Italia

Ciò che Galli della Loggia ha capito soltanto adesso

Dopo aver a lungo e con studio segato il ramo sul quale sedeva, il “Corriere della Sera”, per salvare se stesso e l’Italia dal radicalismo, e riportare tutti alla ragionevolezza, comincia a sperare nelle disprezzatissime truppe del Caimano, abbandonando alla sua sorte l’utile idiota Monti, lo statista che non capì un bel nulla. Il Corrierione e Montezemolo invece hanno capito tutto. Adesso. Illuminato dall’esito delle elezioni, Galli della Loggia ha capito meglio ancora di loro.

Un’oligarchia, quella del Centro, che ha dato la misura della sua mancanza di sintonia rispetto alla condizione politica reale del Paese quando ha deciso, segnando così la propria sconfitta, di contrapporsi frontalmente e sprezzantemente all’elettorato che fino ad allora era stato della Destra. Come si è visto allorché Monti si è rifiutato di prestare il benché minimo ascolto all’invito di essere il «federatore dei moderati» rivoltogli da Berlusconi: nonostante fosse ovvio che l’elettorato della Destra costituiva l’unico elettorato dove il Centro avrebbe potuto ottenere il consenso di cui andava in cerca. Perché questo errore? Forse per l’influenza dell’onorevole Casini e del cattolicesimo politico più sprovveduto, mai rassegnatosi al bipolarismo e invece sempre vagheggiante un’illusoria collocazione al di là della Destra e della Sinistra? No, non credo per questo; anche se certamente tutto questo ha contato. Sono invece convinto che nel paralizzare qualunque interlocuzione con il popolo della Destra da parte di Monti e dei suoi, nel far loro escludere qualunque approccio meno che ostile in quella direzione, ha contato molto di più quella sorta di generico interdetto sociale che da sempre la Sinistra si mostra capace di esercitare nei confronti della Destra stessa: in modo specialissimo da quando a destra c’è Berlusconi. È l’interdetto che si nutre dell’idea che la Destra costituisca la parte impresentabile del Paese, il lato negativo della sua storia. (…) La borghesia che conta, il grande notabilato di ogni genere, l’alto clero in carriera, insomma l’élite italiana, ha profondamente introiettato questo stereotipo (che come tutti gli stereotipi ha naturalmente anche qualcosa di vero). Uno stereotipo tanto più potente perché in sostanza pre-politico, attinente al bon ton civil-culturale. Con la Destra dunque l’élite italiana non vuole avere nulla a che fare: per paura di contaminarsi ma soprattutto per paura di entrare nel mirino dell’interdizione della Sinistra. Cioè di farsi la fama di nemica del progresso, di non essere più invitata nei salotti televisivi de La7, a Cernobbio o al Ninfeo di Valle Giulia; di diventare «impresentabile» (oltre che, assai più prosaicamente, per paura degli scheletri negli armadi, che non le mancano…). [Ernesto Galli della Loggia, perle scelte da “Ciò che il centro non ha capito”, Corriere della Sera, 24 marzo 2013]

Sono completamente d’accordo più che a meta col mister. Infatti queste parole mi sembrano riecheggiare non poco le solite fisime anti-bolsceviche di Zamax, tipo quelle espresse prima delle elezioni qui e qui:

