Au lecteur

Je me contredis bien à l’aventure, mais la vérité, comme disait Demade, je ne la contredis point. (Montaigne)

Diciamo dunque per quale ragione l’artefice realizzò la generazione e quest’universo. Egli era buono, e in chi è buono non si genera mai alcuna invidia riguardo a nessuna cosa: essendone dunque esente, volle che tutto fosse generato, per quanto era possibile, simile a lui. (Platone)

Dunque la natura di quell’essere è eterna, e questo non era possibile applicarlo completamente a questo mondo generato: pensò allora di realizzare un’immagine mobile dell’eternità, e, ordinando il cielo, fece dell’eternità che rimane nell’unità un’immagine eterna che procede secondo il numero, e che noi abbiamo chiamato tempo. (Platone)

Per quanto riguarda la trattazione sull’anima, su quanto essa abbia di mortale e quanto abbia di divino, e come e con quali altri elementi sia in relazione, e per quali ragioni sia stata collocata in sedi separate, saremmo sicuri di affermare la verità, soltanto nel caso in cui il dio convenisse con noi: ma di aver però sostenuto delle affermazioni verosimili, dobbiamo avere il coraggio di dirlo, tanto ora come dopo una riflessione più approfondita, e allora diciamolo. (Platone)

Libertà è ubbidire a Dio. (Seneca)

L’autore dichiara apertamente che gli audaci parti del suo intelletto avrebbero bisogno del conforto di dottrina specialistica in più materie, nessuna delle quali minimamente padroneggiata: facciamo notare – sia qui ricordato una volta per tutte – che di siffatti scrupoli accademici è privilegio della corporazione dei dilettanti infischiarsene allegramente.

E se qualcuno avesse qualcosa da ridire gli facciamo altresì notare che pure il Filosofo non la pensava troppo diversamente:

In primo luogo riteniamo che il sapiente conosca tutte le cose, nella misura del possibile, senza avere scienza di ciascuna di esse in particolare. (Aristotele)

Carissimo, se per puro caso avessi notato la nevrosi infantile da template che quasi ogni giorno manifesta i suoi vergognosi effetti, sappi che non ho nessuna intenzione di combatterla. Forse ti sorprenderà che l’uomo saggio e virtuoso indulga in simili sciocchezze, ma a torto: egli, nella sua prudenza, conosce i propri limiti e riserva le proprie energie per ciò che è importante ed essenziale. Anche questo sfogo ebete s’iscrive nel cerchio armonioso della sua sapienza, come la vezzosa increspatura delle acque non turba l’immutabile profondità dell’oceano. Quindi, caro discepolo, prima di parlare e prima ancor di pensare, sappi che il saggio ha sempre ragione.

Mi trovo nella scomoda posizione di essere tuttologo per natura e per vocazione autentica. Gli amici della verità diranno che ciò coincide con la nobile postura dei filosofi dell’antica schiatta; i malevoli che ciò significa non sapere un bel cacchio di nulla. Ed è vero che a volte mi sento un cannone, a volte una schiappa. Ma molto più spesso un cannone che una schiappa.

In Italia, la questione morale è la continuazione del comunismo con altri mezzi.

Nel mondo, l’anti-putinismo russofobico è la continuazione del progressismo filo-sovietico con altri mezzi.

Su peccato e legge islamici e laicisti la pensano esattamente allo stesso modo: per i primi ogni atto peccaminoso deve essere condannato dalla legge; per i secondi ogni atto non condannato dalla legge non può essere considerato peccaminoso.

La denominazione complessiva di Mafia abbraccia tutte le espressioni più importanti del fenomeno mafioso nel nostro paese: la Mafia propriamente detta in Sicilia, la ‘Ndrangheta in Calabria, la Sacra Corona Unita in Puglia, la Camorra in Campania e la Società Civile in Italia.

Il giacobinismo è una strategia di lotta per il potere in tempi di democrazia. Il giacobinismo attira irresistibilmente perché offre ai suoi discepoli due allettanti opzioni: o prendere il potere attraverso la rivoluzione; oppure attraverso l’intimidazione settaria impadronirsi un po’ alla volta di ciò che a parole si disprezza. Alla sinistra italiana, per esempio, l’Italia del dopoguerra faceva schifo in sommo grado. Poi se l’è presa tutta, dalla Corte Costituzionale al Tricolore, dal Festival di Sanremo all’Ubalda tutta nuda e tutta calda.

In Italia la Società Civile non s’identifica con la Grande Famiglia dei Cittadini, ma con una sua sceltissima parte, la quale si arroga il diritto di dire la parola definitiva su ogni questione che la riguardi; in breve, nel nostro bel paese la Società Civile è la Corte di Cassazione dell’Opinione Pubblica.

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