I Leoni colgono l’attimo

BENETTON TREVISO – MUNSTER 29-19

Venerdì 20 settembre 2013, Stadio di Monigo, Treviso

Quando, al sesto minuto del secondo tempo, Archer concludeva in meta una driving maul irlandese formatasi sulla linea dei 22, meta trasformata poi da Keatley, portando il punteggio sul 19 a 9 a favore del Munster, pochi avrebbero scommesso su una vittoria del Benetton. Non era solo il punteggio, infatti, a portare a questa conclusione. Con un Benetton più solido ma ancora in cerca dei suoi tradizionali ancoraggi in mischia e, in parte, in touche, e un Munster pimpante, che si giovava del ritorno in squadra di alcuni dei grossi nomi della franchigia irlandese, anche bello da vedere nelle sue trame in velocità, il primo tempo aveva visto il predominio nettissimo dei rossi, nonostante un cartellino giallo appioppato a Ronan dopo un quarto d’ora di partita. L’abnegazione dei trevigiani, un pizzico – abbondante – di fortuna, e la precisione al piede di Berquist avevano tenuto abbastanza miracolosamente il punteggio in bilico sul 12-9 a favore del Munster. Due le mete segnate dai rossi: la prima con Earls dopo otto minuti di gioco a conclusione di un sfondamento dei trequarti irlandesi sulla destra del fronte d’attacco con l’ovale che passava da Downey a Zebo e infine all’ala che schiacciava presso la bandierina, meta non trasformata da Keatley; la seconda al 28′, una meta tecnica, a coronamento di una serie di mischie ripetute davanti ai pali e con il pack trevigiano in difficoltà. Ma già nei primissimi minuti della partita prima Earls e poi il mediano Williams erano penetrati verticalmente nella difesa trevigiana portando il Munster ad un passo dalla segnatura, mentre Keatley aveva mandato sul palo – un segno del destino, col senno di poi – un calcio piazzato piuttosto abbordabile. Al 25′ lo stesso Earls, sugli sviluppi di una mischia ai 5, fintava il passaggio e penetrava diagonalmente fin dentro l’area di meta. Ma il TMO negava la realizzazione. E sempre Earls, lanciato lungo l’out di destra da un cross kick di Keatley, veniva scaraventato in touch da McLean a qualche metro dalla linea di meta al 31′. Le rare e rabbiose vampate in proiezione offensiva dei trevigiani, portate avanti soprattutto dalle terze linee, con Vosawai a suonare la carica, avevano fruttato però il massimo: tre calci piazzati realizzati dal nuovo acquisto neozelandese.

Il merito dei trevigiani è stato quello di crederci nonostante tutto. Anche perché subito dopo la terza meta di Archer si manifestava un altro segno inequivocabile della serata sfortunata di Keatley: il mediano, un metro al di qua della propria linea di meta, pronto, o forse troppo pronto, per il calcio di liberazione, non controllava l’ovale appena uscito da una mischia ordinata, commettendo un in-avanti piuttosto clamoroso, che dava la possibilità al Benetton di usufruire di una mischia davanti ai pali, sugli sviluppi della quale Nitoglia, servito da un lungo passaggio di McLean, andava a schiacciare in meta presso la bandierina di destra del fronte d’attacco. L’infallibile Berquist da posizione defilatissima riusciva a trasformare portando il punteggio sul 16-19: l’ovale sbatteva sul palo (lo stesso che aveva detto no a Keatley nel primo tempo) e s’infilava nell’H. Era solo l’inizio di un sorprendente parziale di 20-0 a favore dei trevigiani, che sembravano usciti euforici da un lungo tunnel oscuro, mentre agli irlandesi si spegnevano improvvisamente le luci. Al 58′ Berquist portava i trevigiani in parità con un calcio piazzato da 45 metri, e successivamente, nel giro di un quarto d’ora un Munster incapace di rispondere alle manovre non ordinatissime ma piene d’ardore dei trevigiani, vedeva Williams, il subentrato Sheridan e Archer beccarsi il cartellino giallo in successione. Al 60′, era il solito Nitoglia, servito da Zanni, e sempre presso la stessa bandierina di prima a concludere in meta una prolungata azione d’attacco del Benetton propiziata da una penetrazione centrale del subentrato Barbieri, che fruttava un raggruppamento sotto i pali della porta irlandese. La meta in replica di Nitoglia ispirava ancor di più il già ispirato Berquist, che non poteva far altro che realizzare la trasformazione con l’aiuto perfido dello stesso palo centrato in precedenza! E al 65′ era ancora Berquist ad arrotondare il punteggio con un altro calcio piazzato sul 29-19, che sarebbe stato il risultato finale dell’incontro, anche se al 71′ il Benetton sprecava un’enorme occasione di meta non sfruttando al meglio una nettissima superiorità numerica al largo sulla sinistra del fronte d’attacco. Bello, sul finale della partita, il patriottico boato del pubblico alla notizia della “famous victory” delle Zebre in quel di Cardiff. “This is not soccer”, dirà qualcuno, ma noi non lo diciamo, perché non ci piace quest’arietta di superiorità morale.

