Italia

Grande Silvio!

Sono stato in apnea per due giorni. Non ci potevo credere! Ma il Berlusca, con tutti i suoi difetti e anche i suoi lati ridicoli, è un personaggio straordinario. Ho detto un milione di volte (quasi) che Silvio non è il Caimano, che lui in ogni circostanza alla fine sa sempre attingere ad un fondo di razionalità. E anche questa volta è riuscito a non perdere la testa. Sono vent’anni che è oggetto di campagne d’infamia, sono vent’anni che i bravacci della magistratura sedicente democratica gli danno la caccia, e anche ora che è un pregiudicato, ossia un martire, dimostra una tenuta psichica eccezionale. Silvio aveva commesso un errore di frustrazione. Per rimediare aveva un solo modo: tenere unito il partito sul voto di fiducia. E così razionalmente ha chinato il capo. Adesso sarà molto più difficile per gli aspiranti “centristi” o “centrodestristi perbene” spaccare, con qualche giustificazione plausibile agli occhi dell’elettorato conservatore, il partito, dentro il quale nel contempo si potrà ora discutere concretamente sul suo futuro. Le cose dentro il Pdl non sono state rimesse a posto. Tutt’altro. Ma era una situazione difficilissima, anche per colpa di Silvio questa volta. E tuttavia Silvio ha saputo trovare l’umiltà, la lucidità e la furbizia di fare la scelta ottimale, per quanto lontanissima dall’essere risolutiva. Berlusconi si era cacciato in un guaio tremendo. E’ stata un’umiliazione? Ha fatto bene a sopportare l’umiliazione. Gli uomini veri, e non i cretini, sopportano anche le umiliazioni. Ha fatto il massimo tenendo anche solo formalmente unito il partito. Partendo da questo avrà ancora forza negoziale nel partito. I più sensati dei “dissidenti” lavoreranno ad una riorganizzazione del partito, comprese le gerarchie naturalmente, e Berlusconi, che non è scemo, sarà pronto ad aprire le trattative. La sinistra teme proprio questo. Ed è per questo che oggi, nonostante gli sberleffi, la sua delusione è evidente. Per la sinistra e l’establishment che sponsorizza il nuovo centrodestra l’essenziale non è tanto la liquidazione del Berlusca, ma la liquidazione del berlusconismo, ossia il rinnegamento del berlusconismo da parte della destra futura. E questo è un po’ difficile. Può anche darsi che, mettendo da parte gli asti, il partito ne esca più forte.

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11 thoughts on “Grande Silvio!”

  1. Mah. Ora che cade – credo definitivamente, anche se a questo punto quell’avverbio sa di impudenza – la collocazione su un piano davvero “politico” della battaglia contro la decadenza retroattiva, io temo invece che anche per il berlusconismo come essenza di una continuità si prospettino tempi bui. Fino a ieri si era invocata la dimensione collettiva, e giammai personalistica, della lotta contro la magistratura tendenziosa, contro le asimmetrie di sistema, contro assetti costituzionali e istituzionali punitivi delle politiche (financo delle mere narrazioni) conservatrici, eccetera.
    Adesso, con un colpo di teatro (o forse di varietà), ci si rimangia la fidelizzazione di cui sopra. E cosa rimane, messo da una parte il nodo fondamentale del diritto di cittadinanza per un fronte destrorso a tutto tondo, se non la riedizione di un “centro” culturalmente e operativamente subalterno alla sinistra? Che saremmo morti democristiani lo sapevamo da un pezzo, ma speravamo di farlo con le armi in pugno. E invece…

    1. “Ora che cade – credo definitivamente, anche se a questo punto quell’avverbio sa di impudenza – la collocazione su un piano davvero “politico” della battaglia contro la decadenza retroattiva, io temo invece che anche per il berlusconismo come essenza di una continuità si prospettino tempi bui. Fino a ieri si era invocata la dimensione collettiva, e giammai personalistica, della lotta contro la magistratura tendenziosa, contro le asimmetrie di sistema, contro assetti costituzionali e istituzionali punitivi delle politiche (financo delle mere narrazioni) conservatrici”

      Beh, però, realisticamente parlando, non è che si sia mai potuto tenere separate le disavventure giudiziarie personali di Berlusconi e la battaglia istituzionale e civile contro lo strapotere dei giudici, così come non si può separare la storia di Berlusconi uomo, imprenditore e politico dalla nascita di una destra davvero moderna, europea etc., senza complessi e subalternità. E non credo che questo stato di cose potesse cambiare proprio ora, al culmine dell’assedio di giudici e avversari politici. Da oggi, la spinta a “rinnegare Silvio” sarà più forte che mai, e si vedrà chi altri dimostrerà di avere le palle grosse quanto le sue.

