Una settimana di “Vergognamoci per lui” (80)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

VITTORIO SGARBI 25/06/2012 L’uomo è notevole, ma gli manca una certa coerenza di pensiero, che non gli deriva da un difetto d’intelligenza ma dall’intemperanza caratteriale: è il suo ego ad avere la meglio sul suo cervello. Lui lo sa, e disprezza chi non capisce questa superiore manifestazione del suo genio: il volgo tutto, l’intellighenzia quasi tutta, convinti che a Vittorio, in definitiva, manchi la classica rotella. Su Matteo Renzi, ad esempio, dice: «E’ un bravo ragazzo ma non ha niente di originale. È uno di quelli che dividono il mondo in bene e male, con il bene che sta solo a sinistra». Lo dice in occasione dell’annuncio della sua lista, «Il Partito della Rivoluzione», che presenterà ufficialmente nella data fatidica del 14 Luglio, convinto che il nuovo pargolo della scena politica nostrana costituirà la salvezza per la coalizione dei «moderati» cui sta lavorando il Berlusca, il quale, a sua detta, avrebbe già dato il placet all’iniziativa: non si sa ancora se per una certa affinità elettiva con le sofisticate cassanate di Vittorio, pure quelle peraltro sempre impreziosite da ghirlande di fanciulle in fiore, o per il fatto che al partito dei moderati non voglia proprio far mancare nulla.

PIER FERDINANDO CASINI 26/06/2012 Le vie dell’utile idiotismo sono infinite, però hanno tutte la stessa caratteristica: sembrano intelligenti. Il motivo è semplice: il cretino che le imbocca è salutato come un genio dal leviatano che l’inghiottirà e dalle gazzette al seguito. Così dopo decenni di vita politica anche Pier Ferdinando, come ogni ex democristiano normalizzato, ha deciso di finire in bellezza da post-comunista. I meno fessi l’avevano capito subito, prima ancora che lui osasse confessarlo a se stesso, quando aveva intrapreso la Lunga Marcia facendosi paladino di un centrodestra deberlusconizzato; poi è passato alla grande idea del terzo polo, che stava a Casini come il Partito Popolare stava allo scomparso Martinazzoli e come l’Italia di Mezzo stava al desaparecido Marco Follini; adesso pensa ad «una nuova offerta politica alle prossime elezioni». Tutte e tre i passi sono stati presentati come la cosa più naturale e conseguente del mondo, anche se insieme disegnano un’inversione a U: è la via democristiana al delitto. Pier Ferdinando adesso dice di aver «sempre ritenuto che la prospettiva sia un patto tra progressisti e moderati per affrontare l’emergenza attuale. Oggi questo patto è rappresentato dal governo tecnico, ma la strada è quella di un governo politico». S’intende che a rappresentare i moderati nel «patto» sarebbero lui e il suo club di centristi immaginari. E s’intende pure che tutta l’allegra brigata dei suoi nuovi compagni glielo lascerà credere.

FERDINANDO ADORNATO 27/06/2012 Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna. Se l’ha fatto il Profeta, perché non dovremmo farlo pure noi, i poveri cristi del Terzo Polo? Così deve aver pensato Adornato al termine di un incontro tra i vertici di Udc e Fli, all’indomani della decisione di Casini di guidare le truppe moderate nell’accampamento dei progressisti. Lui l’ha messa giù in politichese: «Il Terzo Polo non c’è più organizzativamente, ma le ragioni che tengono insieme un’area di centro restano. (…) Non c’è alcuna novità. L’unico elemento nuovo può essere costituito dalla fuoriuscita del Pdl dall’area dei moderati.» E dalla sua sostituzione col Pd, avrebbe dovuto aggiungere per chiudere il cerchio del discorso. Ma questa perla l’ha tenuta in serbo per il giorno fausto del compimento del Grande Disegno.

ROCCO BUTTIGLIONE 28/06/2012 Rosicchiare l’osso dell’utile idiotismo per tre giorni di seguito di norma sarebbe troppo anche per un povero cane come me. Ma il Fato, ai cui segni ubbidisco per non dispiacere a Dio, ha voluto che questo miserabile argomento avesse la sua trinitaria perfezione. La quale parla oggi per la bocca dello Spirito Santo, alias Rocco Buttiglione: «Il nostro modello non è Prodi, con pochi democristiani isolati, ma Moro, con i centristi principali ispiratori dell’alleanza», dice l’ineffabile filosofo in merito alla prossima alleanza col Pd annunciata dall’altro fenomeno cui s’accompagna da lustri, Casini. Neanche Vendola sarebbe un problema, se «confluisse nel Pd e i democratici garantissero per lui». Secondo Buttiglione, sintetizza il Tempo, che ha trovato la pazienza d’intervistare la Sibilla del cattolicesimo politico italiano, i centristi dell’abortito terzo polo si alleano col Pd «non per rappresentare la parte minoritaria della coalizione, ma con la fondata fiducia di poter essere i leader del processo». La fondata fiducia! Ecco cosa succede quando la pienezza di spirito sfonda un vaso d’elezione non proprio capace.

