La fuffa del Codacons

Gli ultimi dati di Confcommercio sui consumi degli italiani sono tragici, esattamente come ci aspettavamo, ed infatti abbiano accolto la ferale notizia con uno sbadiglio. Non così il Codacons che ha lanciato una innovativa proposta al governo. Le proposte del Codacons non sono mai nuove, o inedite, o originali, o rivoluzionarie, o audaci, o qualcos’altro ancora. Mai. Sono sempre e solo innovative. Già questa mancanza di fantasia lessicale dovrebbe mettervi sull’avviso: mai aspettarsi dal Codacons la zampata geniale! Al contrario! Le idee del Codacons sono fatte per lasciarvi a bocca aperta per la loro straordinaria, schietta e limpida ingenuità. Le leggete e le rileggete convinti che di non aver afferrato il punto. Ma invano. L’ultima alzata d’ingegno del Codacons è di ieri. Sentite un po’: «Chiediamo al Premier Renzi di lavorare subito ad un apposito decreto “salva-consumi” ossia un provvedimento contenente misure specifiche non solo per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie, ma anche per incentivare gli acquisti in tutti i settori. Come dimostrato dai dati elaborati dal Codacons e da quelli sulle vendite al dettaglio, il bonus da 80 euro non è sufficiente a far ripartire i consumi. Ora servono altre soluzioni». La trovata geniale sarebbe dunque questa: il governo deve prima finanziare le famiglie, e poi incentivarle a spendere. Detta così, però, farebbe ridere. Osservate invece la sapiente retorica dei difensori dei consumatori. Vi ricordate la famosa (o famigerata) poesia di Brecht “Il fumo”? Ve la riporto tutta nella sua brevità: «La piccola casa sotto gli alberi sul lago./ Dal tetto sale il fumo./ Se mancasse/ Quanto sarebbero desolati/ La casa, gli alberi, il lago!» Ecco, provate adesso a privare il verbo lavorare dell’avverbio subito, la parola decreto dell’aggettivo apposito, e la parola misure dell’aggettivo specifiche; e poi ditemi se della proposta, pardon, della innovativa proposta, è rimasta ancora qualche traccia.

[pubblicato su Giornalettismo.com]

NOTA CODACONS:

Gentile Zamarion,

abbiamo letto il suo articolo sulla “fuffa” del Codacons. La ringraziamo per gli insulti gratuiti che ci rivolge. Capiamo che – evidentemente – la sua sudditanza al Pd le impedisce di accettare o condividere qualsiasi critica al Governo, ma la informiamo che la crisi in cui versa il nostro paese è determinata proprio dalla riduzione dei consumi e dal minor potere d’acquisto delle famiglie. Probabilmente lei questo lo ignora. Come ignora anche che esistono delle misure a costo zero, che potrebbero essere introdotte con apposito decreto, in grado di aiutare le famiglie e dare un impulso all’economia. Certo da sole non bastano ad uscire dalla crisi, ma tra fare niente e fare poco, noi preferiamo la seconda opzione. Non a caso nel suo articolo non si capisce per quale ragione le nostre proposte non sarebbero valide…Su una cosa ha ragione però: il termine “innovativo” è stata una forzatura. In effetti alcune di queste proposte le avevamo già presentate durante il Governo Prodi, Governo “casualmente” appartenente alla stessa area politica che lei difende.

Con i migliori saluti

Ufficio stampa Codacons

Stefano Zerbi

°°°°

MIA RISPOSTA:

Carissimo Zerbi,

la sua innata perspicacia l’ha portata infallibilmente al nodo della questione: la sudditanza. Questa brutta malattia dello spirito mi è stata infatti spesso rimproverata. Ma a torto. Io infatti, a differenza dell’untuoso suddito, non ho mai nascosto le mie idee politiche. Quando, vent’anni fa, Berlusconi fondò Forza Italia ebbi un tuffo al cuore: finalmente un partito che potevo votare con qualche entusiasmo. Fu una leale apertura di credito. Talmente leale che nel corso del tempo mi sono permesso d’impallinare più di una volta il Carissimo Leader col mio moschetto giornalettistico. Anzi, allo Psiconano ho spesso rimproverato certe ricette economiche stranamente simili, nella loro filosofia grossolanamente krugmaniana o keynesiana, a quelle del Codacons. E tuttavia sono ancora convintamente berlusconiano. Sappiamo bene come nell’immaginario collettivo dell’Italia Migliore berlusconiano equivalga a suddito. E quindi possiamo dire che Ella non ha toppato completamente.