[pubblicato su Right Rugby]

Per Treviso una vittoria di sostanza

BENETTON TREVISO – SARACENS  14-11

Venerdì 17 agosto 2012, stadio di Monigo, Treviso

Dopo quella sugli Wasps un’altra vittoria di prestigio per il Benetton Treviso che supera i Saracens al termine di una partita molto equilibrata, in cui le difese hanno avuto la meglio sugli attacchi, molto bloccata, anche se non confusionaria, e molto avara di episodi salienti. I Saracens, presentatisi allo stadio di Monigo con una squadra di tutto rispetto, hanno mantenuto più a lungo l’iniziativa, provando a manovrare coi trequarti dall’alto di una caratura tecnica superiore. Però l’intraprendente Hodgson, che ha cercato di innescarli in tutti i modi, è stato regolarmente costretto a rifugiarsi nel gioco al piede, trovando spesso la touche, e provando con up & under e grubber ben calibrati ma quasi sempre neutralizzati dall’attenta difesa del Benetton. I trevigiani hanno giocato una partita di sostanza, accorta, niente affatto rinunciataria, ma senza correre rischi inutili, calciando quando si doveva calciare, preferendo generalmente le manovre strette ed in verticale in fase di possesso, e pareggiando i conti con gli avversari nelle fasi statiche. La partita si è giocata in una serata di caldo afoso, veramente micidiale, che certo non ha aiutato i giocatori, anche se il match non avuto cali vistosi di ritmo. L’ottima affluenza di pubblico, valutabile in circa 4.000 spettatori, ha costretto la società trevigiana ad aprire anche la tribuna scoperta.

L’inizio del match dà subito il tono di tutta la partita, con difese aggressive pronte a soffocare sul nascere ogni manovra avversaria: ci riusciranno, tutto sommato. Al 5′ Burton prova a muovere il punteggio con un drop da circa 35 metri, ma l’ovale termina fuori di poco, alla destra dei pali. Al 7′ il Benetton va in meta. Nitoglia è bravo a raccogliere l’ovale in presa aerea nella propria metà campo, e a servire McLean, che si accentra e va al contatto. Palla a Burton che calcia trovando una bellissima touche sui 5 metri in attacco, che un tocco inglese regala per di più ai trevigiani. Dopo il lancio in touch si forma una maul, dalla quale esce Gori che sul placcaggio di Wyles serve all’interno Van Zyl che schiaccia comodamente in meta non lontano dalla bandierina d’angolo di destra. Burton trasforma portando il risultato sul 7-0 in favore dei trevigiani. All’11’ e al 18′ Hodgson accorcia per due volte il risultato con calci piazzati da circa 25 metri in posizione centrale, fischiati dopo prolungate azioni d’attacco inglesi, nelle quali si distinguono Ashton e lo stesso mediano d’apertura. Ma la partita è come bloccata, senza che peraltro le due squadre incorrano in particolari errori, cosicché la cronaca non regala niente di importante fino alla fine della prima metà di gioco.

Nel secondo tempo il canovaccio non cambia, anche se sono i Saracens comunque a provarci di più. E al 17′ vanno in meta. Spencer s’invola dalla parte chiusa lungo l’out di sinistra ed esegue un calcetto verso l’area di meta, con Gori e Williams che non s’intendono, lasciando al mediano di mischia entrato nella ripresa la possibilità di recuperare l’ovale e schiacciare in meta, vicino alla bandierina. La trasformazione non riesce, ma i Saracens sono sull’11-7 in loro favore. Il Benetton trova comunque la forza di reagire e per dieci lunghi minuti s’installa nella metà campo avversaria, costringendo gli inglesi a ripetuti falli in mischia nei propri 22. Ma lo sforzo rimane infruttuoso. Al 37′ l’episodio che decide la partita. I trevigiani conquistano l’ovale in un raggruppamento formatosi sulla loro linea dei 10. Semenzato serve a sinistra velocemente Zanni, con la difesa inglese malamente piazzata. Da Zanni a Derbyshire, che ricicla per Favero che davanti a sé trova il corridoio libero e dopo una corsa di cinquanta metri va a schiacciare in meta per la vittoria trevigiana, con Ambrosini cui riesce pure la trasformazione, portando il risultato finale sul 14-11 per il Benetton.

[pubblicato su Right Rugby]

Treviso ha voglia di ruggire

BENETTON TREVISO – LONDON WASPS  32-15

Venerdì 10 agosto 2012, stadio di Monigo, Treviso

Alla sua prima uscita stagionale il Benetton Treviso sconfigge gli Wasps con un punteggio rotondo ma meritato. La determinazione, la voglia di giocare una partita “vera” da parte dei trevigiani scavano poco a poco la differenza fra le due squadre, con gli inglesi che non sono sembrati mentalmente pronti a sostenere un impatto agonistico del genere. Nella primissima parte del match il gioco attendista degli Wasps è sembrato più pulito ed ordinato di quello dei trevigiani, e a volte anche più ficcante e pericoloso, ma a lungo andare, sotto la pressione dei biancoverdi, si è rivelato accademico ed inconsistente. Provare gli schemi, senza farsi troppo male, questi parevano gli intenti. Quindi il risultato va preso con le molle, ma non crediamo proprio, comunque, che nello staff degli Wasps si respirasse un’aria di soddisfazione a fine partita. Serata provvidenzialmente fresca a Treviso, almeno rispetto al caldo umido di queste settimane. Partita che prevedeva due interruzioni a metà di ciascuno dei due tempi, vista la stagione e la condizione fisica delle squadre, con possibilità di sostituzioni volanti. Buonissima presenza di pubblico, tremila spettatori circa, incoraggiati, forse, anche dalla inattesa frescura e dai prezzi ultrapopolari, e tutti assiepati sotto la tribuna coperta. I giocatori del Benetton sono scesi in campo con una maglia completamente verde, dal look piuttosto old-fashioned, gli Wasps invece in celestino con inserti gialli.

