata inaugurata la terza sede degli Archivi Nazionali di Francia. Sorge a Pierrefitte-sur-Seine, Saint-Denis, Parigi, ed è un parto del nostro famoso architetto. Io credo sia il suo capolavoro. La grigia e burocratica destinazione dell’immobile ha esaltato il ben noto sadismo di Massimiliano, capace di dare ineffabili soddisfazioni ai suoi ammiratori. Da lontano il nuovo archivio sembra un cassone ferroso con delle enormi chiavette usb inserite di lato. Il container è l’archivio vero e proprio. L’aerea, e ferrosa, zona chiavette è quella dove socializzate e godete i frutti delle vostre ricerche. Ospita il reparto amministrativo; l’ingresso, l’atrio, il salotto, insomma il “lounge” dove vi guardate intorno, vi grattate la testa, chiedete informazioni, bevete un caffè, e guardate le femmine; la grande sala lettura dove potete immergervi nei vostri documenti e guardare di sottecchi le femmine; le sale conferenze; i cessi per il pubblico e tutto quanto altro vi occorre. Converrete che l’idea è geniale. Purtroppo, a quel che mi risulta, l’analogia con l’hardware è solo un parto della mia morbosa fantasia, che aveva bisogno di sfogo.

IL PRESENTABILE 23/01/2013 L’Italia democratica e responsabile non si è mai fidata dell’opinione pubblica del proprio paese, che troppe volte l’ha saggiamente fatta fessa. Per rimediare a questa disgrazia se ne è creata una di speciale, tutta sua, ben inquadrata, che periodicamente chiama a raccolta attraverso il lancio di una paroletta magica da ripetere ossessivamente allo scopo di irretire quella vera. Populismo potente e della specie più schietta, tanto da non esser inteso come tale. Oggi è il turno della parola “impresentabili”. A starnazzare in prima fila il nuovo tormentone la triste compagnia dei nostri comici, botoli sempre fedelissimi alla linea: segno sicuro che di melma si tratta. E intanto il paese si è ormai rimbecillito del tutto. Un brutto paese in cui la politica si è ridotta alla presentazione del certificato di presentabilità, con gran gioia dei minchioni e dei filibustieri.

SHAKIRA E PIQUE’ 24/01/2013 Ecco la differenza tra Dio padre onnipotente e i genitori famosi! Dio parlò per bocca del Figlio e disse che il suo giogo era dolce e il suo carico era leggero, alleviato per di più dall’aiuto sapiente, discreto, elegante e puntuale della Provvidenza. Invece i figli dei genitori famosi nascono oggi accompagnati dalla più completa maledizione. Non bastava la palla al piede di un cognome illustre. Mamma e papà vogliono regalare loro anche quella di un nome da deficiente, cosicché questi sventurati passeranno la giovinezza tutta e parte della maturità, se prima non si suicideranno, non solo a confermare ai curiosi l’origine del primo, come accadeva una volta, ma anche a spiegare con dovizia di particolari deliziosi l’origine del secondo. Che batosta! L’ultimo sfortunato pargolo della serie si chiama Milan, nome invero come Dio comanda, diffuso soprattutto fra gli Slavi del sud, ma che solo un sadico avrebbe potuto affibbiare al figlio di un campione – catalano – del Barcellona. La colpa di questo misfatto è senza dubbio di Gerard. Shakira è con tutta evidenza una di quelle donne che considerano saggiamente il calcio una cosa per bambini, una specie di sogno o infatuazione vaporosa da guardare longanimi da lontano. Chissà come, chissà quando, le è venuta il ghiribizzo di chiamare Milan il frutto del suo grembo. Sono arcisicuro che del Milan rossonero nemmeno si ricordava. Al ferale annuncio Piqué è sbiancato in volto, ma non ha trovato la forza di imporsi, non volendo ferire i sentimenti di Shakira. Per disperazione si è allora convertito fanaticamente alla causa milanista: «Proprio come il padre, il piccolo Milan è diventato un membro della Fc Barcelona dalla nascita», ha scritto poi su Twitter, sfidando i tifosi superstiziosi. Speriamo bene. Per il piccolo, s’intende.

STEFANO FASSINA 25/01/2013 Vedrete che fra poco la colpa sarà del povero Berlusconi, il quale è stato l’unico a usare parole di miele verso l’istituto senese nella bufera. Sulla vicenda ha preferito non esporsi, dicendo di non conoscerla, e perché, ha aggiunto, «Io ho un legame di affetto particolare col Monte dei Paschi perché grazie a loro potei costruire Milano 2 e Milano 3…», cosa che potrà sorprendere molti di quelli convinti che all’origine della fortuna di Silvio ci siano gli oscuri rapporti coi mafiosi, e non piuttosto quelli coi comunisti. I compagni della sinistra, a sentir loro, ne sanno ancor meno del Berlusca. «I dirigenti del Monte dei Paschi di Siena hanno effettuato delle scelte in totale autonomia dal Partito Democratico. La magistratura accerterà le eventuali responsabilità penali dei vecchi vertici, ma chi continua a usare questa vicenda in chiave elettorale commette sciacallaggio politico.» Così dice, ad esempio, il responsabile economico del Pd, per il quale evidentemente Mussari è un marziano che ha fatto tutto da solo, un tipo strano che comandava il bastimento senese solo per qualche stravagante ed irripetibile circostanza; e la Fondazione che si indebitava pazzamente pur di rimanere maggioranza nella Banca una cricca che si faceva i fatti propri. La sinistra è la patria d’elezione dei faccendieri e degli scialacquatori in proprio, siano essi colpevoli o solo presunti tali: sordidi individui che nessuno ha mai conosciuti veramente, e forse, degli infiltrati.

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4 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (110)”

      1. Ecco, bravo, non ti affaticare troppo. Con questo sfondo, comunque, sembra la stessa chiesa ultra-moderna, ma costruita nel deserto.

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