Il discernimento confuso genera mostri

Alcune note sull’articolo di Luciano Moia su Avvenire in merito ai fatti di Staranzano.

1) L’accostamento del caso con quello del Concilio di Gerusalemme «in cui ci si trovò a decidere come organizzare la convivenza tra i cristiani provenienti dal giudaismo e quelli convertiti dal paganesimo» è assurdo, in quanto lì si trattava di organizzare l’accoglienza di cristiani di diversa provenienza, non di accogliere nella Chiesa chi non ne condivideva gli insegnamenti.

2) Quanto all’atteggiamento non giudicante nel linguaggio evangelico si intende l’atteggiamento di chi non condanna il peccatore, cioè di chi non crocifigge il peccatore alla sua colpa, ma lascia sempre aperta la porta al pentimento, al riscatto, ben sapendo che tutti siamo peccatori. Il discernimento, che proviene sia dalla ragione sia dalla carità, e quindi anche dall’umiltà, serve a valutare le attenuanti, che possono anche essere imponenti, di condotte o più precisamente di atti che non possono però in ultima analisi essere giustificati. Qui invece ci troviamo di fronte ad una sfida aperta e pubblica alle verità cristiane, per piegare la Chiesa Cattolica allo spirito del mondo: cioè ad una “ribellione”, per parlare con la mitica parresia.

3) La dialettica tra i principi astratti e le situazioni concrete non annulla la validità dei primi.

4) L’amore omosessuale non esiste, giacché una pulsione disordinata non può essere amore nel senso vero. E questo l’aveva capito persino Platone quattro secoli prima di Cristo: altro che tematiche inedite!

5) Il cosiddetto discernimento, che viene propagandato come una grande novità, non è altro quell’atteggiamento di mutua e persino sorridente comprensione che dobbiamo avere l’uno verso l’altro, ben sapendo che tutti siamo fragili, ma questa comprensione non si estende al peccato in se stesso.

6) L’essere in grazia, in ultima analisi, viene negato solo a coloro che intimamente rifiutano la Grazia; ma coloro che l’accolgono, bene o male, pur carichi delle loro fragilità, cercano di conformare non per costrizione ma per naturale conseguenza la loro condotta agli insegnamenti del Vangelo.

Advertisements

2 thoughts on “Il discernimento confuso genera mostri

  1. Ho appena ricevuto la notifica del suo post.Le sue osservazioni sono puntuali e opportune. Ma non c’è da stupirsi della “superficialità” e dell’approssimazione con cui su Avvenire vengono trattati certi argomenti. Credo sappia che il Moia è un caporedattore di quel giornale:ergo gli vengono riconosciute dall’editore un certo spazio e una certa liberta d’azione… Lui dimostra di saperci fare nella diffusione di idee moderniste/avanguardiste in conformità alle istruzioni ed ai desiderata della gerarchia ecclesiastica ora dominante. Pensi che lo stesso Moia è pure curatore (sic!) del mensile di vita familiare «Noi genitori & figli».
    E non possibile nemmeno obiettare, loro hanno sempre l’ultima parola…
    Riguardo alla vicenda di Staranzano non so se ha visto questo nuovo capitolo http://www.lanuovabq.it/it/articoli-dopo-le-nozze-anche-l-eucarestia-al-capo-scout-20506.htm

    Siamo messi piuttosto male. Ormai troppi pastori hanno imparato dai loro superiori a non rispondere…..
    Ettore

  2. Sì, sono al corrente. Quasi ogni giorno do un’occhiata alla NBQ. Questo post in realtà l’avevo scritto qualche giorno fa su Facebook. Metterlo sul blog è anche un modo per stimolarmi a riprenderlo in mano (il blog).

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s