Parte male il Benetton. Un errato calcio di liberazione di Di Bernardo concede una touche in attacco per gli inglesi. Azione tambureggiante degli avanti con Vunipola che schiaccia in meta presso la bandierina di destra. Jones trasforma e porta i londinesi in vantaggio per 7-0 al 3′. Al 6′ Treviso accorcia le distanze. Gli inglesi giocano alla mano dentro i propri 22, ma commettono un in-avanti sotto la pressione trevigiana. Un fallo sulla mischia susseguente concede al Benetton un calcio piazzato dalla linea dei 22, quasi in posizione centrale, che Di Bernardo trasforma facilmente. E siamo sul 3-7 per gli inglesi. All’11’ il buon lavoro delle terze linee trevigiane in mezzo al campo permette a Brendan Williams di penetrare tra le linee della difesa inglese, che si rifugia in un’azione fallosa. Di Bernardo però sbaglia il calcio piazzato da circa 35 metri da posizione centrale. Al 13′ il Benetton si mangia una meta già fatta. Sono ancora le terze linee trevigiane a mettersi in mostra nella parte centrale del campo, ma il tutto sembra vanificato da un brutto passaggio per Loamanu che è costretto ad arretrare. La difesa inglese monta un po’ disordinatamente, e l’ala è abile a spiare il varco giusto, a penetrare di potenza tra le linee avversarie, ma ormai solo a qualche metro dalla linea di meta pecca di generosità passando l’ovale a Derbyshire che viene placcato. Loamanu riconquista in qualche modo l’ovale ma commette un in-avanti. Al 17′ la voglia dei trevigiani di giocare l’ovale alla mano da tutte le zone del campo non costa loro per poco un intercetto di Wallace nei propri 22. Al 18′ un fallo in mischia trevigiano concede a Stephen Jones un calcio piazzato da circa 27-28 metri che il mediano di apertura gallese trasforma facilmente, portando il punteggio sul 10-3 in favore degli Wasps. Frenesia contro concretezza, sembra un copione già scritto. Questa volta però non sarà così. Al 23′ il Benetton perde l’ovale in attacco a neanche venti metri dalla linea di meta. La mediana degli Wasps è abile ad innescare un immediato contrattacco con la palla che arriva a Varndell, che corre velocissimo ed imperiale lungo l’out di sinistra. Ma Williams è bravissimo a placcarlo a 15 metri dalla linea di meta. Nei minuti successivi il Benetton si distingue per una bella continuità nel possesso, provando sia col gioco alla mano, sia con le maul, con molta pazienza, arrivando spesso a pochi metri dalla linea di meta. Lo sforzo è infruttuoso dal punto di vista del punteggio, ma comincia ad usurare le difese degli inglesi, che comunque si rivelano ancora pericolosi le poche volte che mettono il naso nell’area dei 22 trevigiani. Al 31′ Brendan Williams tenta il contrattacco dopo un calcio di liberazione inglese ma pasticcia, dando agli Wasps la possibilità d’installarsi in attacco. Al 34′ Stephen Jones, dentro i 22 trevigiani, alza un calcetto sulla sinistra per Varndell che riesce a schiaffeggiare l’ovale all’interno verso il secondo centro Mayor: Treviso si salva ma è in affanno. E’ il potente n. 8 Vanipola a mettersi in mostra soprattutto in questa fase. Al 34′ Mitrea mostra il cartellino giallo a Cittadini, entrato da poco in campo. Treviso è in 14, ma riesce ad uscire dalla pressione inglese, conquistando l’ovale, e contrattaccando con la coppia Williams-Loamanu. Il tongano-giapponese – ottima prova la sua, a parte il “regalo” sopramenzionato – rompe un placcaggio e fila via sulla sua corsia di sinistra, permettendo al Benetton di entrare nei 22 inglesi. Siamo al 38′ e i trevigiani si rendono protagonisti di un’azione prolungata a più fasi, con percussioni furibonde degli avanti. Alla fine è il mediano di apertura Di Bernardo a finalizzarla con successo schiacciando l’ovale proprio in mezzo ai pali. Si accende un parapiglia, dovuto più al furore agonistico che a qualche scorrettezza, che si spegne poi in pochi secondi. Mitrea catechizza i capitani Wentzel – molto applaudito l’ex della Benetton dai tifosi trevigiani – e Bernabò e tutto finisce lì. Lo stesso Di Bernardo trasforma la propria meta portando il punteggio in parità sul 10-10. E’ la fine della prima frazione di gioco.

I primi minuti della ripresa vedono il predominio sterile degli inglesi. Nick Robinson, subentrato a Stephen Jones, cerca di vivacizzare le manovre degli Wasps con dei calci di spostamento. Ma così un po’ alla volta il gioco si fa rotto. All’11’ il Benetton riesce finalmente ad impostare una fase d’attacco ordinata, fornita di adeguato sostegno, che trova la difesa inglese al pascolo. Budd [errore del sottoscritto: in effetti si trattava di Minto, N.d.Z.] – entrato in campo indiavolato nel secondo tempo – penetra tra le maglie della difesa inglese e scarica per Sgarbi presso la linea dei 22. Il corazziere trevigiano ha la via libera e resiste alla sua maniera, di forza, al placcaggio dell’ultimo difensore, schiacciando in meta alla destra dei pali, non lontano dalla bandierina.  Di Bernardo trasforma e porta Treviso in vantaggio per 17-10. Lo stesso mediano italo-argentino – oggi in grande spolvero – è protagonista poco dopo di un applauditissimo calcio di liberazione che sposta l’asse del gioco in avanti di una cinquantina di metri. E’ il momento in cui Treviso prende visibilmente il sopravvento sull’avversario. Adesso è Sgarbi a cercare più degli altri di sgretolare quel che resta di una difesa londinese sempre più fallosa. Al 15′ Di Bernardo trasforma un calcio piazzato da 25 metri in posizione centrale, portando il punteggio sul 20-10, dopo di che esce dal campo insieme a Semenzato, per lasciar spazio alla mediana composta da Ambrosini e Gori. Al 16′ una maul trevigiana scompagina la difesa inglese ma nella foga oltrepassa la linea di touch. Al 18′ Ambrosini sbaglia un calcio piazzato da circa quaranta metri in posizione centrale. Ma l’estremo inglese commette una vera e propria gaffe nella presa dell’ovale e concede al Benetton una mischia ai 5 in attacco davanti ai pali. I trevigiani stazionato a lungo dentro i 22 inglesi fino a che Luke McLean, subentrato a Williams, esegue un calcetto alla sua sinistra che fila rasoterra dentro l’area di meta: Toniolatti, anche lui entrato nel secondo tempo, è bravo a schiacciare l’ovale prima che questa oltrepassi la linea di pallone morto. Ambrosini non trasforma. Il punteggio al 23′ è Treviso-Wasps 25-10. Al 28′ una lunghissima azione corale dei trevigiani, sessanta metri di campo percorsi ad ampi zig-zag, permette a Paul Derbyshire di andare in meta alla destra dei pali, dopo aver ricevuto l’ovale dell’ultimo passaggio da Zanni. Ambrosini trasforma per il 32-10. Ormai è quasi garbage-time e Nitoglia, subentrato nel secondo tempo al posto di Loamanu, pure lui applauditissimo, si distingue in diverse azioni di contrattacco. Al 36′ un fallo trevigiano permette a Robinson di trovare una touche a 5 metri dalla linea di meta sulla sinistra del fronte d’attacco. Sul raggruppamento susseguente alla touche Taulafo perfora come un ariete una difesa trevigiana un po’ disattenta e schiaccia in meta. Robinson non trasforma. Il risultato finale è di 32-15 a favore del Benetton.

