Una settimana di “Vergognamoci per lui” (141)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

FILIPPO ROSSI 26/08/2013 Filippo il futurista sembrava avere un grande futuro davanti a sé. Filippo era il cervellone che in groppa al destriero di Futuro e Libertà doveva riportare la destra italiana dentro il cerchio della civiltà e della cultura. Per poter poi sfidare serenamente e lealmente coloro che al farfallone acculturato avevano fatto credere questa panzana. Filippo l’allocco andò così incontro magnanimamente al disastro politico. E tuttavia, inebetito dalle lusinghe e prigioniero dell’amor proprio, Filippo ha continuato a precipitare negli abissi nell’antiberlusconismo. Sul suo blog de “Il Fatto Quotidiano”, ieri, per esempio, del Berlusca ha scritto: «È tutto inutile: inutile combatterlo, inutile cercare di condizionarlo, inutile sopportarlo. L’unica possibilità è quello di escluderlo dal consesso civile attraverso un nuovo arco costituzionale, l’unica possibilità è quella di “tagliarlo fuori” con il coraggio di dire, tutti insieme, che l’Italia non può più sopportare una simile “anomalia”, una simile “malattia”, per dirla con Montanelli.» Senza rendersi conto di aver espresso quello che i perfidi giacobini pensano ma raramente dicono così rotondamente, prima della maturità dei tempi. E’ per questo che mandano in avanscoperta gli utili idioti, specie quelli meglio riusciti.

MISS TRANS ITALIA 27/08/2013 Come sapete il bacchettonismo progressista, in obbedienza allo stupido spirito dei tempi, ha sfrattato Miss Italia dalla RAI, nonostante da qualche anno alle ragazzotte in concorso fosse richiesta qualche prova di consapevolezza democratica al momento di aprire la boccuccia. Una tristissima fesseria, perché Miss Italia, senza per questo scadere necessariamente nella volgarità, nel suo massimo fulgore non può essere altro che una schietta e consapevole boiata. Io il concorso non son mai riuscito a guardarlo, per due motivi soprattutto, oltre al mio naturale e riconosciuto buon gusto: la prolissità e l’effetto tutt’altro che stuzzicante di tutto quel ben di Dio stipato su un palco alla stregua di file di prosciutti messi in cantina a stagionare; ma può darsi che ad altri stomaci più robusti tutta quell’abbondanza non ottunda i sensi e gli appetiti. Sembrava che Miss Italia dovesse approdare alla nuova La7 del cripto-berlusconiano Cairo, ma uno schifato Mentana ha detto subito «No, grazie.» Al che Fiorello ha ricordato a mitraglietta che sua moglie, la moglie di mitraglietta intendo, vinse il concorso nel 1987: «Mentana! Dai! Ricordati ogni tanto che se non ci fosse stata Miss Italia non avresti conosciuto tua moglie.» Così disse l’incauto Fiorello, senza sospettare che magari lo schifato Mentana se lo ricordava fin troppo bene… Ma per nostra fortuna se c’è una boiata che sembra aver intrapreso il viale del tramonto (sembra, io non ci credo: le boiate di questo tipo hanno vita eterna), un’altra boiata sembra destinata ad un futuro glorioso: Miss Trans Italia, che si terrà in Versilia in settembre. Madrina della manifestazione sarà Alba Parietti, da tempo impegnata, pure lei, nella difesa dei diritti Lgbt. La boiata sarà dedicata alla memoria del mitico Don Andrea Gallo, e l’organizzatrice Regina Satariano chiederà al sindaco di Viareggio di intitolare a Don Gallo il Viale Europa di Torre del Lago, mentre lo stesso sindaco consegnerà una targa commemorativa al segretario della Comunità fondata dall’eroe antiberlusconiano. Io non ho niente in contrario: è bello vedere la società civile riconciliarsi coi buzzurri.

