Putin, il catalizzatore

Se si pensa che arriva dopo secoli di zarismo e settant'anni di comunismo, non si capisce cosa vi sia di strano nel fatto che la ventennale democrazia russa mostri un volto ancora così grezzo. Per brutta che paia a noi, la Russia di Putin non rappresenta una patologia; e ci piaccia o non ci piaccia, … Continue reading Putin, il catalizzatore

Ezio Mauro, reazionario inconsapevole

Una decina di giorni fa Ezio Mauro scriveva su Repubblica questa sciocchezza ridondante: «Scopriamo quel che dovevamo sapere, e cioè che l'anima imperiale e imperialista della Russia è eterna e insopprimibile, dunque non è una creatura ideologica del sovietismo ma lo precede, lo accompagna e gli sopravvive.» Ora, quest'idea che ogni nazione abbia un suo … Continue reading Ezio Mauro, reazionario inconsapevole

Lo stupido conflitto ucraino

Per quanto incerta, ondivaga e diciamo pure sgangherata, sembra che mai come oggi la politica estera di Stati Uniti ed Europa sia stata così concorde. Lo è però per un fattore di debolezza oggettiva (ed incolpevole). Viene comunque smentita la diffusa convinzione che col crollo del comunismo nel nuovo mondo multipolare, che si profilava all'orizzonte, … Continue reading Lo stupido conflitto ucraino

Il fantasma del neo-imperialismo russo

Ci fu un tempo, che sembrava non finire mai, in cui i sovietici e i loro numerosissimi amici occidentali di fede comunista avevano l'ossessione dell'accerchiamento. E per convincere la numerosa truppa dei perplessi prendevano in mano una carta geografica o il vecchio e caro mappamondo indicando a dito ai miscredenti che qui, e qui, e … Continue reading Il fantasma del neo-imperialismo russo

La ferita ucraina

Nella democrazia c'è sempre una corrente di fondo messianica e, per così dire, missionaria. Se questo impulso di fondo viene dominato, esso si confronta con la ragione e con la storia, senza essere peraltro rinnegato. Se non viene dominato, se la democrazia diventa ideologia, la volontà di potenza si ammanta di un principio civilizzatore di … Continue reading La ferita ucraina

Una settimana di “Vergognamoci per lui” (169)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM MICHELE ANZALDI 10/03/2014 Scandalizzato dall'imitazione di Virginia Raffaele della ministra Boschi a “Ballarò”, l'onorevole democratico nonché giornalista Michele Anzaldi ha preso carta e penna e ha scritto alla presidentessa della RAI Anna Maria Tarantola una lettera … Continue reading Una settimana di “Vergognamoci per lui” (169)

Kissinger and I over Ukraine

Il titolo è ovviamente provocatorio: nessuna persona seria si sognerebbe mai di paragonare un uomo pur notevole come Kissinger a Zamax il Grande. Da incondizionato ammiratore di quest'ultimo sento il dovere, però, di confortarlo (non che ne abbia bisogno, s'intende) per l'isolamento in cui si trova dentro il campo conservatore-liberale riguardo alla questione ucraina. Voglio … Continue reading Kissinger and I over Ukraine

Una settimana di “Vergognamoci per lui” (167)

Un giorno di gogna non fa male a nessuno. Come dicono i filosofi più in gamba, è tutta esperienza. Su GIORNALETTISMO.COM CORRADO PASSERA 24/02/2014 Quando ormai nessuno più ci credeva, l'ex banchiere e super-ministro del governo Monti ha lanciato quello che i giornali hanno chiamato il suo “movimento politico”. A dire il vero lui l'ha chiamato il … Continue reading Una settimana di “Vergognamoci per lui” (167)

Piazze e piazzate mediatiche

Il 2011 è stato l'anno delle piazze mediatiche, da quelle della primavera araba a quelle russe a quelle okkupate dai nostri ancor benestanti indignados occidentali. Le prime hanno accompagnato rivoluzioni, le seconde forse non combineranno sfracelli, le terze si sono ridotte a lagnose piazzate mediatiche. Questi esiti diversi c'insegnano che dietro il fasto della tecnologia, … Continue reading Piazze e piazzate mediatiche

L’altro conflitto libico

Si parla relativamente poco del conflitto libico nel nostro paese – a parte quando arrivano i barconi carichi di disgraziati - se si pensa alla nostra vicinanza geografica, al nostro coinvolgimento nell'intervento militare, ai rilevanti interessi che ci legano al paese nordafricano. Si parla ancor meno, anzi non si parla proprio, del conflitto diplomatico internazionale … Continue reading L’altro conflitto libico

Crisi libica: Russia e Cina entrano in gioco?