[pubblicato su Right Rugby]

Treviso non scala la montagna Leinster

BENETTON TREVISO – LEINSTER 20-30

Sabato 26 novembre 2011, stadio di Monigo, Treviso

Ma ci va vicino. Le mete iniziali costringono i Leoni a una partita alla rincorsa, coronata al 50′ dal pareggio e dal quasi sorpasso, poi otto punti dalla piazzola lasciati da Tobie Botes (ottimo peraltro in tutto il resto) nel finale di partita del nono turno di Pro12 condannano Treviso ad una sconfitta, immeritata nel punteggio per il gioco messo in mostra, ma inevitabile prezzo da pagare ai cali di tensione (iniziali stavolta): finisce 30-20 per gli ospiti, niente bonus per nessuno. Giornata bellissima a Treviso: fredda, ma soleggiata e senza apprezzabile ventilazione. Pubblico folto, sulle 5.000 unità. La partita inizia subito male per il Benetton. Una mancata presa sul calcio d’invio irlandese di Benjamin De Jager concede ai campioni d’Europa del Leinster di gestire il primo attacco della partita al limite dell’area dei 22 dei trevigiani. E gli irlandesi fanno subito vedere i fraseggi stretti e rapidissimi in orizzontale a cercare l’intervallo per la penetrazione verticale vincente, lo schema che metterà in difficoltà la difesa trevigiana per tutta la partita le non molte volte che gli irlandesi si faranno vedere in attacco e che frutterà tre mete quasi in fotocopia. Il Numero 8 Leo Auva’a trova così il buco a va a schiacciare in meta non lontano dai pali. Trasforma Fergus McFadden, portando il Leinster sul 7-0 dopo quaranta secondi di partita.Si gioca a viso aperto, senza molti tatticismi. Il Benetton comunque è tonico, paziente e sereno, nonostante l’approccio difficoltoso alla fase d’attacco a causa della difesa aggressiva del Leinster, e la mischia si dimostra affidabilissima, come il solito. E’ per questo che una nuova meta irlandese al 7′, intervallata da un calcio piazzato di Botes, non mette Treviso in ginocchio. Nell’occasione è l’ala Fionn Carr, l’ex del Connacht, ad andare in meta ricevendo l’ovale del centro Eoin O’Malley, che ricicla all’interno dopo la stessa fitta trama di passaggi in rapidità che aveva caratterizzata la prima meta, portando il Leinster sul 14-3. Ma la continuità dell’azione trevigiana, anche con fasi insistite di gioco al largo, inducono in fallo gli irlandesi: due calci piazzati di Botes dalla trequarti portano il risultato sul 14-9 per il Leinster. Al 23′ McFadden ha a disposizione un calcio piazzato da circa 40 metri sulla sinistra a causa di un ingenuo “velo” trevigiano, dopo che il Benetton aveva impostato un’efficace maul. Un proiettile molto orizzontale centra i pali. Ma Botes risponde al 29′ con un altro calcio piazzato fischiato per un placcaggio alto su Alberto Sgarbi (premiato poi come Man of the match), portando Treviso a cinque punti dal Leinster: 12-17. Che è il punteggio con il quale finisce anche il primo tempo, sul finire del quale Fabio Semenzato sostituisce De Jager infortunato, con Botes che viene spostato all’ala come nella prova di Heineken Cup. Nel secondo tempo è ancora il Benetton a manifestare una sostanziale supremazia territoriale e di possesso dell’ovale. Al 45′ un calcio piazzato di Botes porta il risultato sul 17-15 per il Leinster. Gli risponde McFadden sempre su calcio piazzato da posizione centrale dopo una percussione del ficcante e potente Auva’a. Al 50′ contrattacca Brendan Williams, che allarga a Botes. Calcetto che mette la difesa irlandese in crisi. Sgarbi placca il portatore dell’ovale portandolo dentro l’area di meta. Mischia ai 5 metri, dalla quale esce Manoa Vosawai per schiacciare in meta di potenza e portare il risultato in parità: 20-20. Botes però sbaglia la trasformazione facilissima. Al 54′ un calcio piazzato da posizione centrale di McFadden per un fallo in ruck trevigiano riporta in vantaggio il Leinster. La pressione trevigiana tuttavia è costante e frutta un altro calcio piazzato al 58′: da dentro i 22 Botes sbaglia ancora. Sbagli che si pagano a caro prezzo. Al 64′ si ripete lo schema delle prime due mete irlandesi. Percussioni continue e in sicurezza, fraseggi stretti ad esplorare orizzontalmente la linea difensiva trevigiana, appena fuori la linea dei 22, finché O’Malley trova l’intervallo giusto e va a schiacciare in meta al centro dei pali. La trasformazione di McFadden porta il risultato sul 30-20, che sarà poi anche il risultato finale. Il Benetton tuttavia è caparbio nelle sue continue offensive e rimane anche abbastanza ordinato. Al 75′ il flanker Shane Jennings si vede sventolare sotto il naso il cartellino giallo e si accomoda in panca fino alla fine della partita. Ma Botes sbaglia di nuovo un calcio piazzato facile da posizione centrale. L’ultima folata trevigiana vede per protagonista Paul Derbyshire che sfonda sulla destra ma che sulla pressione avversaria sfodera un passaggio fuori misura per Botes, che davanti a sé aveva ormai la via libera. Per il Benetton è una sconfitta dal sapore beffardo, almeno nel punteggio. Neanche il punto di bonus. Ma la squadra ha lottato alla pari con una delle grandi d’Europa. E per questo è stata a lungo applaudita dal pubblico. Per il giusto cinismo, o per l’ésprit de finesse ci vorrà ancora del tempo.

