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In Europa, da italiani

L’ “Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune” dell’Unione Europea si chiama così, probabilmente, proprio perché Sua Altezza non conta un piffero. Quindi le baruffe chiozzotte intorno alla nomina del nuovo “ministro degli esteri europeo” non riescono a catturare la mia attenzione. Ma una cosa mi ha colpito ieri: l’incondizionato, patriottico appoggio espresso in contrasto col gruppo popolare europeo dall’italo ed euro-popolare Angelino Alfano alla candidatura della italo-democratica, cioè della euro-socialista Mogherini. Il centrodestra vecchio e nuovo era andato sopra le righe anche due settimane fa difendendo a spada tratta l’italo-democratico, cioè l’euro-socialista Renzi, nel giorno del suo insediamento come presidente di turno del Consiglio della Ue, dagli attacchi subiti da parte del gruppo popolare europeo per le sue idee in materia di politica economica. Invece di mediare, parrebbe proprio che i «popolari» italiani provino in questo momento una particolare soddisfazione nel fare fronte comune col gruppo socialista europeo. E ciò potrebbe sembrare strano, se non fosse che tutta la truppa politica italiana a Bruxelles, a guardarla bene, ha qualcosa di strano. In primis, un partito socialista che si chiama democratico. Poi un partito grillino, il cui zoccolo duro è formato da un elettorato montagnardo e vetero-statalista, che si allea con l’UKIP di Nigel Farage, un partito “indipendentista” e mezzo libertario, nato da una costola del conservatorismo britannico. Poi un partito federalista-secessionista come la Lega Nord che stringe legami informali col Front National, espressione dello statalismo nazionalista francese. Non c’è proprio niente che quadri, tranne questo: la nostra antropologica avversione per qualsiasi forma elementare di coerenza.

[pubblicato su Giornalettismo.com]

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2 thoughts on “In Europa, da italiani”

  1. Sai, ogni volta che faccio pensieri del genere, di solito molto più vaghi e confusi di questi, mi guardo intorno e, non trovando il minimo riscontro sui media, anzi trovando sempre e solo il contrario, mi nasce il sospetto di avere qualcosa che non va. E’ una sensazione che ho cominciato a provare nel 1992, quando intorno a me furoreggiava il giustizialismo, con i suoi orribili festeggiamenti di piazza, arresto dopo arresto, e io invece provavo sempre un certo disagio, che aveva un solo riscontro: il programma di Sgarbi su Mediaset.

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