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La Meglio Italia e gli Angeli del Fango

E’ bastato poco alla Meglio Italia per incapricciarsi degli spalatori di Genova, i cosiddetti Angeli del Fango: appena il tempo di capire che avrebbe potuto per l’ennesima volta sbandierare spudoratamente la propria diversità morale dal resto della ciurma italica stringendosi idealmente attorno (con stravaganti adulazioni) ai ragazzotti con la pala, alcuni dei quali (ho detto alcuni, non arrabbiatevi) (ma volevo dire molti, arrabbiatevi pure) animati sicuramente più da protagonismo che da spirito di abnegazione. La meglio gioventù, che vede non a caso alcuni dei suoi protagonisti arruolarsi tra gli angeli del fango della Firenze alluvionata del 1966, è, prima di tutto, un film che rappresenta al meglio, proprio perché inconsapevolmente, una malattia nazionale, la più grave dell’Italia repubblicana: un fariseismo di massa che oggi imperversa ormai anche nei più sciocchi e leggeri programmi televisivi. Che diceva, pregando tra sé, il fariseo della famosa parabola tratta dal Vangelo secondo Luca? «O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano.» Dopo decenni di velenosa predicazione, quest’attitudine, declinata in mille modi diversi, dai più sottili ai più grossolani, sembra aver contagiato tutti, tanto che non si capisce come ci possa essere in giro ancora qualche ladro o pubblicano da stigmatizzare. Ma il problema non si pone: c’è sempre un fariseo meglio fariseo di te che ti dà del pubblicano. E’ lo stadio zero della società civile e della politica, quando non ci sono più né l’una né l’altra.

[pubblicato su Giornalettismo.com]

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