[pubblicato su Right Rugby]

Benetton bello. E quasi vincente

BENETTON TREVISO – OSPREYS 27-32

Sabato 17 settembre 2011, Stadio di Monigo, Treviso

Alla fine di questa partita restano due sensazioni: il rammarico per una vittoria che con un filino di fortuna e di sangue freddo in più sarebbe stata a portata di mano; la soddisfazione di vedere il miglior Benetton di questo inizio stagione uscire dalla sua dimensione monotematica che spesso gli riesce molto bene ma che è anche limitativa – possesso, avanzamanto-consolidamento-avanzamento-consolidamento alla ricerca se non della meta, almeno del fallo/calcio piazzato o del drop – ed offrire una prestazione ricca di spunti in tutte le fasi di gioco, del tutto degna di uno grandi tornei boreali. But do they have backs? Si domandano spesso retoricamente i più maligni dei britons quando parlano del rugby italiano. La partita di questo pomeriggio dimostra che non è solo questione di qualità dei singoli, ma anche di gioco. La mobilità e la velocità nei riposizionamenti del Benetton non solo ha saputo mettere in difficoltà le offensive gallesi, ma ha anche dato molta fiducia ai trevigiani, che hanno giocato a livello individuale con una sicurezza che da tempo non si vedeva. E sì che per la forza della squadra e per il tipo di gioco poco conservativo – gli Ospreys si sono segnalati nelle ultime stagioni per la grande capacità di realizzare mete – i gallesi sono sempre stati un cliente particolarmente indigesto per il Benetton Treviso.

Come nella partita d’esordio del Pro12 si è giocato in un caldo afoso piuttosto sgradevole, davanti a circa 3.500 spettatori. Al 4′ dopo una controruck nei 22 trevigiani, Burton apre per Galon, che serve De Jager. Palla a Williams – oggi irresistibile – che fugge lungo l’out di destra per cinquanta metri, e serve Nitoglia all’interno. Sul successivo raggruppamento, l’arbitro ravvisa un fuorigioco gallese. Burton trasforma un calcio piazzato da circa 32 metri in posizione centrale, portando Treviso sul 3-0. Gli Ospreys scelgono di giocare alla mano, ma Treviso difende bene. All’8′ da una mischia ordinata sulla linea dei 10 nella metà campo trevigiana Chillon apre velocemente. L’ovale arriva a Williams che perfora sulla destra la difesa gallese, costringendola al fallo. Burton trova da metà campo una touche a cinque metri dalla linea di meta, ma il Benetton spreca malamente con un lancio storto. Al 10′ da una touche rubata a centrocampo, gli Ospreys sorprendono in velocità Treviso aprendo il gioco a destra con Webb. Palla a Fussell che penetra profondamente stringendo al centro. Fallo trevigiano e Biggar centra i pali da meno di trenta metri in posizione centrale portando il punteggio sul 3 pari. Al 13′ Burton riporta il Benetton sul 6-3 grazie ad un calcio piazzato centrale da circa 37 metri, dopo una buona iniziativa di Padrò fermata in modo falloso. Al 16′ da una touche giocata dagli Ospreys a circa trenta metri dalla linea di meta, sulla sinistra del fronte d’attacco, si forma una maul, seguita da più fasi ad esplorare le difesa trevigiana, fino a trovare il fallo. Biggar trasforma un calcio piazzato da circa 25 metri spostato sulla destra. Siamo sul 6-6. In questo primo tempo la difesa trevigiana sale bene e riesce a soffocare le iniziative gallesi, anche se c’è qualche problema in touche. Al 20′ arriva la meta trevigiana. Da una mischia ordinata sulla destra del fronte d’attacco Chillon serve molto velocemente Burton, sorprendendo la difesa gallese. Burton passa l’ovale a Morisi – ottima la sua prova, un giovane centro che riesce a “giocare” anche dopo il contatto coi difensori – che trova il buco e schiaccia solitario l’ovale poco alla sinistra della porta a H, dopo aver resistito al ritorno di due giocatori gallesi. Burton però sbaglia un facile trasformazione: 11-6. Al 23′ Biggar trova una grande touche sulla linea dei 5 metri. Ma Nitoglia gioca veloce e duetta con Williams fino a superare la metà campo, neanche fossero Clerc-Heymans: un ulteriore segno della fiducia nei propri mezzi dei giocatori del Benetton. Al 24′ De Jager esce temporaneamente a seguito di un duro placcaggio dopo aver contrattaccato con un calcio. Entra Sepe. Al 26′ brillante azione trevigiana, prima con una penetrazione di potenza in verticale delle terze linee, Filippucci e Padrò. Scarico per Williams che serve Chillon. Il mediano di mischia è protagonista di un ottimo slalom. C’è il sospetto di un placcaggio al collo ma l’arbitro non fischia. L’azione si snoda comunque sulla destra, da Burton a Vidal e da questi a Williams che serve Sepe che arriva a pochi metri dalla linea di meta, prima di perdere l’ovale con un knock-on nel contatto coi difensori. Al 29′ un avanti salva Treviso da una possibile meta dopo un sfondamento sulla destra, frutto di un possesso prolungato da parte degli Ospreys. Treviso però continua a difendere bene: al 31′ una mischia ordinata con introduzione gallese viene vinta da Treviso nei propri 22, con Burton che libera sicuro. Williams, Nitoglia, Chillon e Morisi si distinguono nel gestire l’ovale nei propri 22 con fin troppa audacia. Al 34′ la pressione gallese frutta però un cartellino giallo per Filippucci per ripetuti falli in ruck. Biggar trasforma da trenta metri spostato sulla destra 11-9. Al 35′ rientra De Jager che si distingue subito per un grande placcaggio sul calcio d’invio trevigiano, che frutta una mischia per Treviso a 10 metri dalla linea di meta sulla destra del fronte d’attacco. Chillon serve svelto Burton che finta il passaggio, penetra e resiste a due placcaggi arrivando a due metri dalla linea di meta. Si forma il raggruppamento e Vermaak sfonda andando in meta al centro dei pali. La facile trasformazione di Burton porta Treviso al massimo vantaggio della partita: 18-9, con Treviso, si badi bene, in inferiorità numerica. Al 39′ la meta che cambia la partita nel momento di massima difficoltà gallese. Williams poco dentro la metà campo trevigiana arriva per primo su un insidioso up & under gallese, ma non controlla e fa un knock-on, rimanendo a terra insieme ad un giocatore gallese. L’arbitro lascia correre per il vantaggio. Bishop, il più intraprendete e lucido dei suoi nel primo tempo, alza un altro up & under/cross kick ad esplorare l’area dei 22 trevigiana sulla destra del fronte d’attacco. Un rimbalzo maligno inganna Nitoglia, a mio avviso non particolarmente colpevole, e consente a Isaacs di impossessarsi dell’ovale e schiacciare comodamente in meta al centro dei pali. Biggar trasforma e si va al riposo sul 18-16 per il Benetton.

