Che razza di amici

E’ giunta notizia che l’ex giocatore dell’Inter ed ex campione del mondo Andreas Brehme sarebbe completamente sul lastrico: un uomo assediato dai debiti, in procinto ormai di perdere anche la casa di proprietà. Franz Beckenbauer ha lanciato un pubblico appello al mondo del pallone teutonico: «Abbiamo la responsabilità di venire in aiuto ad Andreas Brehme. Egli ha dato tanto al calcio tedesco ecc. ecc….». Mentre un vecchio compagno di squadra di Andreas, Olivier Straube, ha pubblicamente offerto all’ex campione un impiego nella sua azienda: «così saprà cosa vuol dire pulire i bagni e i servizi igienici. Gli farà imparare come è la vita e potrà migliorare la sua immagine», così ci ha fatto sapere Straube.

Franz Beckenbauer è, con tutta probabilità, un milionario oculato che vanta tra le sue conoscenze un sacco di milionari non meno di lui oculati. Se invece di fare un pubblico appello avesse fatto un sondaggio molto riservato tra le sue illustri conoscenze, siamo sicuri che lui e i suoi facoltosi amici avrebbero risolto con eleganza e discrezione, almeno per un certo periodo, il problema di Andreas nel breve corso di una simpatica cena. Quanto al probo Straube, se davvero credeva al valore educativo della sua offerta, poteva parlarne a quattr’occhi con Andreas, magari offrendogli in amicizia un sostanzioso anticipo sugli emolumenti.

Non pare che nella loro fraterna sensibilità i due aspiranti samaritani abbiano intuito che – forse – al già piuttosto abbacchiato Andreas l’idea di essere sbattuto in prima pagina come un uomo rovinato e incapace di badare a se stesso potesse apparire come la bastonata definitiva. No, hanno voluto farselo pagare carissimo, l’aiutino. Bisognava mettere Andreas alla gogna affinché la loro graziosa o virtuosa magnanimità risplendesse meglio sulla pubblica piazza.

E’ da un po’ di tempo che, quando si tratta di aiutare qualche collega caduto in disgrazia, nel nostro bel mondo ultra-connesso vige un comandamento ferreo: «Quando aiuti qualcuno di questi poveretti anche solo a parole, non solo sappia bene la tua sinistra cosa fa la tua destra, che è il minimo se non sei un deficiente, ma fai dell’oggetto della tua generosità un bellissimo trofeo di caccia».

[pubblicato su Giornalettismo.com]

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