MASSIMO D’ALEMA 28/08/2013 Quando Spezzaferro apre la bocca mi viene spesso in mente un altro Massimo, lo scribacchino berlusconiano di Giornalettismo: ambedue si esprimono attraverso sentenze inappellabili, anche quando si occupano di quisquilie. A ben guardare però tra i due ci sono grandi differenze: mentre il secondo dimostra un certo senso dell’umorismo, una certa ostinata coerenza nelle sue idee, e soprattutto, a mio modesto avviso, è ormai ad un passo dall’infallibilità; il primo oltre il sogghigno non sa andare, cambia opinione in continuazione, e soprattutto non ne imbrocca una. I giudizi sulla situazione politica e sui politici di Massimo (D’Alema) variano drasticamente di mese in mese da lustri, ma non hanno mai lo stampo delle oneste palinodie, quanto piuttosto quello delle fredde inversioni ad U non suscettibili di discussione. L’ultima è questa: «Letta è solo un leader di transizione per un governo momentaneo e con un programma di scopo. Non sarà utile una seconda volta. Per il futuro io immagino Gianni Cuperlo alla segreteria del Pd e Matteo Renzi a palazzo Chigi. (…) Matteo Renzi è indubbiamente intelligente. Mi ha incuriosito, volevo conoscerlo, scoprire che genere di libri legge uno così. Alla fine non l’ho scoperto, ma lui è un ragazzo brillante.» Questo ha detto ieri Spezzaferro, e non è passato neanche un anno da quando in vista delle primarie del Pd diceva: «Renzi non è il rimedio ma è peggio del male perché è un elemento di divisione. Il difetto del centrosinistra è stata la divisione.» Perciò invito Letta a non disperare, e Renzi a non sperare. Tempo tre mesi e la situazione potrebbe tranquillamente ribaltarsi. D’Alema è soprattutto uno stile, e per D’Alema questo stile tranchant che incenerisce sul posto astanti ed avversari è tutto. E tutto quello che gli resta.

GABRIELE MUCCINO 29/08/2013 “Il Messaggero” avrebbe bocciata l’ultima puntata del suo “Diario americano”. Lo rivela lo stesso regista su Facebook. E io gli credo. Come non potrei? Sentite infatti cosa dice il nostro Gabriele: «Domenica scorsa non è stato pubblicato un mio editoriale sulla sudditanza del nostro Paese ad un padrone (Silvio Berlusconi). Ecco alcuni passaggi: “Si sta gridando che non siamo tutti uguali, che chi è Padrone è Padrone e chi è servo è servo. Io servo non sono e oggi avrei dovuto scrivere dei delfini che la mattina nuotano a centinaia, a venti metri dal bagnasciuga di Los Angeles e di quanto la legge sia qui inesorabilmente uguale per tutti. Ma non ce la faccio”.» In effetti la storia dei delfini che se la spassano ad un passo dalla spiaggia sembra una minestra riscaldata dura da sorbire e durissima da scrivere. Quindi capisco il regista. Ma che dire della storia del Servo e del Padrone? Sono vent’anni che viene pubblicata almeno una volta al giorno sulla prima pagina di quasi tutti i quotidiani italiani. Se ci aggiungiamo i siti internet e i commenti, la storia di Servo & Padrone conosce ormai milioni di versioni, tutte peraltro simili, come consimili sono sempre le urla del branco. Non so proprio come Muccino ce la faccia a riscriverla per l’ennesima volta. Dev’essere un’oscura inclinazione per l’abbruttimento intellettuale. Siccome non posso pensare ad una censura, io credo semplicemente che “Il Messaggero” abbia pensato prima di tutto alla salute del suo collaboratore e a quella dei suoi lettori. E credo sia stata una saggia decisione. Piuttosto: mentre scrivevo queste cose per me così inconsuete, chissà perché adesso mi è venuto in mente il “Cane e Padrone” di Thomas Mann, uno dei racconti più belli e umani dell’algido scrittore tedesco. “Servo & Padrone”: ecco un bel titolo per un pamphlet beffardo e intelligente sulle patologie dell’Italia contemporanea, sempre che a scriverlo fosse un berlusconiano lungimirante. Però, è una bella tentazione!

MARIO MONTI 30/08/2013 Il governo Letta è il governo Monti senza Monti e il “montismo”. Nella mente dei grandi strateghi dei Poteri Superforti Super Mario doveva essere, auspicabilmente, il leader di una grande forza centrista egemone in Italia; se questa operazione non fosse riuscita, Super Mario quanto meno avrebbe dovuto ripulire il centrodestra da ogni traccia di berlusconismo e mettersene a capo. Abbiamo visto com’è finita: il governo Monti è rinato nelle vesti di un governo semi-tecnico sorretto sul lato destro dal telamone Berlusconi. Di questa realtà e della sua irrilevanza Super Mario si è reso conto dolorosamente con la vittoria politica del sempiterno Berlusca nella battaglia dell’IMU, tassa patrimoniale – sempre odiosa – che dal prossimo anno sarà sostituita da una “service tax” gravante probabilmente, e logicamente, sui residenti e quindi anche sugli inquilini, ma di cui è inutile parlare visto che neanche il governo ha al momento la più pallida idea di come in realtà sarà la nuova gabella. Rivolgendosi al mollaccione Letta, Monti, roso dall’invidia, ha detto: «Deve avere saldamente nelle sue mani la rotta del governo, togliendola ai partiti. Anche perché governo e Pd sono la dimostrazione vivente che l’intimidazione, dal Pdl, paga.» Proprio lui, al quale i mitici Poteri Superforti avevano levato i partiti e la politica dalle scatole, perché facesse la rivoluzione. Invece dormì e dopo tre mesi era finito.

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