La meta infonde coraggio agli Ospreys, che iniziano il secondo tempo a spron battuto. L’offensiva è continua nei primi minuti. Al 44′ Dirksen s’incunea fin quasi al centro pali, ma viene respinto. L’azione tuttavia non si ferma, sviluppandosi verso sinistra grazie alle percussioni degli avanti, fino a che Smith schiaccia in meta vicno alla bandierina d’angolo, A Biggar riesce pure la difficile trasformazione che porta gli Ospreys in vantaggio sul 18-23. Un minuto dopo all’indiavolato Williams riesce un break nella parte centrale del campo, facendosi strada in mezzo ad un nugolo di avversari di forza e di agilità. L’azione si snoda sulla destra, con l’ovale che arriva a Di Santo che fa un knock-on con De Jager ben posizionato lungo la linea di touch. La fatica comincia a farsi sentire e il gioco da parte trevigiana è meno nitido. Al 51′ bella azione di Morisi che parte dai propri 22, resiste a due placcaggi, e serve Nitoglia, anche lui oggi assai intraprendente, ma l’azione si spegne dopo un knock-on. Al 52′ da una mischia ordinata l’ovale arriva a Williams che s’invola sulla destra, finta il passaggio interno ed avanza fin dentro i 22 gallesi, prima di venire bloccato. Al 62′ Treviso riparte dai propri 22 con Nitoglia e Williams. Ma la voglia di giocare alla mano comporta anche dei rischi, specie quando con la fatica viene meno anche la lucidità. L’arbitro fischia un tenuto. Biggar trasforma il calcio piazzato da circa trenta metri tutto spostato sulla sinistra: 18-26. Al 63′ Burton non trasforma un calcio piazzato piuttosto facile – per uno come lui – da posizione centrale da 35 metri. Al 66′ Biggar trova una bella touche per un fallo trevigiano nella metà campo gallese. Dopo la touche si forma un raggruppamento, una bella piattaforma per Biggar che centra i pali con un drop dalla linea dei 22: 18-29. Al 67′, sul calcio d’invio, un giocatore gallese viene punito per un tuffo sull’area di placcaggio. Calcio piazzato dalla linea dei 22. De Waal, subentrato a Sepe toccato duro (che a sua volta aveva sostituito De Jager) porta il risultato sul 21-29. La partita diventa fallosa. Al 70′ Biggar sbaglia un calcio piazzato di difficile realizzazione da 35 metri tutto spostato sulla sinistra. Al 74′ lo stesso Biggar è punito dall’arbitro con un cartellino giallo per aver schiaffeggiato volontariamente in avanti l’ovale in un’azione d’attacco trevigiana, sviluppatasi prima con delle penetrazioni verticali degli avanti, e poi con l’apertura del gioco verso destra fino a che l’ovale era giunta in possesso a Galon. De Waal centra i pali da quasi metà campo e porta il punteggio sul 24-29, con Treviso ora in superiorità numerica. Al 77′ assistiamo all’altro momento topico della partita, dopo la meta di Isaacs. Fallo gallese appena dentro la loro metà campo. Esattamente come nel finale della partita col Connacht Treviso sceglie di calciare invece di cercare la touche. Secondo chi scrive, e col senno di poi, naturalmente, un altro errore. Il bravo De Waal centra comunque i pali: 27-29. Ma mancano solo due minuti e bisogna risalire tutto il campo. Sul calcio d’invio la foga trevigiana e un arbitro piuttosto fiscale durante tutta la partita coi trevigiani regalano agli Ospreys il calcio piazzato che chiude la partita sul 27-32. Il subentrato Phillips calcia fra i pali facilmente da trenta metri da posizione frontale. Peccato. Man of the match è Brendan Williams, a mio avviso con pieno merito.

