Bello & Brutto

L’artista sgonfiato

Clamoroso a Parigi! Qualche malandrino ha bucato nella notte l’enorme Albero gonfiabile di Paul McCarthy installato nella Place Vendôme. Dico bucato per rendere più evidente il lato poetico dell’azione, anche se in realtà il poeta ha «sezionato i cavi elettrici del sistema d’alimentazione che gonfia la scultura», così almeno leggo sui giornali. L’opera d’arte del grande artista americano aveva causato scandalo, oltre che per la sua stratosferica pacchianeria (di cui solo i mediocri hanno paura: ecco la sua grandezza, babbei), anche per il fatto di somigliare ad un sex toy. A dire il vero io, di primo acchito, nella mia innocenza, avevo pensato ad una specie di trottola, ma poi mi è bastato gettare una rapidissima occhiata alle opere dell’artista americano per capire che l’allusione oscena era assolutamente voluta e per capire inoltre che Paul, insomma, non è mica tanto a posto. Dico solo che una plastica (e magistrale) rappresentazione del fattaccio di Napoli – quello del compressore, per capirci – nel catalogo delle sue opere avrebbe potuto entrare alla perfezione. E dico «avrebbe potuto entrare» (me ne sono accorto mentre lo scrivevo) forse perché contagiato dalla bruciante passione di Paul per gli sfinteri. E dico inoltre che di fronte a tale capo d’opera i gridolini d’ammirazione si sarebbero sprecati in tutte le più famose gallerie d’arte del mondo.

L’assessore alla Cultura del Comune di Parigi, Bruno Julliard, nell’esprimere tutta la sua indignazione per il gesto vandalico, ha twittato «Viva la libertà degli artisti!» Qui, però, bisogna fare una riflessione seria. In fin dei conti, il nefando oltraggio all’albero/sex toy non ci dice forse che l’arte emozionale di McCarthy ha raggiunto il suo obiettivo? E chi poteva essere così toccato nella propria sensibilità dal gigantesco sex toy gonfiabile da sentirsi obbligato ad aggiungere emozione ad emozione, se non un altro artista? E non abbiamo forse tutti noi sentito una nuova grande emozione nel vedere la struttura sgonfiata a terra, simile ai resti di un pallone aerostatico? Quella stessa emozione che si prova davanti ad una nuova, sorprendente opera d’arte, L’artista sgonfiato, frutto prezioso della libera attività di un libero artista?

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