Bunga Bunga People & Positive Sex People

L’avevo detto (quasi) per scherzo: “Le icone della «società civile» stanno in cima alla gerarchia del popolo virtuoso. Esse sono le riconosciute stelle di prima grandezza in tutti i settori della società civile senza virgolette: nelle arti, nella scienza, nello spettacolo, nelle attività imprenditoriali, nelle associazioni, nel volontariato, nel mondo accademico, nella chiesa, in cucina, nello sport e prossimamente nel sesso. Le icone della «società civile» sono per definizione persone di indiscutibile statura morale ed intellettuale, anche se in genere sono dei minchioni alla moda. Le icone della «società civile» nobilitano tutto ciò che toccano, anche il Festival di Sanremo, un tempo rubricato, non senza qualche ragione, tra gli ignobili passatempi degli «impresentabili».” Parlavo delle “icone” ma il discorso valeva anche per la “società civile” all’ingrosso. Veniamo ora a sapere che Bologna è la capitale italiana del sesso. Ma non pensate a qualcosa di sordido, a qualcosa di volgare, qualcosa di cui vergognarsi. Il bunga bunga della “società civile” è consapevole, è segno di progresso, non prevede olgettine, ed è un segno distintivo. Tra i “Bunga Bunga People” e i “Positive Sex People” la distanza è siderale: “In due mesi spesi 546 mila euro in profilattici e sex toys. Battute Milano, Roma e Napoli. Il 19 aprile festa al “Matis” con Rocco Siffredi. (…) Quale sia il motivo che ha determinato l’affermazione della città emiliana è Marco Rossi, psichiatra e sessuologo, a spiegarlo: «Bologna, città studentesca, si è sempre dimostrata molto vivace culturalmente, intellettualmente e socialmente, forse perché la sua popolazione maschile pare essere storicamente fra le più dotate in Italia. [? Quel testa di c…. di Berlusconi è forse l’eccezione che conferma la regola? NdZ] Il fatto che Bologna si sia aggiudicata il riconoscimento di Loveville 2013 dimostra come le coppie qui, più che in altre città d’Italia, vivano un sesso complice, naturale ed appagante». «Positive Sex People», così li definisce l’esperto, che riconosce alle donne un ruolo determinante: «Sembra che all’ombra delle Due Torri le giovani emiliane siano tra le più spigliate e intraprendenti d’Italia, soprattutto nella prevenzione». Non è solo una questione di quantità, ma anche di qualità di sesso praticato, a determinare l’affermazione di Bologna. (…) Le abitudini stanno cambiando e i sex toys non sono ormai considerati come un terzo incomodo in camera da letto, non scandalizzano quanto una volta e anzi sempre più coppie vi fanno ricorso – commenta il dottor Rossi – Il diffuso uso dei sex toys a Bologna dimostra ancora una volta che le donne Bolognesi sono le più consapevoli e sicure d’Italia, donne che vivono con naturalezza il proprio corpo e rivendicano un ruolo da protagoniste nella propria sessualità.” Non c’è niente da capire. E’ sempre Lei, l’Italia Migliore. Non vi lascerà in pace neanche nel settore pippe. La masturbazione è un’arte, ed Ella ve lo ricorderà presto, bifolchi.

Advertisements

4 thoughts on “Bunga Bunga People & Positive Sex People

  1. Il fantastico mondo della pubblicità milanese, dove è nata la campagna pubblicitaria citata, è pieno di creativi, comprese molte brave persone, che si compiacciono di diffondere la “morale” dei nostri tempi, che può essere riassunta così: “Che schifo il bunga bunga, ma fatelo pure con chi vi pare, basta che abbiate il preservativo.” Poi, siccome il mondo è vario, ci sono anche creativi che rifiutano di lavorare su certi prodotti, proprio perché sarebbero costretti giocoforza a fare campagne con quella mentalità (finora ne ho conosciuto uno solo, che però mi ha aperto un mondo).

  2. “L’avevo detto (quasi) per scherzo”
    Come per scherzo? 😀

    Secondo me è la storia del “bunga bunga” che ha rallentato la cosa.
    Se non serviva polemicamente contro Silvio, a quest’ora c’erano già arrivati.

    Si sa che fino a poco tempo fa Repubblica e Corriere erano tra i migliori siti “porno” della rete.
    Tra i due era a gara tra chi pubblicava per primo e con maggiore qualità gli ultimi calendari “sexi”, in una pagina apposita, accanto a quelli dedicati all’arte o alla beneficenza…perchè ovviamente erano solo fenomeni di “costume e società” ;D
    Per non parlare della pubblicità e del gossip.
    Poi almeno i calendari sono spariti tempo prima del lancio della campagna “se non ora quando?”
    Già, quando?
    Prima dovevano indignarsi e contro quei giornali, non dopo.

    🙂

      1. Falsi e ipocriti, e peggio ancora il gregge belante che accorreva alle campagne moralizzatrici sponsorizzate da Repubblica, a cui ahimè aderivano in buona fede anche amiche e amici 😦

        ho scritto
        ” i calendari sono spariti tempo prima del lancio della campagna “se non ora quando?”
        prima cioè che l’offensiva sugli scandali sessuali andasse a tutta forza.
        Io non sono un complottista, ma questi sono dei furbacchioni.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s