[pubblicato su Right Rugby]

Treviso perde la prima in casa

BENETTON TREVISO – CONNACHT RUGBY 9-11

Sabato 3 settembre 2011,  Stadio di Monigo, Treviso

La prima partita al Monigo della nuova stagione di Celtic League, ora denominata RaboDirect PRO12, doveva servire a rispondere a vari interrogativi: 1) La tenuta del Benetton, e implicitamente di un sistema “Smith” che si sforza idealmente di costruire un team di quaranta “titolari” intercambiabili e duttili, fronte alla mancanza della dozzina di giocatori partiti con la nazionale per la Coppa del Mondo in Nuova Zelanda e di quelli della lista infortunati che comprendeva proprio il nome meno indicato in questo frangente, quello di Botes, sia per il valore del giocatore, sia per un ruolo che già non può contare sui nazionali Semenzato e Gori (e con Picone acciaccato), sia per il suo carattere di trascinatore. 2) Il valore del Connacht, club nel suo piccolo in ascesa, che si presentava ambizioso in una stagione che lo vedrà impegnato anche nella Heineken Cup, e che in estate ha cambiato volto, con una quindicina di nuovi arrivi e una quindicina di partenti, tra i quali però tre “stelle” come il mediano di apertura Keatly ingaggiato dal Munster, il tallonatore Cronin e soprattutto un’ala ficcante, potente e in confidenza con la meta come Fionn Carr (l’anno scorso inserito nel XV ideale della Magners/Celtic League), questi ultimi due andati a ingrossare le file del Leinster. 3) La risposta del pubblico del Monigo dopo una prima stagione “celtica” assai gratificante in termini di affluenza e di sostegno alla squadra. Viste le circostanze Smith aveva disegnato una squadra assai logica negli avanti (e nella mediana formata da un De Waal tornato al ruolo di apertura, dopo gli esperimenti da centro nelle amichevoli pre-campionato, e dal permit player Chillon) ma abbastanza sorprendente dietro – con il giovane Luca Morisi che entra all’ultimo momento al posto dell’annunciato Pratichetti – una cavalleria leggera e guizzante di trequarti adatta meno a difendere che a ferire e a completare un gioco fondato sul possesso e sul predominio nelle fasi statiche. Forse questa necessità di concretizzare il possesso e di perforare difese auspicabilmente indebolite dal lavoro degli avanti spiegava lo spostamento di un finisseur come Brendan Williams nel suo vecchio ruolo di ala [dormita dell’articolista, che sarebbe il sottoscritto: “Dingo” è stato schierato col n. 11 a causa delle cervellotiche regole F.I.R. sull’uso degli stranieri, N.d.Z.] e la fiducia data ad un giocatore sgusciante come Burton nel ruolo inusuale di secondo centro. Ma se questo era il game-plan della Benetton il campo ha scritto sin dall’inizio una storia diversa. La touche è stata difettosa per tutta la partita, anche nei momenti cruciali del concitato finale. Gli ingaggi in mischia sono stati spesso problematici, con falli da ambedue le parti, e solo nel finale, quando la squadra trevigiana ha buttato il cuore oltre l’ostacolo, il pack irlandese è andato in sofferenza. E così il predominio nel possesso, chiave di molti dei successi della squadra di Smith, è venuto a mancare. Ragion per cui il risultato finale ha premiato abbastanza meritatamente la squadra irlandese in virtù di una maggiore compattezza e di un maggior ordine; un Connacht ben guidato dal mediano di apertura di Jarvis, che ha saputo dare continuità alle azioni di attacco degli irlandesi, specie nella seconda metà del primo tempo e nella prima metà del secondo. Continuità che invece è venuta a mancare alla Benetton, spesso costretta ai calci di spostamento non appena l’ovale usciva dalla mischia e dai raggruppamenti.

Si è giocato in un caldo afoso tipicamente padano, caratterizzato da una temperatura non altissima, ma da molta umidità e da scarsa o nulla ventilazione, condizioni meteorologiche nient’affatto ideali per una partita di rugby, tanto che si soffriva anche in tribuna. Il pubblico ha risposto abbastanza bene, visto il caldo, con circa 3.000 spettatori in gran parte assiepati sotto la tribuna coperta, i quali hanno fatto sentire il loro appoggio alla squadra soprattutto nel momento della mancata rimonta finale.