A distanza di tre mesi dall'inizio di quella che doveva essere la scampagnata libica, la campagna di Libia per ora ha ottenuto soltanto un risultato sicuro: la sparizione di scena dei due personaggi che avevano dato inizio al ballo dando fiato alle trombe della retorica democratica, Sarkozy e Cameron. Avete notato? Non li si sente … Continue reading Crisi libica: Russia e Cina entrano in gioco?

Guerra per futili motivi

Sui disordini in Bahrein è calato il silenzio: se si torna a parlare dell'arcipelago è solo a proposito di Formula Uno, o per il fatto che il principe ereditario Salman, molto afflitto, non ha potuto esibire la sua augusta presenza alle nozze dei suoi amici Kate e William. In fondo è comprensibile: il Bahrein è … Continue reading Guerra per futili motivi

Gli inutili idioti dell’internazionale democratica

Ai tempi della guerra fredda, quando, col mondo diviso in blocchi, ogni conflitto locale aveva valenza strategica, i progressisti – senza neanche parlare dei rossi di qua della cortina di ferro - erano fautori di una politica di delicatissima circospezione nei confronti dell'orbe comunista. Caduto il muro, sono divenuti in tempo relativamente breve i più … Continue reading Gli inutili idioti dell’internazionale democratica

La meglio politica estera. Quella di Berlusconi.

Con il crollo del paradiso sovietico molti avevano profetizzato l’obsolescenza della NATO e l’avvento di un mondo multipolare nel quale ogni stato si sarebbe mosso in base ai propri “interessi”. Quest’idea è figlia di un troppo compiaciuto realismo, sia da parte dei protagonisti della politica estera sia da parte degli osservatori: è quindi errata ed … Continue reading La meglio politica estera. Quella di Berlusconi.

L’equivoco ucraino

La delusione intrisa di rassegnazione manifestata in Occidente per la vittoria di Viktor Yanukovich nelle elezioni presidenziali in Ucraina è eccessiva. Come eccessivo fu l’entusiasmo che accompagnò qualche anno fa la Rivoluzione Arancione che portò al potere la coalizione del filo-occidentale Yushchenko. Derivano ambedue dall’errata percezione della realtà ucraina e dall’immagine che di essa i … Continue reading L’equivoco ucraino

Putin e Stalin

Ci son tante brutte cose nel mondo, ma in quello dei media va di gran moda, oggi, strapparsi i capelli un po’ troppo per l’autocrazia putiniana, tanto che quest’ultima è stata silenziosamente promossa a campione di riferimento per stabilire se un dato paese sia da includere nel novero delle democrazie o meno. Fateci caso: tra i … Continue reading Putin e Stalin

La Russia e la crisi dell’ideologia democratica (2)

Le Americhe non sono altro che una grande proiezione dell'Europa Occidentale: gli spagnoli, i portoghesi, gli inglesi e in piccola parte, i francesi, hanno potuto colonizzarle e popolarle in grandi distese uniformi; così come la Russia è la grande proiezione slava dell'Europa Orientale. Bloccati geograficamente nel mezzo dell'Europa continentale settentrionale e meridionale, travagliati dalle vicende … Continue reading La Russia e la crisi dell’ideologia democratica (2)

La Russia e la crisi dell’ideologia democratica (1)

«He sat, in defiance of municipal orders, astride the gun Zam-Zammah on her brick platform opposite the old Ajaib-Gher - the Wonder House, as the natives call the Lahore Museum. Who hold Zam-Zammah, that "fire-breathing dragon", hold the Punjab; for the great green-bronze piece is always first of the conqueror's loot.» «Se ne stava, a … Continue reading La Russia e la crisi dell’ideologia democratica (1)