Una settimana di “Vergognamoci per lui” (142)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

BARACK OBAMA 02/09/2013 Eppure, per capire che nell’infatuazione dell’Occidente per le primavere arabe c’era qualcosa che non quadrava affatto, bastava osservare le strade e le piazze: non si vedeva un pacifista in giro. E quei marmittoni, si sa, le sbagliano tutte. Ma noi, e dico io e la minoranza temprata degli occidentalisti della prima ora, lo avevamo detto subito che andava a finire male, nonostante l’unanimismo malsano dei media. Non so se abbia ragione il perfido Luttwak quando dice che Obama spera in un “no” del Congresso ad un attacco alla Siria, ma sicuramente non sbaglia in un concetto che riassumo così: che in questa guerra civile che l’Occidente ha alimentato sottobanco una limpida vittoria di Assad sarebbe una grande vittoria per i nemici degli Stati Uniti; mentre una vittoria dei ribelli sarebbe una grandissima vittoria per i nemici… degli Stati Uniti. In un contesto meno tragico è finita così anche in Egitto. La celebrata rivoluzione ha dato il potere all’Islam politico anti-occidentale; per farli sloggiare è intervenuta l’ala dura del laicismo in divisa militare, anch’esso anti-occidentale; ed in mezzo ai due grandi contendenti è rimasta tanta gente che, per un motivo e per l’altro, dall’Occidente si è sentita tradita. Mentre la folle impresa libica è servita solo a prendere per i fondelli senza alcuna necessità Cina e Russia, che infatti, incattivite ed ammaestrate, non hanno arretrato di un pollice le loro posizioni contrarie a qualsiasi intervento militare esterno in Siria. Insomma, l’Occidente e suoi ragazzotti al potere sono caduti nel ridicolo. E Putin, agli occhi di mezzo mondo, passa ormai per un leader con le palle, e con la testa sulle spalle.

LA SINISTRA ANORMALE 03/09/2013 Al contrario di quanto pensano gli allocchi, ciò che la sinistra teme mortalmente nel berlusconismo è la sua normalità. Berlusconi ha sdoganato e fondato la grande destra italiana democratica, che prima di lui non aveva cittadinanza nemmeno come concetto. Essa è quello che è, bastarda, contraddittoria, volgare, ma anche costruttiva e rappresentativa di un parte reale del paese, come lo sono tutte le grandi formazioni politiche. La sinistra rifiuta la patente di normalità alla destra berlusconiana perché la propagandata anormalità del berlusconismo serve a distogliere lo sguardo dalla propria autentica anormalità. E’ per questo che anche l’altro ieri Scalfari ha auspicato la costruzione di una destra democratica, europea, non populista, capace di buttare il berlusconismo nella pattumiera della storia. Ma questa destra la conosciamo già: è quella inodore, insapore, irreale e salottiera di Monti; oppure quella Democrazia Cristiana super perbene che a forza di guardare a sinistra si suicidò. No, la destra berlusconiana è la destra italiana reale, e perciò è anche una destra europea: un po’ democristiana, un po’ populista, un po’ conservatrice, un po’ tanto statalista e un po’ poco liberale. Mentre la sinistra italiana è tutto fuorché europea, dove sinistra fa rima con socialdemocrazia. Dov’è il partito socialista o socialdemocratico italiano? Perché la sinistra sfugge al suo destino? Mezza se la sono mangiata i giustizialisti e i pasdaran della legalità, al resto sembra ci stiano pensando i rottamatori, mentre la truppa degli antagonisti violenti è sempre ben nutrita: una sinistra fondata sul Non Essere, perché Essere vorrebbe dire accettare Berlusconi.

L’OMO-SUSCETTIBILITA’ 04/09/2013 Colpo da maestro di Alain Delon. Punzecchiato dalla conduttrice della trasmissione di France 5 “C à vous” a proposito di un’intervista rilasciata tempo addietro dall’attore a “Le Figaro Magazine” sul tema dell’omosessualità, Alain non ha battuto ciglio e con l’insuperabile, contagiosa tranquillità di chi ha bevuto un bicchierino di troppo ha detto: «Bah, sì, è contro natura, mi spiace, è contro natura. Siamo fatti per amare una donna, per farle la corte, insomma… non per rimorchiare un tizio o farsi rimorchiare da lui.» Che bomba questa eloquenza terra terra! E nonostante questo figlia di una tradizione millenaria che va da Omero a Dante, e da Dante a Berlusconi, e che c’invita a guardare in alto, al bello, all’ineffabile e alla donna! Right to the point! Non seriosa, non moralistica, non cupa, ma supremamente gaia! Infatti nello studio sono rimasti tutti tramortiti. Poi è cominciata la valanga compulsiva dei commenti scandalizzati da questo capolavoro di schiettezza, civiltà e convivialità. Barbari!

