Una settimana di “Vergognamoci per lui” (157)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

MATTEO SALVINI 16/12/2013 Nel suo primo discorso da segretario della Lega Matteo doveva spararla grossa e l’ha sparata nel più frusto dei modi: «L’Euro», ha detto infatti, «è un crimine contro la nostra umanità». Ha anche aggiunto che per l’indipendenza della Padania i suoi sono pronti a disubbidire: «abbiamo centinaia di sezioni pronte a essere centri di lotta e di controinformazione». “Crimini contro l’umanità”, “centri di lotta e di controinformazione”: dovete capirlo, Matteo usa questo linguaggio da soldatino dell’antagonismo perché il suo cuore in gioventù fece in tempo a battere per l’estremismo rosso, tanto che alle elezioni del Parlamento Padano del 1997 fu il candidato dei Comunisti Padani. Dal Comunismo Padano al Socialismo Nazionale Padano non c’è che un passo e infatti col tempo Salvini è diventato un forzanovista padano meno tradizionalista, acculturato e romantico di quelli italici. E con queste premesse Matteo non poteva che essere, naturalmente, anche il più antiberlusconiano dei leghisti.

EUGENIO SCALFARI & BARBARA SPINELLI 17/12/2013 Cronache esilaranti dall’Olimpo dell’Italia Migliore. Svelenito dall’espulsione dal parlamento del Pregiudicato, Eugenio Scalfari si è ormai abbandonato senza più infingimenti a quello spirito termidoriano che tanto si addice alle barbe dei vegliardi giacobini. E’ diventato lettiano, e perfino su Alfano non sputacchia. Per Travaglio e Grillo mostra invece il solito disprezzo e per le intemperanze di Renzi aperta insofferenza. E’ così disgustato da questa brodaglia di demagogia e velleitarismo che nell’attaccare il cripto-grillismo della sua carissima collega e amica Barbara Spinelli non esita a richiamare dall’oltretomba il fantasma del suo illustre padre. Toccata sul vivo dal cattivo gusto di questa scomunica, la sua carissima collega e amica accusa il perfido nonnetto di “violenza”. In quanto al Movimento 5 Stelle, afferma che va ascoltato: «non è solo l’Italia peggiore che ha votato per lui a febbraio.» Dice proprio così (mi son quasi commosso): «l’Italia peggiore». E chiude con queste parole: «è inutile e quantomeno scorretto accusare Grillo di condannare alla gogna i giornalisti, quando all’interno d’una stessa testata appaiono attacchi di questo tipo ai colleghi». Che è come dire – quantomeno – che per certe pratiche non proprio simpatiche si ispirano tutti alla scuola de “La Repubblica”.

ENRICO LETTA 18/12/2013 «Nonostante molti fuori da qui non ci credessero, abbiamo mangiato il panettone e se continuiamo a lavorare bene contiamo di mangiarlo anche il prossimo anno». Così ha detto ieri un gasato Enrico Letta rivolgendosi ai dipendenti della Presidenza del Consiglio. La convivialità del discorsetto è stata un po’ infelice visti i tempi di magra, e difatti è stata subissata dai fischi del popolo del web, ma io, che non sono malizioso, non me ne sono affatto scandalizzato. Anche perché, lo ricordo agli indignados di giornata, il panettone è ormai da decenni il più plebeo ed economico dei dolci e dei piatti natalizi, e forse l’unico lusso commestibile a portata dei morti di fame nei giorni delle feste. Ma non capisco proprio in cosa consista la grande impresa della squadra di Letta. Il suo governo è figlio delle larghe intese, è stato benedetto dal Presidente della Repubblica, da Bruxelles, dai Vescovi, da Confindustria. Ciononostante non ha combinato un bel nulla. E’ questa per lui è stata una rivelazione. Perché ha scoperto come fosse possibile nei momenti di crisi puntellare la propria posizione senza muovere un dito, lasciando che fossero i partiti a logorarsi fra di loro. E’ stata una riscoperta dell’arte resistenziale democristiana. A Letta son bastati appena otto mesi (scarsi) per deliziarsene.

CHARLOTTE GAINSBOURG 19/12/2013 A detta dell’attrice francese, sul set di “Nymphomaniac”, l’ultima opera del noto malato di mente Lars Von Trier, le cose funzionavano sostanzialmente così: «Io e Shia Labeouf, Stellan Skarsgård, Willem Dafoe, Uma Thurman e Stacy Martin (…) non abbiamo mai fatto sesso davanti alla cinepresa. Ho accettato di mostrarmi nuda, ma per le scene più spinte entravano in azione le controfigure (…) c’erano due cast completi – noi attori tradizionali e loro attori porno – che si alternavano continuamente». E’ consolante per noi mortali scoprire questi residui di doppiezza borghese in gente di così larghe vedute. Se all’arte di questi bolsi e noiosissimi aedi della trasgressione è lecito sacrificare ogni pudore perché non partecipare in pieno alla grande impresa? Ci si vergogna forse della grande arte del grande maestro? Subappaltare copule ed eiaculazioni a dei professionisti del sesso è forse più dignitoso che esibirle schiettamente in prima persona, una volta che si è avallata la magnifica operazione? Non ci siamo proprio. Non capisco proprio come Lars possa sopportare questa gentucola. O forse anche lui è un filisteo.

L’ANCI 20/12/2013 Mettiamo che sia vero. Mettiamo che, come dice il presidente dell’Anci Piero Fassino, la legge di stabilità «configura una secca ed inaccettabile riduzione delle risorse a disposizione dei Comuni con gravi ed inevitabili conseguenze sulla erogazione dei servizi ai cittadini e sulle condizioni di vita di milioni di persone e di famiglie». Ma sono vent’anni ormai che lo stato è incatenato al proprio debito pubblico, è da un lustro che siamo piombati nella Grande Recessione, ed è da un bel pezzo che tutti hanno capito che agli enti locali è stato chiesto di arrangiarsi fino a nuovo ordine per il bene della patria. E anche se fosse ingiusto, a che serve ogni volta lagnarsi dell’inevitabile? I brutti tempi servono per farsi venire buone idee. E la necessità aguzza pure l’ingegno dei cretini. Non posso credere che in una così valorosa associazione, rappresentata da un Presidente, un Segretario Generale, un Ufficio di Presidenza, un Consiglio Nazionale, un Comitato Direttivo, un Comitato di Indirizzo Scientifico, e organizzata intorno ad una trentina di Uffici e Dipartimenti vari, una ventina di Commissioni, una ventina di Sedi Regionali, ecc. ecc., non ci sia gente in grado di raccogliere la sfida e con una voglia matta di far vedere a quei cazzoni del governo cosa sono capaci di fare, loro, con le misere risorse a propria disposizione.

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