GUIDO MARIA RANIERI 29/06/2012 Come tutti oramai con la tristezza nel cuore ci aspettavamo, vista l’irresistibile progressione delle sue sguaiate mattane, la bella Sara Tommasi è stata protagonista di un film porno. In un primo momento aveva denunciato di essere stata drogata contro la sua volontà. Il particolare era sordido, e ne faceva una vittima, ma ci sembrava poco credibile: sono mesi e mesi che le bislacche imprese di questa ragazza allucinata fanno la felicità un po’ turpe dei media. Ed infatti la verità è venuta subito fuori: a spingerla a farlo, ha confessato Sara, sono state «entità aliene che mi hanno impiantato un microchip nel cervello con lo scopo di diffondere l’amore nel mondo e due di loro sono stati sempre presenti di nascosto sul set». Il regista che l’ha diretta, tale Guido Maria Ranieri, non ha avuto pietà per la sua nuova musa ed ha confermato tutto, aggiungendo altri particolari.

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Una settimana di “Vergognamoci per lui” (41)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM

WLADIMIRO BOCCALI 26/09/2011 Eccellente pensata del sindaco di Perugia alla partenza della Marcia della Pace Perugia-Assisi. Rivolgendosi alla folla ha detto: “Siete la parte migliore di quest’Italia lacerata”. Lacerata laceratissima: da una parte i buoni, dall’altra i cattivi. Da una parte i peggiori, dall’altra i migliori. Amen. E che la pace sia con voi.

ANGELO BAGNASCO 27/09/2011 Il cardinale ci ricasca: “La questione morale, complessivamente intesa,” dice, “non è un’invenzione mediatica: nella dimensione politica, come in ciascun altro ambito privato o pubblico, essa è un’evenienza grave, che ha in sé un appello urgente.” Che la questione morale esista, anche complessivamente intesa, non c’è alcun dubbio, almeno da quando la stirpe di Adamo dovette guadagnarsi la pagnotta col sudore della fronte. Il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, il vero e il falso: tutta roba che fa bene all’anima e riscalda il cuore. Peccato che proprio fra molti dei paladini della questione morale essa trovi spiriti che l’avversano nel profondo. Infatti per la questione morale vale quello che disse Gesù a proposito della pace: “Vi do la mia pace, non come ve la dà il mondo, io ve la do”. Anche il mondo ti dà la sua questione morale, degradata a moralismo opportunistico e senza misericordia, ad ipocrisia di massa: bestia immonda da cui tenersi ben lontani, anche con le parole, quando è il momento.

BEPPE SEVERGNINI 28/09/2011 Per il motteggiatore dell’establishment è finito – finalmente! – l’amore tra gli italiani e Berlusconi. Read my lips: this time’s for real. Hopefully. Questo ha scritto, più o meno, in un articolo sul Financial Times. Io sospetto che l’abbia buttato giù in combutta col Corriere al solo scopo di passarlo al Financial Times; che i Britons siano stati felicissimi di pubblicare un articolo su un paese di fanfaroni guidato da un fanfarone meno babbeo dei suoi compatrioti: “he told us what we wanted to hear”, questa la finissima tecnica di seduzione dell’iper-populista, un misto di Juan Perón, Vladimir Putin and Frank Sinatra; e che il Corriere, dopo aver spifferato la storia alla maestra come uno scolaretto ruffiano, sia stato felicissimo di riprendere sul suo sito web – nell’originale inglese – un imbarazzante bignamino di storia antiberlusconiana, vergato con tocco leggero e impreziosito dall’imprimatur dell’autorevolissima gazzetta britannica. Il temino doveva deliziare l’establishment nostrano e lo straniero, impresa tradizionalmente congeniale ad un perfetto figlio della razza italica quando vuol dare il peggio di sé: he told them what they wanted to hear. L’articolo, ahinoi, è stato però sbeffeggiato dalla maggior parte dei commentatori: perché anche i babbei sono uomini, e nel loro piccolo sanno pure l’inglese.

FERDINANDO ADORNATO 29/09/2011 Non se ne sentiva più parlare. Ieri abbiamo capito perché. Il deputato ha dichiarato in aula che “l’UDC non vota tanto contro il ministro Saverio Romano, ma contro questa politica liquida che egli rappresenta”. La sociologia liquida da qualche anno inonda le librerie ed ormai a nessun concetto, a nessun essere animato od inanimato si nega il diritto alla liquidità. L’intellettuale liberal ha pensato che ieri fosse il momento giusto di unirsi al coro dei liquidatori. In altri termini, di farci sapere che è bollito.

ALDO CAZZULLO 30/09/2011 Ei fu. Siccome immobile, dato il quasi mortal sospiro. Chi? Ma il Corriere della Sera, naturalmente, dopo l’ennesimo fallito assalto al governo Berlusconi, la cui agognata caduta è ormai diventata un caso d’isterismo di massa che sarà studiato per secoli. La dura realtà è diventata un po’ alla volta scandalosa per chi si nutriva di aspettative irrazionali. La sua sola speranza è che la sua irrazionalità contagi anche gli assediati, dopo aver travolto quelle prudenti penne della grande stampa borghese che oggi parlano, per nascondere la loro malattia, ed il loro cedimento, di un “paese attonito”. Ma no, ma perché? Se ne facciano una ragione: c’è un bel pezzo di paese che non è popolato da allocchi facilmente impressionabili.