Il ritorno dell’ICI

L’italiano è furbo e diffidente fino alla stupidità. Infinocchiarlo è facilissimo, quindi, a patto che usiate trucchi talmente grossolani da non sembrare nemmeno dei trucchi: l’astuto vostro compatriota invece di riconoscerli, come farebbe un qualsiasi normale babbeo, scivolerà furtivamente alle loro spalle per scoprire …il trucco. Vi ricordate la vecchia ICI? Ebbene, l’hanno ripristinata. Molto (ma molto) semplificando la vecchia Imposta comunale sugli immobili funzionava così: erano tassati i fabbricati, i terreni e le aree fabbricabili; le aliquote in media viaggiavano, diciamo, sullo 0,5% del valore catastale; sulla prima casa e le sue pertinenze c’era una detrazione di 200 €. Adesso, molto (ma molto) semplificando, le cose funzionano così: l’IMU si paga sui fabbricati, i terreni e le aree fabbricabili, tranne la prima casa e le sue pertinenze, ma le aliquote sono quasi raddoppiate; la TASI si paga sulla prima casa e le sue pertinenze: le aliquote sono dimezzate, diciamo sullo 0,2 e rotti per cento, però le detrazioni con tutta probabilità le vedrete col binocolo.

La formula dell’infinocchiamento è dunque questa: ICI = TASI + IMU, dove ICI sta per la cara, vecchia, classica Imposta comunale sugli immobili prima dell’abolizione berlusconiana dell’obolo sulla prima casa; TASI è la nuova tassa sui servizi comunali indivisibili; IMU è la rimodellata Imposta municipale propria. Sì, ma qui bisogna fare dei conti precisi, direte voi. Ecco che viene fuori la vostra italianità, fessacchiotti. Invece di capire al volo che grosso modo è la stessa cosa, voi farete i vostri conti, v’incasinerete, chiederete lumi, vi risponderanno… e v’infinocchieranno di nuovo. Ho detto grosso modo: infatti dovrete fare due pagamenti distinti invece di uno, oppure usare un solo Mod. F24 indicando ordinatamente tutti gli eventuali codici tributo relativi alle due differenti imposte. E’ proprio questo genere di cosucce che risveglia in me istinti omicidi. Calma, non ho finito: dovrete fare, non subito, anche due dichiarazioni distinte, quella per l’IMU e quella per la TASI. Però: non occorre che queste dichiarazioni le facciate ogni anno, ma solo quando vi sono variazioni al vostro patrimonio immobiliare. E qui tirate pure un bel sospirone di sollievo.

[pubblicato su Giornalettismo.com]

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