NOURIEL ROUBINI 05/09/2013 Il New York Post, che è un’autorità in materia di gossip, parla di veri e propri “festini selvaggi” con “giovani modelle”. Sarebbero quelli ospitati dal famoso economista nel suo super-attico di Manhattan, del valore di 5,5 milioni di dollari. Epicentro del bunga bunga newyorkese una gigantesca vasca Jacuzzi, capace di contenere una dozzina di persone, piazzata sul tetto a terrazza dell’attico, che però il gagliardo economista dovrà rimuovere per violazione di destinazione d’uso: detto in soldoni, è abusiva. Io ero un po’ scettico sulla veridicità della notizia. Però mi è bastato fare un giretto per il web per ricredermi. Non c’è alcun dubbio: Nouriel è un uomo di gusti schiettamente berlusconiani, è un festaiolo cui piace buttarsi a pesce tra le braccia di avvenenti e gaie fanciulle. E come il Berlusca è uno che scherza volentieri sulla propria esuberante personalità. Diceva qualche anno al New York Magazine del suo successo con le donne: «Amano la mia bella mente. Io sono brutto, ma loro sono attratte dai cervelloni.» Ed inoltre: «Sono una rock star tra i tipi strani, i secchioni e i nerd.» E cosa rende così speciali le sue feste nel suo attico dalle pareti, dicono le leggende, decorate da stucchi a forma di vagina? «Gente divertente e belle ragazze. La mia ratio è dieci girls per ogni guy. E il mio amico Clinton è d’accordo con me.» Certo, l’abbondanza è un po’ sospetta, ma non credo che tutte quelle sventole siano per forza escort. Olgettine, piuttosto: belle ragazze attratte dall’anfitrione ricco, famoso, influente, simpatico e magari anche generoso, contente di partecipare a serate forse non elegantissime ma neanche sordide, anche se certamente non al livello di quelle di Arcore. Il buontempone ne era ben conscio anche due anni fa, quando a Davos, roso dall’invidia, a proposito dei guai dell’inarrivabile Berlusca disse: «Siete di fronte ad accuse di una vera e propria prostituzione di Stato, orge con minorenni, ostruzione alla giustizia. Avete un serio problema di leadership che blocca le riforme necessarie.»

I NO DAL MOLIN 06/09/2013 Forse l’ampliamento della base americana di Vicenza è stata davvero una iattura. Infatti ha partorito un gruppetto di esaltati che ha scoperto col tempo come sia dolce la carriera del piazzaiolo antagonista: ti senti protagonista, diventi protagonista, dici scemenze e nessuno ti bacchetta sulle mani, ti batti contro il sistema e il sistema ti adotta, flirti coi rivoluzionari e non rischi nulla, fai il martire e sei il cocco della società civile, la più potente mafia del nostro paese. E’ una pacchia. A tutto vantaggio della tua carriera futura: le cosiddette classi dirigenti di questo paese hanno sempre avuto un occhio di riguardo per i reduci dell’estremismo rosso con le mani non sporche di sangue. Ed infatti la battaglia continua, nonostante i lavori di ampliamento siano stati completati e le opere di compensazione per la cittadinanza, strade e parchi, deliberate. Gli orizzonti si allargano a tutte le grandi battaglie democratiche del nostro paese e del mondo. E cominci a sentirti importante. E allora insieme col branco vai anche tu a tagliare le recinzioni della base, a lanciare contro il nemico il tuo fumogeno del piffero, ad issare i tuoi manifesti di amore universale. E ti filmi per dimostrare il tuo coraggio civile. Nulla temi. Ed hai ragione: sei un raccomandato di ferro.

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2 thoughts on “Una settimana di “Vergognamoci per lui” (142)

  1. Mi era parso infatti che nel titolo “uomo suscettibilità” ci fosse qualcosa di strano…ma poi non ho detto niente che già arrivano valanghe di commenti inutili 🙂
    Ho pensato che andava interpretato come suscettibilità alle esternazioni schiettamente “mascoline”.
    Ultimamente vedo che ti toccano critiche pure da chi potrebbe essere d’accordo ma fraintende il senso
    🙂

    non ti sarà sfuggita una recente dichiarazione di D’Alema in cui, con l’aria canzonatoria da saputello, rinfaccia a Renzi, il quale vorrebbe fare sia il sindaco di Firenze, che il segretario del PD e il candidato premier, di non avere le idee chiare, di non rendersi conto ecc.
    non ho sentito il resto, ma dico: ci ha già ripensato sul ragazzo brillante? 🙂

    1. Ho visto, ho visto. E’ D’Alema ormai il ragazzo brillante. Sembra che si diverta. Mi sta quasi diventando simpatico. E mi preoccupo.

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