    2. @ anche per Marmando
      Ho appena scritto un articolo che probabilmente sarà pubblicato domani su Giornalettismo.com nel quale indirettamente rispondo anche alle tue osservazioni. Si intitola “Il berlusconismo e la Dc”

      P.S. ehm, ehm… ti ricordi di un certo articoletto di stampo “teologico”? Be’, mi è venuto qualche scrupolo. Mi son detto: sarebbe meglio che rileggessi il malloppo (L’Anello almeno). Rileggerlo?! 1.500 pagine?! Per superare l’impasse, per cambiare il menu e per unire l’utile al dilettevole, ho fatto una cosa folle: l’ho riletto, in inglese!!! Il colpo di genio mi è venuto quando in una libreria mi è capitato sotto gli occhi il primo tomo in lingua originale. Adesso mi sembra di avere le idee più chiare, ma riuscire a condensare tutto in un “articoletto”… be’, vedremo…

      1. Eeeeeh insomma pur di temporeggiare te lo sei letto in lingua originale! 😀
        Io tempo fa avevo comprato l’hobbit in inglese ( facendo una figura barbina col libraio che mi guardava storto perchè pretendevo un libro INGLESE, e non una semplice stampa italiana del testo in inglese :DDD ) ma più dell’incipt finora non sono andato.
        Pensavo ti fossi dedicato solo al SdA, ma se dici ” l’Anello almeno ” significa che hai letto anche altro!

      2. Me ne ricordo eccome, ma siccome sono un forzista ammodo mi sono ben guardato dal farti fretta 🙂

        Io sono riuscito a leggermi in lingua originale, con qualche intoppo linguistico ogni tanto ma tutto sommato abbastanza scorrevolmente, sia Lo Hobbit che Il Signore degli Anelli. Niente, o quasi, da fare invece con Il Silmarillion, I Racconti Incompiuti-Perduti-Ritrovati e, in generale, con la produzione postuma (o Storia della Terra di Mezzo): lì l’inglese di Tolkien diventa talmente aulico, complesso e solenne che, senza l’intermediazione del Saba-Sardi (o chi oramai per esso), non gliela cavo!

  2. Comunque bisogna sempre fare i conti con l’elettorato, al quale il “centrismo” subalterno alla sinistra non interessa.
    E anche se gran parte sono delusi e astensionisti, per loro il riferimento resterà Berlusconi (anche se azzoppato), o chi ne prenderà il testimone.
    Gli altri, gli esponenti della desta che piace alla sinistra (Fini, Casini, Monti ma anche Giannino) abbiamo visto che fine hanno fatto nel giudizio delle urne.
    Questo fatto avrà il suo ruolo.
    E qualcosa vorrà pur dire il fatto che nei suoi “messaggi alla Nazione” Berlusconi continui a fare riferimento alla “rivoluzione liberale” 😉

  3. @ Ismael
    Anche per me la lettura dell’Anello in inglese è risultata abbastanza agevole.
    Qualche centinaio di pagine per famigliarizzarsi con tutte le rocce, gli spuntoni di rocce, le rupi, i burroni, pendii, scarpate, creste, grotte, incavature, fessure, valli, vallate, strapiombi, massi, sassi, buche, recessi, gallerie, sporgenze, ripiani, sentieri, cornici, nicchie, e tutta la botanica tolkieniana, e poi il passo procede spedito. 🙂 (s’intende che ho già dimenticato tutto)
    L’unica vera difficoltà la presenza non troppo fitta ma costante di termini antiquati o letterari che a volte non trovavo nemmeno del dizionario. Ma anche quelli dopo mille pagine non sembrano di un altro pianeta.

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