[Monti può] Candidarsi, senza però parlare all’elettorato conservatore, ostentando equidistanza ed europeismo paternalista, e radunando attorno a sé i nani e le ballerine dello sfatto centrismo italiano. Finirebbe come Martinazzoli. Da utile idiota. (…) Candidarsi per vincere e parlare all’elettorato conservatore. Questo significherebbe però accettare il «centrodestra» e legittimare il «berlusconismo». Il centrodestra è un parto di Berlusconi. Storicamente parlando, «berlusconismo» equivale a «nascita del centrodestra italiano». Ossia la normalizzazione e l’europeizzazione della politica italiana. L’odio profondo verso Berlusconi nasce dal fatto che l’esistenza del centrodestra, ossia la normalizzazione della colonna destra dell’edificio politico italiano, smaschera l’anomalia della sinistra, priva di una colonna dichiaratamente «socialdemocratica». La sinistra accetta di farsi chiamare «democratica» e perfino «comunista», ma non «socialdemocratica». Non avendo mai affrontato la «questione socialista», che è la vera questione morale della sinistra e dell’Italia tutta, la sinistra orfana del marxismo finisce per dividersi nel partito giacobino dalle buone maniere e in quello dalle cattive maniere. La damnatio memoriae del berlusconismo è necessaria per tenere in vita quest’anomalia, e per continuare a tenere soggiogata la «destra» in quella specie di Sindrome di Stoccolma che già pietrificò la Democrazia Cristiana. (…)

L’altro giorno Stefano Folli sul Sole 24 Ore auspicava che Monti si candidasse per sbarrare la strada alla destra populista di Berlusconi. Questa posizione esemplifica tutta la pacata e vile stoltezza della grande stampa. Non è una prospettiva di vittoria. E’ la posizione di chi spera in un centro di massa critica sufficiente a negoziare con la sinistra una resa onorevole. (…) E con la riconfermata anomalia di un’architettura politica, tutt’altro che europea, al contrario di come molti imbroglioni cercano di far credere, fondata sul centro e sulla sinistra, riflesso storico dell’anomalia comunista, e del suo potere d’interdizione. Fin dalle dimissioni di Berlusconi la forza delle cose spingeva ad un incontro “storico” tra Monti e Berlusconi. La continuità dell’esperienza montiana può avere senso solo, e ripeto solo, se riconosce la positività storica dell’esperienza berlusconiana. Se non lo fa, si condanna al nulla di un centrismo che usa il linguaggio della sinistra per legittimarsi. (…) Se Monti vuole passare alla storia deve accettare Berlusconi, la destra, il centrodestra. (…) Spetta al mediocre Monti rompere l’incantesimo. Per la grande stampa e per i centristi sarà come andare a Canossa.

P.S. – EGdL più di sei anni fa la pensava diversamente: allora la colpa era della destra che non se l’intendeva con le élite, ora è colpa delle élite che disdegnano la destra…

P.S. 2 – Grazie a Vincenzillo, abbiamo scoperto cosa pensava EGdL prima delle elezioni,  in particolare sulla strategia del Centro: 

C’è un ultimo enorme favore elettorale che si può fare a Berlusconi: quello di concedergli l’esclusiva della contrapposizione alla Sinistra (che per lui vuol dire giocare la carta dell’anticomunismo). Una contrapposizione, come si sa, che ha tuttora buoni motivi, ma che in Italia ha soprattutto una grande storia alle spalle e anche perciò un grande richiamo. Non fare questo favore a Berlusconi è affare del Centro, evidentemente. E dovrebbe essere un affare ovvio, mi pare: se il Centro non è contro la Sinistra oltre che contro la Destra, infatti, che razza di Centro è mai?

Al post-elezioni l’ardua sentenza.

Advertisements

10 thoughts on “Ciò che Galli della Loggia ha capito soltanto adesso”

  1. Stupisce che lo abbia capito, mi verrebbe da dire: peggio tardi che mai.
    Ma poi lo avrà capito veramente? >:D

  2. Anche tu scusa il ritardo. Ero impegno nei (soliti) affari della massima importanza, che non possono certo sfuggire allo sguardo attento dei miei lettori…

    Secondo me non del tutto. Perché se capissero veramente, in futuro capirebbero PRIMA. Il che mi sembra impossibile, visti i precedenti.

  3. Ma come mai i tuoi post non compaiono su Tocqueville?
    Qualche intoppo tecnico nel passaggio alla versione 2.0?
    🙂

  4. Prima che scrivessi per Giornalettismo.com comparivano regolarmente. E ora non pretendo che gli articoli scritti per Giornalettismo.com compaiano si Tocqueville. Comunque questo – di sfuggita, molto di sfuggita – su Tocqueville è comparso.

