Una settimana di “Vergognamoci per lui” (178)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

HEINZ FISCHER 12/05/2014 Chi avrebbe mai detto che lo stagionato presidente austriaco fosse un tale mattacchione? Non soltanto è riuscito a sciropparsi la boiata pazzesca dell’Eurovision Song Contest, ma ha pure voluto felicitarsi per la strepitosa vittoria della sua già mitica concittadina Conchita, la sirena del XXI secolo: non una donna barbuta, ma un pezzo di figliola barbuta dalle ciglia lunghissime e dal canto soggiogante. Una «bella giornata per il Paese», ha scritto in una nota Fischer; un’affermazione che «non è soltanto una vittoria per l’Austria, ma innanzitutto per la diversità e la tolleranza in Europa». Ha scritto proprio così, serio serio, tranquillo tranquillo: «per la diversità e la tolleranza». Nonostante abbia vinto il raccomandato di ferro, il mostro che la plebe doveva votare senza ridacchiare per dar prova di civiltà e per fare un dispetto allo Zar di tutte le Russie. Devo però ammettere che la spumeggiante Conchita è un personaggio interessante. Con quella sua giocosa ambiguità e quel garbo felice di non nascondere un bel nulla (è tipico degli omofobi come il sottoscritto cercare le ombre dell’io quando esso esplode franco e luminoso in tutti i colori della bella stagione), era proprio quello che mancava alle sordidezze innominabili delle nostre serate di Arcore, caro Silvio: i bigotti di “Repubblica” ci avrebbero fatto un inserto di dieci pagine, come minimo.

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