Ecco un modo che trovo elegante, e di cui sinceramente mi compiaccio, per rispondere a quello che non definirò un “insulto”, ma soltanto una frecciatina innocente e financo innovativa. D’altronde penso che la suscettibilità sia cosa sommamente indecorosa in un uomo, con ciò intendendo soprattutto il gender rigorosamente maschile. Avendo quindi la massima considerazione (possibile, s’intende, perché superato un certo limite la massima considerazione diventa irrisione) delle mie vittime, mi sento sempre mortificato quando esse scambiano la mia finissima satira per degli insulti gratuiti.

Quanto alla sua osservazione che «la crisi in cui versa il nostro paese è determinata proprio dalla riduzione dei consumi e dal minor potere d’acquisto delle famiglie» mi sembra una di quelle formidabili tautologie che hanno reso famoso il Codacons pel vasto mondo; osservazione che nel linguaggio dei comuni mortali e dei marziani meno eccentrici si potrebbe tradurre così: «la crisi in cui versa il nostro paese è determinata proprio dall’impoverimento delle famiglie»; ma che nel linguaggio della saggia casalinga di Voghera, Alfa e Omega di ogni tradizione sapienziale in difesa dei consumatori, andrebbe capovolta così: «l’impoverimento delle famiglie è determinato proprio dalla crisi in cui versa il nostro paese», frase che sarebbe splendidamente intesa anche dal più ostinato dei babbei.

Quanto alle misure «a costo zero», atte a rimpinguare le casse delle famiglie, oso dire che appartengono al mondo delle fiabe. Nell’immediato uno spostamento di ricchezza, senza scambio, non può che andare a detrimento di qualcuno; oppure è un prestito, che bisogna restituire e sul quale pagare pure gli interessi. Leggo una dichiarazione, sempre in stile Codacons, del 28 agosto del presidente del Codacons Rienzi: «E’ evidente che il bonus da 80 euro non ha prodotto gli effetti sperati la crisi continua a impoverire le famiglie, le quali reagiscono contraendo i consumi, con conseguenze negative per imprese, industrie e occupazione. Il Governo Renzi deve cambiare strategia: la strada maestra da seguire per uscire dal pantano in cui versa l’economia nazionale, è incrementare il potere d’acquisto dei cittadini, con misure strutturali, riduzione delle tasse, sgravi e incentivi ai consumi». Sono queste le misure a costo zero? «Riduzione delle tasse, sgravi e incentivi ai consumi»? Ma queste sono misure che si pagano tutte, e a caro prezzo, nel breve-medio termine. Anche se possono essere di successo nel lungo termine. Solo che noi, e non solo noi, abbiamo un piccolo problema: siamo indebitati fino al collo. Se non fosse così potremmo permetterci allegramente tutte le riduzioni di tasse e tutti gli sgravi di questo mondo. Cioè potremmo permetterci una sana recessione. O sono forse, queste misure a costo zero, le liberalizzazioni? Va bene, ma le liberalizzazioni non hanno affatto un impatto immediato, ed inoltre andrebbero a colpire, nell’immediato, alcuni agenti economici protetti. Vogliamo abbattere tutti i carrozzoni e gli enti inutili? Benissimo, ma c’è un sacco di gente che da quei carrozzoni e da quegli enti inutili trae il proprio sostentamento. E nei numeretti del PIL anche gli stipendi sono conteggiati…

Massimo Zamarion

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