    P.S. – Guarda cosa pensava sulle “élite italiane” e sulla “destra” l’augusto EGdL più di sei anni fa: allora la colpa era della destra che non se l’intendeva con le élite, ora è colpa delle élite che disdegnano la destra…. ah ah ah….

    https://zamax.wordpress.com/2006/12/10/cime-abissali/

    P.S. 2 – Ora che ci penso il P.S. 1 lo inserisco nel post.

  5. Ahah…conosco quel vecchio post…complimenti 🙂
    Infatti non mi pare che EGDL avesse mai suggerito a Monti di “buttarsi a destra”, eppure a leggere il suo ultimo pezzo sembra che quelle cose le abbia sempre pensate 😀
    Se hai poi letto la sua risposta, mi aspettavo che quasi quasi Monti protestasse: “Ma se me lo avete detto voi di fare così!!! 😀
    Invece prima ammette una maggiore sintonia con Berlusconi, per poi rivendicare di avergli impedito di vincere.
    Per non “finire nella situazione di Alfano”…si è alleato con Fini & Casini, per essere volontaria stampella di Bersani & Vendola. Uno sproloquio.
    Bravo fesso: piuttosto dovrebbe ammettere che a quest’ora sarebbe stato primo ministro.
    Tutto sommato per la destra è andata bene così, vista l’interdizione dei grillini alla nascita di un governo di sinistra (per ora).
    Ed è giusto e meglio così: che queste “elitè” “pendano sempre e misteriosamente a sinistra” come dicevi 😉

    P.S.
    mi fa piacere se ci si dà del tu…di solito in internet mi regolo così anche con chi non conosco, ma ho sempre il dubbio che il padrone di casa preferisca diversamente 😉
    Saluti.

  6. “EGdL più di sei anni fa la pensava diversamente: allora la colpa era della destra che non se l’intendeva con le élite, ora è colpa delle élite che disdegnano la destra”

    Io, dopo che mi hai messo la pulce nell’orecchio con questo post, sarei curioso di vedere anche che cosa diceva EGDL in quel paio di giorni in cui Monti doveva decidere se accettare o no l’offerta di Silvio… la butto lì, ma solo se non sei troppo occupato nei tuoi soliti affari internazionali, eh.

      1. “Questo template non mi dà la pace tanto agognata.”

        Eh, tu forse speravi di cavartela con un ovvio verde rilassante? Troppo facile!

  7. Comunque, mentre tu ti occupavi di cose più importanti, ho trovato un articolo, dal titolo involontariamente autoconsapevole:
    Il riflesso condizionato.

    http://www.corriere.it/editoriali/12_dicembre_12/riflesso-condizionato_4b4b2eb6-4425-11e2-a26e-c89e7517e938.shtml

    Infatti, con un riflesso condizionato, EGDL elencava con grande zelo tutti i modi per OSTEGGIARE la Destra, con la scusa di Berlusconi.
    E, in chiusura, c’è questo fantastico paragrafetto dedicato al Centro, in cui non è che si consigli proprio un’alleanza, eh, direi piuttosto una doppia contrapposizione frontale, e cioè un isolamento radicale, che è stato foriero, come si sa, di milionate di voti:

    “C’è un ultimo enorme favore elettorale che si può fare a Berlusconi: quello di concedergli l’esclusiva della contrapposizione alla Sinistra (che per lui vuol dire giocare la carta dell’anticomunismo). Una contrapposizione, come si sa, che ha tuttora buoni motivi, ma che in Italia ha soprattutto una grande storia alle spalle e anche perciò un grande richiamo. Non fare questo favore a Berlusconi è affare del Centro, evidentemente. E dovrebbe essere un affare ovvio, mi pare: se il Centro non è contro la Sinistra oltre che contro la Destra, infatti, che razza di Centro è mai?”

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s