Partita inizialmente equilibrata, ma poi il Connacht ha preso piano piano il sopravvento. Williams è tornato subito al ruolo di estremo con Nitoglia spostato all’ala. Nei primi venti minuti le squadre sono sembrate speculari, anche negli errori, con frequenti fallosità nei raggruppamenti. Poi però il Connacht ha cominciato a manovrare anche al largo grazie alle buone iniziative alla mano di Jarvis, molto sicuro nel comandare la squadra – nonostante gli errori dalla piazzola che alla fine hanno rischiato di rivelarsi fatali – giovandosi anche di efficaci up & under. Niente di trascendentale, comunque. E Treviso ha pure difeso bene. Ma la continuità alla fine ha pagato, con la meta di Ah You verso la fine del primo tempo. Non padroneggiando le fasi statiche Treviso è sembrata spuntata e a corto di idee. Comunque è la squadra di casa a mettere i primi tre punti del tabellino al 7′ con un calcio piazzato per un fallo irlandese in un raggruppamento, con De Waal che centra i pali leggermente spostato sulla sinistra da posizione agevole. Al 10′ la solita azione tambureggiante che contraddistingue il gioco del Connacht porta Jarvis a cercare l’ala con un grubber maligno sulla destra che Vosawai raccoglie, sventando il pericolo, senza però controllare l’ovale. E’ la prima azione pericolosa degli irlandesi. Al 13′ Treviso ha la possibilità di muovere ancora il risultato grazie ad un calcio piazzato fischiato per un fallo in touche. De Waal dalla destra sbaglia però di poco un calcio non impossibile. Al 22′ il Benetton muove a lungo l’ovale lungo l’asse centrale del campo fino a trovare il buco ma Burton ci s’infila senza riuscire a controllare l’ovale passatogli da De Waal. Al 26′ grande movimento di Naopu che si stacca da una mischia ordinata a trenta metri dalla linea di meta in posizione centrale, arrivando fino alla linea dei 5 metri. Sul successivo raggruppamento fallo trevigiano per entrata laterale, che concede a Jarvis il facile calcio piazzato del pareggio. Siamo al 27′. Al 32′ fallo in touche dei trevigiani. Jarvis tenta quasi da centrocampo spostato sulla destra ma non centra i pali. Al 34′ un up & under di Jarvis non trova Williams pronto alla presa dell’ovale. Se ne impossessa pericolosamente Griffin che arriva fin dentro i 22 trevigiani venendo però in qualche modo neutralizzato. Insiste Connacht che al 36′ dopo una mischia in posizione centrale crea un’iniziativa pericolosa col duo Jarvis-Murphy; l’ovale finisce all’ala McCrea che viene spinto oltre la linea di touch. Ma al 38′ l’ostinazione del Connacht viene premiata: è Naopu [errore: è Fa’afili, N.d.Z.] che riesce a perforare la linea difensiva trevigiana, portandosi a qualche metro dalla linea di meta; sul raggruppamento seguente Ah You riesce a schiacciare in meta sulla destra, a metà strada tra la bandierina d’angolo e la porta ad H. A Jarvis non riesce una trasformazione assai facile. Il primo tempo così si chiude piuttosto logicamente col Connacht in vantaggio per 8 a 3.

Il secondo tempo inizia come il primo, con gli irlandesi al comando di una partita scorbutica e poco attraente. Al 2′ dopo un’insistita fase di gioco è il lock McCarthy a penetrare profondamente nell’area dei 22. I trevigiani si salvano e rilanciano con un contrattacco di Sepe sulla destra, che privo però del necessario sostegno si spegne sulla linea dei 10 irlandesi. Il gioco si fa gradatamente più equilibrato ma anche più rotto e confuso. In un raggruppamento dentro i 22 irlandesi e in posizione centrale è Chillon, peraltro positivo negli ottanta minuti, a sprecare una buona opportunità d’attacco, con un malaccorto knock-on, non riuscendo a raccogliere l’ovale dopo un un raggruppamento con la difesa irlandese in difficoltà e male schierata. Al 54′ un fuorigioco trevigiano consente al Connacht di allungare fino all’11 a 3. Jarvis centra i pali da circa quaranta metri leggermente spostato sulla sinistra. Il mediano di apertura però subito dopo sbaglia un calcio piazzato da una trentina di metri piuttosto facile. Treviso guadagna campo, il gioco non è molto lineare, e il possesso viene però più volte reso vano da errori in touche. Al 64′ la squadra di casa in cerca di riscatto si propone in una lunga azione multifase che vede gli avanti alternarsi efficacemente ai trequarti (bello un break di Morisi), senza però trovare la via della meta. La miglior azione trevigiana di tutta la partita viene però premiata da un calcio piazzato di De Waal trasformato facilmente da posizione centrale, che porta il Benetton sul –5. Al 68′ un’azione individuale, brillante ma anche fortunosa, di McCrea per poco non chiude il match. L’ala parte da ben dentro la sua metà campo, esegue un calcetto a scavalcare i più vicini difensori, recupera l’ovale calciandolo direttamente rasoterra, e ne rimane in possesso grazie ad un rimpallo fortunoso che lo lancia verso la meta. Ma viene bloccato da Williams ad un metro dall’obbiettivo, e i difensori accorsi in aiuto lo costringono al tenuto. Negli ultimi dieci minuti la squadra di casa produce il massimo dello sforzo e mette gli irlandesi in difficoltà, soprattutto in mischia. Proprio in seguito ad un fallo di mischia al 34′ De Waal porta Treviso sul -2. La partita si fa confusa, ma è Treviso ad avere il pallino del gioco. Tuttavia la rimonta non riesce. Prima ci prova Williams in una delle poche iniziative di successo della sua partita. Allo scadere Connacht salva il risultato spingendo oltre la linea di touch De Jager ormai a pochi metri dalla meta sulla destra del fronte d’attacco.

Il man of the match secondo il voto dei giornalisti presenti è Antonio Pavanello. Il mio personale va a Naoupu. Il Connacht ha mostrato le stesse caratteristiche viste nella stagione scorsa: una squadra non particolarmente potente né talentuosa, ma che sa esprimere una buona continuità ed intensità di gioco. Il Benetton è da rivedere. Nonostante le moltissime assenze e i giovanotti messi in campo è stato …quasi all’altezza della situazione, ma gli errori, soprattutto in touche, hanno pregiudicato troppo le fasi di possesso. E’ abbastanza preoccupante, però, la non-confidenza con la meta di questo inizio di stagione.

[pubblicato su Right Rugby]