I Leoni colgono l’attimo

BENETTON TREVISO – MUNSTER 29-19

Venerdì 20 settembre 2013, Stadio di Monigo, Treviso

Quando, al sesto minuto del secondo tempo, Archer concludeva in meta una driving maul irlandese formatasi sulla linea dei 22, meta trasformata poi da Keatley, portando il punteggio sul 19 a 9 a favore del Munster, pochi avrebbero scommesso su una vittoria del Benetton. Non era solo il punteggio, infatti, a portare a questa conclusione. Con un Benetton più solido ma ancora in cerca dei suoi tradizionali ancoraggi in mischia e, in parte, in touche, e un Munster pimpante, che si giovava del ritorno in squadra di alcuni dei grossi nomi della franchigia irlandese, anche bello da vedere nelle sue trame in velocità, il primo tempo aveva visto il predominio nettissimo dei rossi, nonostante un cartellino giallo appioppato a Ronan dopo un quarto d’ora di partita. L’abnegazione dei trevigiani, un pizzico – abbondante – di fortuna, e la precisione al piede di Berquist avevano tenuto abbastanza miracolosamente il punteggio in bilico sul 12-9 a favore del Munster. Due le mete segnate dai rossi: la prima con Earls dopo otto minuti di gioco a conclusione di un sfondamento dei trequarti irlandesi sulla destra del fronte d’attacco con l’ovale che passava da Downey a Zebo e infine all’ala che schiacciava presso la bandierina, meta non trasformata da Keatley; la seconda al 28′, una meta tecnica, a coronamento di una serie di mischie ripetute davanti ai pali e con il pack trevigiano in difficoltà. Ma già nei primissimi minuti della partita prima Earls e poi il mediano Williams erano penetrati verticalmente nella difesa trevigiana portando il Munster ad un passo dalla segnatura, mentre Keatley aveva mandato sul palo – un segno del destino, col senno di poi – un calcio piazzato piuttosto abbordabile. Al 25′ lo stesso Earls, sugli sviluppi di una mischia ai 5, fintava il passaggio e penetrava diagonalmente fin dentro l’area di meta. Ma il TMO negava la realizzazione. E sempre Earls, lanciato lungo l’out di destra da un cross kick di Keatley, veniva scaraventato in touch da McLean a qualche metro dalla linea di meta al 31′. Le rare e rabbiose vampate in proiezione offensiva dei trevigiani, portate avanti soprattutto dalle terze linee, con Vosawai a suonare la carica, avevano fruttato però il massimo: tre calci piazzati realizzati dal nuovo acquisto neozelandese.

Il merito dei trevigiani è stato quello di crederci nonostante tutto. Anche perché subito dopo la terza meta di Archer si manifestava un altro segno inequivocabile della serata sfortunata di Keatley: il mediano, un metro al di qua della propria linea di meta, pronto, o forse troppo pronto, per il calcio di liberazione, non controllava l’ovale appena uscito da una mischia ordinata, commettendo un in-avanti piuttosto clamoroso, che dava la possibilità al Benetton di usufruire di una mischia davanti ai pali, sugli sviluppi della quale Nitoglia, servito da un lungo passaggio di McLean, andava a schiacciare in meta presso la bandierina di destra del fronte d’attacco. L’infallibile Berquist da posizione defilatissima riusciva a trasformare portando il punteggio sul 16-19: l’ovale sbatteva sul palo (lo stesso che aveva detto no a Keatley nel primo tempo) e s’infilava nell’H. Era solo l’inizio di un sorprendente parziale di 20-0 a favore dei trevigiani, che sembravano usciti euforici da un lungo tunnel oscuro, mentre agli irlandesi si spegnevano improvvisamente le luci. Al 58′ Berquist portava i trevigiani in parità con un calcio piazzato da 45 metri, e successivamente, nel giro di un quarto d’ora un Munster incapace di rispondere alle manovre non ordinatissime ma piene d’ardore dei trevigiani, vedeva Williams, il subentrato Sheridan e Archer beccarsi il cartellino giallo in successione. Al 60′, era il solito Nitoglia, servito da Zanni, e sempre presso la stessa bandierina di prima a concludere in meta una prolungata azione d’attacco del Benetton propiziata da una penetrazione centrale del subentrato Barbieri, che fruttava un raggruppamento sotto i pali della porta irlandese. La meta in replica di Nitoglia ispirava ancor di più il già ispirato Berquist, che non poteva far altro che realizzare la trasformazione con l’aiuto perfido dello stesso palo centrato in precedenza! E al 65′ era ancora Berquist ad arrotondare il punteggio con un altro calcio piazzato sul 29-19, che sarebbe stato il risultato finale dell’incontro, anche se al 71′ il Benetton sprecava un’enorme occasione di meta non sfruttando al meglio una nettissima superiorità numerica al largo sulla sinistra del fronte d’attacco. Bello, sul finale della partita, il patriottico boato del pubblico alla notizia della “famous victory” delle Zebre in quel di Cardiff. “This is not soccer”, dirà qualcuno, ma noi non lo diciamo, perché non ci piace quest’arietta di superiorità morale.

[pubblicato su Right Rugby]

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s